Condividere file tra smartphone Android e dispositivi Apple potrebbe diventare molto più semplice. OPPO ha annunciato infatti che i suoi smartphone della serie OPPO Find X9 supporteranno presto la condivisione diretta con AirDrop tramite Quick Share, eliminando uno dei limiti storici nella comunicazione tra i due ecosistemi.

La novità arriverà tramite aggiornamento software entro la fine del mese e permetterà di trasferire file tra smartphone OPPO e dispositivi Apple senza installare applicazioni aggiuntive.

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Condivisione diretta tra Android e Apple

Secondo quanto comunicato dall’azienda, la funzione permetterà di inviare e ricevere file tra smartphone OPPO e dispositivi con iOS, iPadOS e macOS utilizzando direttamente Quick Share.

In pratica, gli utenti potranno condividere foto, video o documenti con un iPhone o un Mac in modo rapido e sicuro, con un’esperienza molto simile a quella offerta da AirDrop. Il tutto senza passare da servizi cloud o applicazioni di terze parti.

In passato, il brand aveva introdotto una soluzione chiamata O+Connect, che permetteva di trasferire file tra smartphone Android e iPhone. Tuttavia, il sistema richiedeva l’installazione dell’app su iOS, rendendo il processo meno immediato.

Con il nuovo aggiornamento, invece, non sarà necessario scaricare alcuna applicazione: la condivisione avverrà direttamente tramite Quick Share, rendendo l’operazione più semplice e veloce per entrambe le parti.

Dopo Google, OPPO è il primo produttore Android

La compatibilità tra Quick Share e AirDrop era stata introdotta inizialmente da Google sui suoi smartphone Google Pixel 10. Con questo aggiornamento, OPPO diventa il primo produttore Android, oltre a Google, a implementare ufficialmente questa funzione.

Lo sviluppo della tecnologia è stato realizzato in collaborazione con Google e con MediaTek, mentre in passato anche Qualcomm aveva anticipato l’arrivo di soluzioni simili sui dispositivi Snapdragon.

Se la diffusione della funzione dovesse continuare, la condivisione di file tra Android e Apple potrebbe finalmente diventare semplice quanto lo è già all’interno dei singoli ecosistemi.