Per diversi anni il confronto tra i processori Exynos di Samsung e la serie Snapdragon di Qualcomm sembrava una questione chiusa.
Gli appassionati di tecnologia avevano infatti espresso una chiara preferenza per i chip Qualcomm, apprezzandone soprattutto l’equilibrio tra prestazioni grafiche e gestione termica. Tuttavia, man mano che ci avviciniamo alla presentazione ufficiale del Galaxy S26 (prevista per il 25 febbraio 2026), emerge una novità inaspettata: secondo alcuni test trapelati online, il nuovo Exynos 2600 di Samsung potrebbe finalmente superare lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 in un ambito non certo secondario, quello della potenza grafica.
Le indiscrezioni provengono dal database Basemark, e in particolare dal benchmark In Vitro, uno strumento di misurazione che valuta la capacità dei processori mobili di gestire calcoli complessi legati al ray tracing.
In questa prova, il dispositivo identificato come Galaxy S26 standard, contrassegnato dal codice SM-S942B e alimentato dall’Exynos 2600, ha raggiunto un punteggio di 8.262 punti. Ovvero, un dato che supera di circa il 10% i dispositivi equipaggiati con lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 di Qualcomm.
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A fare la differenza è la GPU Xclipse 960
Il merito di questo salto di prestazioni va principalmente alla nuova unità grafica Xclipse 960, un componente sviluppato utilizzando una versione modificata dell’architettura RDNA 4 di AMD e che sembra mostrare capacità superiori nella gestione di illuminazione e riflessi rispetto alle generazioni precedenti.
È un risultato davvero significativo, considerando che il ray tracing è una delle tecnologie più avanzate e dispendiose dal punto di vista computazionale nel campo della grafica mobile.
Naturalmente, i benchmark forniscono solo una visione parziale delle prestazioni reali di un dispositivo. Tuttavia, riuscire a superare un processore Snapdragon di fascia alta in una qualsiasi categoria grafica è un traguardo sicuramente importante per il team di ingegneri Samsung, che da tempo lavora per colmare il divario con il concorrente americano.
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La tecnologia a 2 nanometri con raffreddamento innovativo
L’Exynos 2600 non è solamente un aggiornamento incrementale rispetto ai modelli precedenti, bensì il primo processore per smartphone realizzato con il processo produttivo a 2 nanometri Gate-All-Around (GAA) di Samsung, una tecnica manifatturiera avanzata che permette al chip di operare a voltaggi inferiori mantenendo comunque velocità elevate, garantendo in teoria una maggiore efficienza energetica complessiva.
Samsung ha inoltre dedicato particolare attenzione alla risoluzione dei problemi di surriscaldamento che hanno afflitto i precedenti chip Exynos: l’azienda coreana ha infatti progettato un nuovo sistema di gestione termica denominato Heat Pass Block (HPB) che utilizza un dissipatore in rame che entra in contatto diretto con il processore, riducendo la resistenza termica del 16%.
Cosa cambia per la serie Galaxy S26
Samsung ha intenzione di distribuire i processori secondo diversi criteri geografici. In particolare, l’Exynos 2600 alimenterà i modelli Galaxy S26 base e S26 Plus in Europa e altre aree internazionali, mentre il mercato statunitense e il modello premium S26 Ultra continueranno a utilizzare lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 di Qualcomm.
Le implicazioni sono piuttosto interessanti. Storicamente, infatti, molti utenti hanno temuto di ricevere il chip meno efficiente in base alla propria area geografica. Tuttavia, questi primi dati suggeriscono che il divario tra le due soluzioni si stia assottigliando. Se l’Exynos 2600 riuscirà a mantenere questo vantaggio grafico equiparando contemporaneamente l’efficienza energetica di Qualcomm, allora la storica rivalità tra Exynos e Snapdragon potrebbe finalmente trasformarsi in una competizione alla pari.
Per il momento, possiamo basarci esclusivamente su questi benchmark trapelati in rete, ma il prossimo evento Unpacked rivelerà presto se l’Exynos 2600 sia davvero il colosso grafico che appare essere sulla carta…

