Quando Pixel Studio è stata presentata nel 2024 insieme alla serie Google Pixel 9, l’idea dell’azienda era piuttosto chiara: mostrare in modo concreto e giocoso le capacità dell’intelligenza artificiale integrate nei nuovi smartphone Google, permettendo agli utenti di generare immagini, creare adesivi personalizzati e modificare screenshot tramite prompt testuali.
Oggi, a distanza di meno di due anni, quello slancio sembra esaurito; l’ultimo aggiornamento dell’app (versione 2.2.001.864530193.00) segna infatti un vero e proprio downgrade funzionale, eliminando proprio quegli strumenti di IA generativa che rappresentavano il cuore dell’esperienza. E no, non si tratta di un bug.
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Google cambia rotta con Pixel Studio
Con la nuova versione di Pixel Studio, gli utenti della serie Pixel 9 e Pixel 10 (ma anche Pixel 8) si trovano davanti a un’interfaccia drasticamente modificata. Spariscono infatti la generazione di immagini tramite prompt testuali, la creazione di adesivi personalizzati con l’icona della bacchetta magica, e gli strumenti di modifica generativa (come l’eliminazione di elementi da un’immagine).
Al loro posto rimane un editor molto più basilare, che consente solo di ritagliare, disegnare, evidenziare e aggiungere testo. In pratica, Pixel Studio si trasforma in un semplice strumento di markup, funzione che peraltro aveva già sostituito l’app Markup tradizionale con un’interfaccia in stile Material 3 Expressive.
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Dopo i primi dubbi degli utenti (qualcuno ha ipotizzato persino un errore di sviluppo), è arrivata la conferma ufficiale: la rimozione delle funzionalità generative è intenzionale.
Google ha infatti dichiarato che, nel tempo, reindirizzerà gli utenti di Pixel Studio a Nano Banana in Gemini, offrendo un semplice strumento di esportazione per salvare le proprie creazioni esistenti.
Il riferimento sarà dunque Nano Banana, ora integrato nell’app Gemini, che rappresenta la nuova piattaforma per la generazione di immagini basata su IA dell’azienda. Proprio di recente è stata annunciata anche Nano Banana 2, a conferma del fatto che la strategia di Google sta convergendo verso un ecosistema più centralizzato. In altre parole, Pixel Studio non è più al centro dei piani dell’azienda.
Pixel Studio utilizzava ancora Imagen 4 per la generazione delle immagini, ma nel frattempo Google ha ampliato enormemente le sue integrazioni IA; in questo contesto, mantenere un’app separata e limitata solo ad alcuni dispositivi probabilmente non aveva più molto senso strategico. La disponibilità ristretta e la crescente accessibilità degli strumenti IA altrove hanno reso Pixel Studio una sorta di esperimento destinato a essere assorbito.
Google precisa che la rimozione completa delle funzionalità generative avverrà nel tempo e che le integrazioni esistenti continueranno a funzionare, per ora; tuttavia, con gli strumenti creativi già spariti dall’interfaccia, il destino dell’app appare decisamente segnato.
Molti di voi ricorderanno come Pixel Studio fosse stata presentata come una delle app simbolo dell’esperienza Pixel di nuova generazione, accanto a Screenshot e a Meteo; vederla ridotta a un semplice editor di annotazioni rappresenta un cambio di direzione piuttosto netto.
Probabilmente non parliamo della perdita più grave per gli utenti Pixel, e potrebbe anche riflettere un utilizzo reale inferiore alle aspettative. Tuttavia, è chiaro come Google stia accentrando le funzionalità di intelligenza artificiale dentro Gemini e nelle app core, abbandonando progressivamente i contenitori sperimentali.
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