Google Stadia non rientra tra i prodotti di maggior successo del colosso di Mountain View: lanciato con l’obiettivo di rivoluzionare il mondo del gaming, abbattendo qualsiasi barriera d’entrata legata alla parte hardware, nel giro di poco tempo è stato accantonato, per essere poi definitivamente abbandonato.

In queste ore Google ha disattivato lo strumento di conversione del controller Stadia, eliminando di fatto quello che era oramai l’ultimo residuo della piattaforma di cloud gaming dell’azienda statunitense.

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Google Stadia è definitivamente morto

Nel 2023, quando il colosso di Mountain View ha deciso di chiudere Google Stadia, ha reso disponibile uno strumento basato su browser in grado di convertire un controller Stadia da un ormai inutile controller Wi-Fi in un controller Bluetooth generico, compatibile con smartphone, tablet, PC e altri dispositivi.

Nei programmi iniziali di Google tale strumento avrebbe dovuto chiudere alla fine del 2023 ma l’azienda statunitense ha deciso di concedere agli utenti due proroghe, arrivando così sino alla fine del 2025.

Ebbene, a quanto pare il momento della chiusura di questo servizio è arrivato: se si va all’URL https://stadia.google.com/controller, infatti, si visualizza un messaggio di errore (“404. The requested URL/controller was not found on this server”).

Pare che già da qualche giorno la pagina avesse smesso di funzionare per una parte di utenti mentre adesso dovrebbe essere stata rimossa a livello globale.

Fortunatamente tale strumento è stato sottoposto a backup per anni e lo sviluppatore dell’estensione Stadia Enhanced ha creato un suo backup completo, al quale è ancora possibile accedere tramite Github e che funziona ancora sui controller che non sono stati convertiti.

A questo punto Google Stadia è definitivamente morto.