Torniamo a parlare di dipendenza digitale e dei legami tra utilizzo dello smartphone e problemi del sonno. La campagna “Il Nemico Invisibile” del Ministero dell’Istruzione e del Merito si avvale della collaborazione scientifica di Luigi Ferini-Strambi, primario del Centro di Medicina del Sonno dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, che ha analizzato i comportamenti serali dei più giovani: ecco perché sarebbe meglio non utilizzare lo smartphone prima di andare a dormire.
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Smartphone prima di dormire: l’impatto sul sonno, tra disturbi e sistema immunitario
Il Professor Luigi Ferini-Strambi ha illustrato in un video gli effetti che possono avere smartphone, tablet e PC sull’addormentamento. Il 90% degli adolescenti italiani utilizza lo smartphone a letto, prima di dormire, e questa abitudine può portare effetti negativi, come la difficoltà ad addormentarsi, che si traduce quindi in una riduzione del tempo totale di sonno (che per gli adolescenti dovrebbe essere di 9 ore).
Secondo quanto dichiarato, oltre il 70% degli adolescenti riferisce di avere grosse difficoltà a risvegliarsi al mattino: dormire di meno e in maniera meno profonda si traduce soprattutto in un deficit dell’attenzione per la giornata seguente, con conseguenze sul rendimento (scolastico e non), ma non solo. Aumenta anche le possibilità di sviluppare disturbi d’ansia, con sbalzi del tono dell’umore, e possono insorgere problemi di ridotto funzionamento del sistema immunitario, con conseguenti maggiori possibilità di contrarre malattie infettive.
Secondo quanto riferito dal primario, circa il 40% dei ragazzi presenta un problema di addormentamento legato proprio all’utilizzo degli strumenti digitali, come lo smartphone: più del 60% degli under 13 dorme meno di 9 ore (tempo ideale per questa fascia di età), e più del 40% dorme meno di 8 ore.
Il primario del San Raffaele ha fornito qualche indicazione per contrastare questo fenomeno di dipendenza da smartphone nelle ore notturne. Quando si è a letto sarebbe meglio non avere lo smartphone a portata di mano (niente comodino), così da evitare anche i micro risvegli provocati da eventuali notifiche, che frammentano il sonno. Un’azione efficace, secondo il Professore, è legata al buon esempio: gli adulti dovrebbero cercare di far vedere ai ragazzi di non utilizzare il telefono almeno nell’ora precedente in cui vanno a dormire. Una coerenza educativa rafforza il messaggio e favorisce le abitudini salutari condivise.
L’obiettivo della campagna non è quello di demonizzare la tecnologia, ma di promuovere una riflessione sull’uso consapevole dei dispositivi. Tutti, ma soprattutto i ragazzi, hanno bisogno di un sonno che aiuti a vivere al meglio le proprie vite e le proprie passioni.
Avete brutte abitudini legate all’uso di dispositivi elettronici prima di andare a dormire? Raccontateci la vostra esperienza.

