Per quanto concerne l’ecosistema Android, il 2026 passerà alla storia come l’anno in cui verrà completato il passaggio all’era dei 64 bit. Ad agosto 2025, Google ha annunciato il passaggio di Android TV e Google TV ai 64 bit a partire da agosto 2026. Nella giornata di ieri, il colosso di Mountain View ha annunciato lo stesso trattamento per Wear OS.

A partire da settembre, tutte le nuove app e gli aggiornamenti per il sistema operativo che gira a bordo degli smartwatch Android pubblicati su Google Play Store dovranno essere disponibili sia nella storica versione a 32 bit che nella nuova versione a 64 bit, pena il blocco delle app non conformi. Scopriamo tutti i dettagli.

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Wear OS: requisito dei 64 bit obbligatorio da settembre 2026

Tramite un post sul blog degli sviluppatori Android, Google ha annunciato che, a partire dal 15 settembre 2026, gli sviluppatori dovranno rispettare il requisito dei 64 bit anche su Wear OS per le nuove app e per gli aggiornamenti delle app che includono codice nativo al momento della pubblicazione su Google Play.

Questo annuncio chiude una sorta di cerchio, avviato sul sistema operativo Android tantissimo tempo fa (con Android 5.0 Lollipop), e che da agosto verrà esteso anche ad Android TV e Google TV:

Le architetture a 64 bit offrono miglioramenti delle prestazioni e le basi per l’innovazione futura, garantendo esperienze più veloci e ricche per i tuoi utenti. Supportiamo le CPU a 64 bit sin da Android 5. Questo allinea Wear OS ai recenti aggiornamenti per Google TV e altri fattori di forma, basandosi sul requisito a 64 bit introdotto per la prima volta per i dispositivi mobili nel 2019.

Google fa sapere, inoltre, che non verranno apportate modifiche alla politica sul supporto a 32 bit, dato che le app per i dispositivi che supportano solo questa architettura potranno ancora essere distribuite. D’altronde, sempre secondo Big G, la maggior parte degli sviluppatori avrebbe già adeguato le proprie app all’architettura a 64 bit.

Cosa cambia per il sistema operativo?

Allo stato attuale, per Wear OS cambierà poco o nulla, anche e soprattutto dal punto di vista degli utenti finali. Questo annuncio sembra però il preludio a un futuro esclusivamente a 64 bit, simile a quanto successo con Android (che, a partire da Android 14, è passato a un’architettura esclusivamente a 64 bit).

Nella citazione che abbiamo condiviso poco sopra, Google parla di “esperienze più veloci e ricche” per gli utenti: d’altronde, ci sono alcune funzioni che, per essere sfruttate, necessitano che il sistema operativo giri su una piattaforma a 64 bit.

Abbiamo poi vantaggi per quanto concerne i produttori di chip, che non dovranno più prevedere “aree di silicio” per le operazioni a 32 bit ma potranno eventualmente sfruttarle per le operazioni a 64 bit, e per i produttori di smartwatch, che potranno andare oltre i 4 GB di RAM attualmente gestibili e migliorare le prestazioni in ambito intelligenza artificiale.

Annunciamo ora questo requisito per dare agli sviluppatori sei mesi di tempo per adeguare le proprie app prima che l’applicazione della norma diventi effettiva a settembre 2026. Per maggiori dettagli sulla transizione, si prega di consultare la nostra documentazione approfondita sul supporto delle architetture a 64 bit .

Questa transizione rappresenta un passo entusiasmante per il futuro di Wear OS e per i vantaggi che la compatibilità a 64 bit apporterà all’ecosistema.