Provare gli smartphone Huawei è sempre un’esperienza interessante perché rappresentano un mondo a parte rispetto all’ecosistema Android tradizionale e agli iPhone. Negli ultimi tempi, le vere chicche del colosso cinese si sono concentrate principalmente sul comparto fotografico, e Huawei Pura 80 Ultra ne è la massima espressione: basta guardare quel gruppo ottico monumentale per capire che siamo di fronte a un vero camera-phone senza compromessi. Un dispositivo che, almeno esteticamente, si pone sullo stesso piano di mostri sacri come Vivo X200 Ultra, Xiaomi 15 Ultra e OPPO Find X8 Ultra.
C’è però dell’altro che bolle in pentola in casa Huawei: HarmonyOS Next è stato lanciato in Cina e potrebbe arrivare a livello Global nei prossimi mesi, mentre per il 2026 l’azienda pianifica processori a 3 nanometri prodotti internamente. Huawei si sta emancipando sempre più dalle tecnologie occidentali e questo Pura 80 Ultra rappresenta un mattoncino importante nel percorso di indipendenza tecnologica intrapreso dopo il ban statunitense. Tuttavia, le limitazioni figlie delle restrizioni commerciali imposte dagli Stati Uniti sono ancora presenti e in parte, limitanti. Vediamo nel dettaglio cosa offre questo smartphone.
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Video recensione Huawei Pura 80 Ultra
Indice:
- Video recensione Huawei Pura 80 Ultra
- Contenuto della confezione
- Design e materiali: un camera-phone che non si nasconde
- Hardware e caratteristiche tecniche: il tallone d’Achille
- Software: EMUI e i workaround per accedere ai servizi Google
- Fotocamera: qui Huawei gioca in casa e vince
- Batteria e autonomia: due giorni senza pensieri e ricarica fulminea
- Conclusioni: per chi è disposto a tutto pur di avere foto eccezionali
Contenuto della confezione
Huawei non lesina sulla dotazione di Pura 80 Ultra, dimostrando attenzione verso l’esperienza d’uso fin dal primo momento. All’interno della confezione troviamo il caricabatterie da 100 Watt che presenta una caratteristica particolare molto apprezzata: dispone sia dell’uscita USB-A che USB-C, una soluzione pratica e versatile per chi possiede cavi di diverse tipologie e non vuole rinunciare alla compatibilità con i dispositivi più datati. Completano il pacchetto il cavo di ricarica USB-C, la classica spilletta metallica per l’estrazione del carrellino SIM e la documentazione cartacea con garanzia e guida rapida all’avvio.
Design e materiali: un camera-phone che non si nasconde
Huawei Pura 80 Ultra è un dispositivo che non passa inosservato, anzi fa della sua imponenza un tratto distintivo. Con i suoi 223 grammi di peso e un gruppo ottico che rivaleggia per dimensioni con quelli dei principali camera-phone sul mercato, siamo di fronte a uno smartphone decisamente pesante e ingombrante. La sporgenza delle fotocamere posteriori è notevole e ben visibile anche appoggiando il dispositivo su una superficie piana: un compromesso che chi cerca il massimo dalla fotografia mobile deve essere disposto ad accettare senza troppi ripensamenti.
La qualità costruttiva è quella che ci si aspetta da un prodotto di fascia altissima. I materiali utilizzati trasmettono una sensazione di solidità e premium al tatto, mentre la certificazione IP69 garantisce resistenza a polvere e liquidi anche in condizioni estreme, inclusi getti d’acqua ad alta pressione e temperatura.
Il lettore di impronte digitali è integrato sotto al display e durante il nostro periodo di prova ha funzionato molto bene: lo sblocco risulta rapido, preciso e affidabile anche con le dita leggermente umide o in condizioni di illuminazione non ottimali.
Display da flagship assoluto
Il pannello frontale da 6,8 pollici è semplicemente al pari dei migliori display attualmente in circolazione nel panorama smartphone. Si tratta di un OLED LTPO di ultima generazione con refresh rate variabile che può scendere fino a 1 Hz per risparmiare energia e salire fino a 120 Hz per garantire la massima fluidità durante lo scrolling e il gaming. La luminosità di picco raggiunge l’impressionante valore di 3000 nit, rendendo lo schermo perfettamente leggibile anche sotto la luce diretta del sole nelle giornate più luminose.
Huawei ha prestato particolare attenzione anche alla salute visiva degli utenti, integrando un PWM dimming a 1440 Hz che riduce sensibilmente l’affaticamento degli occhi durante le sessioni di utilizzo prolungate, specialmente in condizioni di bassa luminosità ambientale. A protezione del pannello c’è il Kunlun Glass 2, un vetro proprietario sviluppato internamente da Huawei che promette elevata resistenza a graffi e urti. I bordi curvi conferiscono al dispositivo un aspetto elegante e premium, facilitando anche le gesture di navigazione dai lati dello schermo.
La riproduzione dei colori è eccellente, con neri profondi tipici della tecnologia OLED e una calibrazione cromatica accurata che rende giustizia a foto e video. Nel complesso, un display che non ha nulla da invidiare alla concorrenza più blasonata.
Audio stereo convincente
I due speaker stereo integrati nel dispositivo sono molto potenti e restituiscono un audio corposo e avvolgente, decisamente all’altezza di uno smartphone di questa fascia di prezzo. La resa sonora è ben bilanciata tra le frequenze, con medi chiari e definiti che valorizzano le voci e i dialoghi. Il volume massimo raggiunge livelli elevati senza introdurre distorsioni evidenti, rendendo piacevole la fruizione di contenuti multimediali come film, serie TV e videochiamate anche senza ricorrere a cuffie o speaker esterni. Non siamo ai livelli dei migliori in assoluto per profondità dei bassi, ma la qualità complessiva è più che soddisfacente per l’utilizzo quotidiano.
Hardware e caratteristiche tecniche: il tallone d’Achille
Qui emergono i primi compromessi significativi, quelli che differenziano Pura 80 Ultra dai diretti concorrenti e che pesano sulla valutazione complessiva del prodotto. All’interno dello smartphone batte un Kirin 9010, processore proprietario di Huawei realizzato con processo produttivo a 7 nanometri. La scelta è obbligata dal ban imposto dagli Stati Uniti ormai da diversi anni, che impedisce all’azienda cinese di utilizzare tecnologie occidentali per la progettazione e produzione dei chip, costringendola a sviluppare internamente tutta la filiera.
Il risultato è un SoC che, in termini di prestazioni pure, è paragonabile alla fascia media attuale del mercato: circa due o tre generazioni indietro rispetto agli Snapdragon 8 Elite di Qualcomm o ai Dimensity 9400 di MediaTek che equipaggiano i flagship della concorrenza. Durante il nostro periodo di utilizzo abbiamo notato qualche surriscaldamento sui bordi metallici del dispositivo, specialmente durante sessioni fotografiche prolungate o durante la navigazione web intensiva. Tuttavia, nel complesso il telefono si fa usare molto bene per tutte le attività quotidiane: l’interfaccia è fluida, le app si aprono senza ritardi eccessivi e il multitasking funziona senza intoppi evidenti.
Ciò non toglie che, rapportato al prezzo di listino richiesto, le prestazioni del processore non siano all’altezza degli altri top di gamma 2025. Chi è abituato alla reattività fulminea di uno Snapdragon 8 Elite noterà sicuramente la differenza, specialmente nelle operazioni più impegnative come l’editing video o il gaming con titoli graficamente avanzati.
Connettività con una grande assenza
Per lo stesso motivo legato al ban commerciale, non c’è il supporto al 5G. Huawei Pura 80 Ultra è uno smartphone esclusivamente 4G LTE, una limitazione che stride parecchio con il posizionamento “Ultra” del prodotto e soprattutto con il prezzo premium richiesto. Nel 2025, quando ormai la copertura 5G è capillare nelle principali città italiane e le offerte degli operatori includono il 5G praticamente di default, questa mancanza si fa sentire e rappresenta un passo indietro oggettivo rispetto alla concorrenza.
Per il resto, la connettività è comunque completa e aggiornata agli standard più recenti: troviamo Wi-Fi 7 per connessioni wireless velocissime e stabili, Bluetooth 5.2 per l’abbinamento con accessori e wearable, e GPS a doppia banda per una localizzazione precisa anche in contesti urbani con edifici alti che possono disturbare il segnale satellitare.
Memorie generose
La configurazione di memoria è decisamente abbondante e prevede 16 GB di RAM e 512 GB di storage interno, quantitativi più che sufficienti per qualsiasi tipo di utilizzo, anche il più intensivo. I 16 GB di RAM permettono di tenere aperte numerose applicazioni in background senza rallentamenti, mentre i 512 GB di spazio di archiviazione offrono ampio margine per foto ad alta risoluzione, video in 4K e applicazioni pesanti.
Purtroppo non abbiamo informazioni precise sulla tipologia di memorie utilizzate (UFS 3.1, UFS 4.0 o altro), ma nell’uso quotidiano non abbiamo riscontrato rallentamenti o colli di bottiglia legati a questo aspetto. Le applicazioni si installano rapidamente, i file si trasferiscono senza lunghe attese e il sistema operativo rimane sempre reattivo.
Software: EMUI e i workaround per accedere ai servizi Google
Il discorso software è forse quello più delicato e controverso di tutto il pacchetto offerto da Huawei Pura 80 Ultra. Lo smartphone arriva con EMUI 14.2 basata su Android 12, una versione del sistema operativo con cui l’azienda cinese si sta arrabattando ormai da qualche anno, impossibilitata ad aggiornare alle versioni più recenti di Android a causa delle restrizioni commerciali.
La vera notizia positiva, che cambia sensibilmente l’esperienza d’uso rispetto al passato, è la presenza di Aurora Store preinstallato direttamente nel sistema. Attraverso questo store alternativo è possibile installare le applicazioni di Google e i servizi GMS (Google Mobile Services) che nativamente non sono disponibili sui dispositivi Huawei. Nella pratica quotidiana, questo significa che potete scaricare e installare le app dal Play Store, utilizzare Gmail, Google Maps, YouTube e tutte le altre applicazioni Google esattamente come fareste su un normale smartphone Android.
Durante i nostri test abbiamo verificato che anche applicazioni più complesse funzionano correttamente: sia Gemini che ChatGPT girano senza problemi, permettendo di sfruttare gli assistenti AI più avanzati del momento. Anche Android Auto, con qualche piccolo workaround e configurazione iniziale, riesce a funzionare per chi utilizza lo smartphone in auto. L’unico intoppo che abbiamo riscontrato riguarda Huawei Wallet, dove non siamo riusciti ad aggiungere la carta di credito per i pagamenti contactless, ma potrebbe trattarsi di un problema temporaneo legato alla nostra configurazione specifica.
Non è certamente la situazione ideale e richiede una certa predisposizione allo smanettamento iniziale, ma chi è disposto a dedicare qualche minuto alla configurazione può ottenere un’esperienza d’uso sostanzialmente completa. Resta comunque il fatto che non si ha la completezza, la tranquillità e la garanzia di aggiornamenti automatici di un Android con servizi Google integrati nativamente.
Fotocamera: qui Huawei gioca in casa e vince
Arriviamo finalmente al cuore pulsante di questo smartphone, il comparto fotografico che giustifica gran parte del posizionamento premium e che rappresenta il vero motivo per cui un appassionato potrebbe considerare l’acquisto di Pura 80 Ultra nonostante le limitazioni descritte in precedenza. A prima vista le fotocamere posteriori sembrano tre, ma in realtà sono quattro: nell’oblò circolare più grande trovano infatti posto due sensori distinti con funzioni complementari.
Configurazione hardware delle fotocamere
La dotazione è impressionante dal punto di vista tecnico e prevede:
- Fotocamera principale da 50 MP con sensore proprietario Huawei di dimensioni generose (1 pollice), apertura variabile che si adatta automaticamente alle condizioni di luce e innovativo sensore Ultra Chroma dedicato esclusivamente alla precisione cromatica delle immagini
- Teleobiettivo 3.5x con sensore da 1/1.28 pollici che funge anche da fotocamera macro grazie a un sofisticato meccanismo motorizzato che sposta fisicamente il corpo dell’obiettivo all’interno del gruppo ottico per cambiare la distanza di messa a fuoco
- Ultra-wide da 40 MP con ampio angolo di visione per paesaggi e foto di gruppo
- Fotocamera frontale da 13 MP con autofocus per selfie sempre a fuoco
Il teleobiettivo merita un approfondimento particolare perché rappresenta una vera innovazione ingegneristica. Il meccanismo che permette lo switch tra la modalità teleobiettivo e la modalità macro è tutto un programma: un sistema motorizzato va letteralmente a spostare il corpo dell’obiettivo all’interno della struttura per modificare la focale e la distanza minima di messa a fuoco. È proprio questo sistema complesso a rendere il gruppo ottico così ingombrante e sporgente, ma i risultati fotografici che permette di ottenere giustificano ampiamente il compromesso estetico.
Qualità delle immagini: dettaglio e colori da riferimento
La fotocamera principale equipaggiata con il sensore da 1 pollice restituisce immagini di altissimo livello che possono competere senza problemi con i migliori camera-phone attualmente sul mercato. L’esposizione è praticamente sempre azzeccata al primo scatto, con un sistema di misurazione della luce che riesce a bilanciare correttamente anche le scene più complesse con forti contrasti tra zone illuminate e zone in ombra. I colori risultano naturali e fedeli alla realtà, senza le esagerazioni nella saturazione tipiche di alcuni concorrenti, mentre la gamma dinamica è gestita in modo eccellente preservando dettagli sia nelle alte luci che nelle ombre profonde.
Il vero asso nella manica è però il sensore Ultra Chroma, una tecnologia proprietaria Huawei dedicata esclusivamente all’analisi e alla riproduzione precisa dei colori. I risultati si vedono eccome: le carnagioni delle persone sono riprodotte con una fedeltà impressionante, i tessuti mantengono le loro tonalità reali senza virare verso tinte innaturali, e in generale ogni elemento della scena appare estremamente fedele a come lo si percepisce ad occhio nudo. Abbiamo scattato foto in diverse condizioni di luce – interni con illuminazione artificiale, esterni in pieno sole, golden hour al tramonto – e in ogni situazione i colori sono risultati precisi e piacevoli.
Il teleobiettivo 3.5x ci ha convinto per la sua versatilità. Nelle foto a distanza offre un’ottima resa con dettagli nitidi e ben definiti, ma è nella modalità macro che dà il meglio di sé. Le foto ravvicinate raggiungono livelli di dettaglio che definiremmo pazzeschi: potete catturare la texture di un petalo di fiore, le venature di una foglia, i dettagli microscopici di piccoli oggetti con una precisione che sembra quasi impossibile per uno smartphone. La messa a fuoco è rapida e precisa, e il risultato finale ha una qualità che ricorda più una fotocamera dedicata che un telefono. Anche spingendosi fino allo zoom 10x digitale i risultati rimangono convincenti e utilizzabili, sebbene si noti qualche intervento di troppo dell’intelligenza artificiale nella ricostruzione e nel miglioramento dei dettagli più fini.
L’ultra-wide da 40 MP ha qualche marcia in meno rispetto alle altre ottiche del sistema, come spesso accade in questa categoria di sensori. Abbiamo notato una leggera distorsione a barilotto sui bordi dell’immagine e una coerenza cromatica non sempre perfetta rispetto alla fotocamera principale: passando da una focale all’altra si nota talvolta una leggera differenza di tonalità che può risultare fastidiosa quando si confrontano gli scatti. Rimane comunque una fotocamera ultra-grandangolare di buon livello per la categoria, superiore a molte alternative presenti su smartphone della stessa fascia di prezzo.


































































Prestazioni in notturna e qualità video
In condizioni di scarsa luminosità la fotocamera principale dimostra tutta la potenza del suo sensore da 1 pollice, catturando una quantità notevole di luce e restituendo scatti puliti, luminosi e ricchi di dettagli anche in situazioni che metterebbero in difficoltà smartphone con sensori più piccoli. La modalità notturna automatica funziona bene nella maggior parte dei casi, anche se abbiamo riscontrato qualche incostanza nel comportamento del software: in alcune situazioni specifiche la modalità notturna ha prodotto risultati paradossalmente peggiori rispetto alla modalità automatica standard, con un’esposizione eccessiva che ha finito per appiattire la scena e bruciare le alte luci. Nulla che non si possa gestire scattando in entrambe le modalità e scegliendo lo scatto migliore, ma è un aspetto che Huawei potrebbe affinare con futuri aggiornamenti software.
I video registrati in 4K a 60 fps mostrano grossi miglioramenti rispetto alle generazioni precedenti, sia nella gestione delle condizioni di luce variabile che nella rapidità e precisione della messa a fuoco automatica. La stabilizzazione è efficace e permette di ottenere filmati fluidi anche camminando. Lo switch tra le diverse fotocamere durante la registrazione avviene in modo abbastanza fluido, anche se sul teleobiettivo viene effettuato un crop digitale sul sensore piuttosto che un vero cambio di ottica, con una leggera perdita di qualità rispetto alla principale.






















Selfie camera
La fotocamera frontale da 13 MP con autofocus se la cava decisamente bene anche in condizioni di luce non ottimali, restituendo selfie dettagliati con una buona gestione della gamma dinamica e una resa naturale delle tonalità della pelle. L’autofocus è un valore aggiunto importante che permette di ottenere scatti sempre nitidi sia sui primi piani ravvicinati che nelle foto di gruppo a distanza maggiore. Non è la migliore selfie camera in assoluto sul mercato, ma svolge egregiamente il suo compito per la maggior parte degli utilizzi tipici.



Batteria e autonomia: due giorni senza pensieri e ricarica fulminea
All’interno di Huawei Pura 80 Ultra trova posto una batteria da 5200 mAh, un valore nella media per gli smartphone di fascia alta ma inferiore rispetto alla versione cinese del dispositivo che dispone di un modulo più capiente. Nonostante questo, complice probabilmente un’ottimizzazione software più curata rispetto ad altri dispositivi Android provati di recente, l’autonomia si è rivelata più che soddisfacente durante il nostro periodo di test.
Con un utilizzo medio che includeva navigazione web, social network, messaggistica, qualche foto e streaming video occasionale, siamo riusciti a raggiungere costantemente i due giorni di utilizzo prima di dover cercare una presa di corrente. Un risultato notevole considerando le dimensioni generose del display da 6,8 pollici e la sua elevata luminosità. Ovviamente, spingendo sull’utilizzo con sessioni fotografiche prolungate, gaming o navigazione GPS, l’autonomia si riduce proporzionalmente, ma anche negli scenari più intensivi si arriva tranquillamente a fine giornata con margine residuo.
La ricarica è uno dei punti di forza del dispositivo: il supporto fino a 100 Watt con il caricabatterie proprietario incluso in confezione permette di passare da zero a cento percento in poco più di mezz’ora. Bastano quindi 10-15 minuti di ricarica durante la colazione o la pausa pranzo per recuperare energia sufficiente ad affrontare il resto della giornata senza ansie. Presente anche la ricarica wireless a 80 Watt, un valore tra i più alti attualmente disponibili sul mercato che permette di ricaricare velocemente anche senza cavi, appoggiando semplicemente lo smartphone su una base compatibile.
Conclusioni: per chi è disposto a tutto pur di avere foto eccezionali
Huawei Pura 80 Ultra viene proposto in Italia al prezzo di 1499 Euro nell’unica configurazione disponibile da 16 GB di RAM e 512 GB di storage interno. Sono tanti soldi, tantissimi a dire il vero, e il rapporto qualità-prezzo complessivo non è certamente il punto di forza di questo dispositivo se lo si considera nella sua globalità.
Sulla parte fotografica, però, Pura 80 Ultra si gioca la partita ad armi pari con i migliori “Ultra” attualmente in circolazione e spesso riesce a vincerla. Il teleobiettivo con funzione macro integrata è una soluzione ingegneristica geniale che offre una versatilità fotografica difficile da trovare altrove. Il sensore principale da 1 pollice con apertura variabile e l’esclusiva tecnologia Ultra Chroma restituisce colori di una precisione e fedeltà disarmanti, che faranno la gioia di chi cerca la massima accuratezza cromatica nei propri scatti. Se la fotografia mobile è la vostra priorità assoluta e non vi interessano particolarmente le limitazioni presenti nel resto del pacchetto, questo smartphone può regalarvi soddisfazioni enormi e risultati difficilmente ottenibili con altri dispositivi.
Il problema, innegabile, è tutto ciò che sta intorno al comparto fotografico: un processore Kirin 9010 che offre prestazioni da fascia media nonostante il prezzo da ultra-flagship, l’assenza totale del 5G che nel 2025 appare anacronistica, un software che richiede workaround e configurazioni manuali per funzionare come un normale Android con servizi Google. Sono lacune importanti che, a questo livello di prezzo, pesano come macigni sulla valutazione complessiva e rendono difficile consigliare Pura 80 Ultra come smartphone principale per la maggior parte degli utenti.
Una cosa è certa: Huawei va tenuta d’occhio con attenzione nei prossimi mesi e anni. Nel momento in cui riusciranno a sbloccare la questione dei processori con i chip a 3 nanometri annunciati per il 2026 e arriverà HarmonyOS Next completamente svincolato da Android ma con piena compatibilità applicativa, l’azienda cinese sarà bella che ritornata a competere ad armi pari con i colossi del settore. Sono resilienti, determinati e continuano a produrre hardware di assoluta qualità nonostante le difficoltà: questo Pura 80 Ultra ne è la dimostrazione più evidente.
Migliori Offerte - Huawei Pura 80 Ultra
Pro:
- Comparto fotografico ai vertici assoluti della categoria;
- Ricarica rapidissima: 100W cablata e 80W wireless e alimentatore incluso;
- Ottimo funzionamento generale della connettività;
Contro:
- Processore Kirin 9010 con prestazioni da fascia media;
- Niente 5G, solo connettività 4G LTE;
- Software EMUI con workaround necessari per i servizi Google;
- Prezzo molto elevato (1499€) difficile da giustificare;.














