Al Mobile World Congress 2026 di Barcellona, Sameer Samat, presidente di Android, ha tracciato un quadro preciso di dove sta andando la piattaforma di Google.

In un’intervista che ha toccato diversi temi, dall’integrazione dell’intelligenza artificiale alle polemiche sul sideloading, ha svelato alcuni spunti di particolare interesse. Proviamo a riassumerli nelle prossime righe.

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Android 17 da sistema operativo a sistema intelligente

La novità più importante che emerge dalla conversazione con il manager di Google c’è la filosofia che sta alla base di Android 17, che è quella di non limitarsi ad aggiungere funzionalità una sopra l’altra, ma ripensare l’architettura stessa del sistema.

Samat ha usato un’espressione efficace per descrivere la visione di Google: liberare gli utenti dalle faccende digitali, un termine che racchiude tutte quelle azioni ripetitive e meccaniche che compiamo quotidianamente sullo smartphone senza che ci portino alcun valore reale.

Come era lecito attendersi, l’intelligenza artificiale Gemini è stata posta al centro di questa trasformazione e Samat ha spiegato il tutto raccontando un episodio concreto che illustra cosa significa in pratica: un familiare gli ha inviato un video YouTube con una ricetta suggerendogli di prepararla per cena. Invece di aprire l’app, trascrivere gli ingredienti, cercarli su un’app della spesa e completare l’ordine manualmente, ha chiesto a Gemini di occuparsene. L’IA ha analizzato il video, identificato gli ingredienti e completato l’ordine in autonomia.

Una simile tipologia di automazione verrà introdotta come funzione beta inizialmente su Pixel 10, Pixel 10 Pro e Samsung Galaxy S26, ma con Android 17 l’obiettivo è quello di distribuire la funzione in modo molto più ampio.

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Il sideloading non scompare, ma cambia volto

Uno dei temi più dibattuti nella comunità degli sviluppatori e degli utenti avanzati riguarda il futuro del sideloading, ovvero la possibilità di installare applicazioni al di fuori del Play Store ufficiale. Le recenti modifiche al modello di sicurezza di Android hanno fatto temere una stretta progressiva che avvicinerebbe il sistema a quello più chiuso di iOS.

Samat ha però voluto dissipare questi timori con chiarezza, precisando che il sideloading non verrà rimosso, e che rimarrà una caratteristica fondamentale della piattaforma. Allo stesso tempo, però, ha riconosciuto che il sistema attuale presenta lacune evidenti. I messaggi di avviso mostrati agli utenti non sono sufficientemente efficaci, soprattutto quando si tratta di proteggere persone meno esperte che vengono manipolate da truffatori per installare applicazioni malevole. Il fenomeno è così diffuso che governi di diverse aree del mondo, in particolare nel Sud-Est asiatico e in America Latina, hanno formalmente sollecitato Google a intervenire.

La soluzione che Google sta sviluppando punta sulla verifica dell’identità degli sviluppatori che distribuiscono app su larga scala. L’idea è di poter comunicare all’utente la provenienza di un’applicazione (senza che questo garantisca automaticamente che sia sicura) così da fornire un elemento di giudizio in più. Gli utenti esperti potranno comunque continuare a installare software non verificato attraverso un percorso dedicato, descritto come volutamente più articolato per scoraggiare i meno consapevoli senza bloccare chi sa quello che fa.

L’impegno, come ha sintetizzato Samat, è quello di trovare un equilibrio tra due principi che definiscono Android da sempre: apertura e sicurezza.

Quali sono gli smartphone Android preferiti dal manager di Google

La parte finale della conversazione ha preso un tono più personale. Samat, che ha accesso a praticamente ogni dispositivo Android disponibile sul mercato, ha raccontato cosa porta in tasca e cosa lo appassiona nell’attuale panorama hardware.

Durante il MWC stava usando un Samsung Galaxy Z Fold 7 come dispositivo da lavoro, apprezzandone lo schermo ampio e le capacità di multitasking. Nel tempo libero preferisce però il Pixel 10 Pro nella versione compatta, che ha elogiato per la leggerezza e la qualità fotografica, sottolineando in particolare la compatibilità con il sistema MagSafe. Ha poi citato Motorola per la cura nei materiali e nelle colorazioni, e ha riconosciuto a Nothing il merito di aver costruito un seguito fedele tra i consumatori più giovani, tanto che uno dei suoi figli è particolarmente affascinato dal brand. Infine, ha definito splendido lo Xiaomi 17 Ultra presentato proprio durante la fiera barcellonese.

Un dettaglio curioso: nessuno dei telefoni che portava con sé aveva una cover protettiva. Alla domanda, ha risposto con una risata, spiegando di non riuscire a coprire dei dispositivi che trova così belli esteticamente, e ammettendo con autoironia di trovarsi in una posizione privilegiata: se dovesse romperne uno, non faticherebbe a trovarne un altro.