Quest’oggi, 18 dicembre, Google ha annunciato un altro passo mosso in direzione di una maggiore trasparenza per quanto riguarda l’individuazione e il riconoscimento da parte di Gemini dei contenuti generati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale di Mountain View e tutto passa ancora una volta attraverso la filigrana invisibile SynthID.
I più attenti tra di voi ricorderanno probabilmente che all’incirca un mese addietro vi avevamo parlato di come Gemini stesse imparando a scovare le immagini generate dalla Google AI; ebbene, a partire da oggi la medesima capacità è direttamente accessibile nell’applicazione mobile di Gemini anche per quanto concerne i video, con delle importanti precisazioni da fare.
A far data da oggi, come annunciato da Big G, gli utenti potranno controllare se un video sia stato modificato oppure interamente creato con Google AI direttamente dall’app menzionata poc’anzi. Non occorrerà fare altro che caricare il video oggetto della propria curiosità e porre a Gemini una domanda come “Questo video è stato generato usando Google AI?”; a questo punto, Gemini analizzerà il video — anche per quanto riguarda la componente audio — alla ricerca della firma di SynthID, la citata filigrana impercettibile che caratterizza tutti i contenuti generati o modificati dall’intelligenza artificiale di Google. All’esito della propria analisi, Gemini sarà in grado di contestualizzare la propria risposta, indicando precisamente i segmenti del video caricato contenenti elementi frutto dell’intervento dell’AI. Un esempio di risposta potrebbe essere: “SynthID rilevato nell’audio tra i secondi 10 e 20. Nessuna traccia di SynthID rilevata nelle immagini”.
È opportuno sottolineare che i file caricati non possono avere durata superiore ai 90 secondi, né avere dimensioni superiori ai 100 MB.
La funzione di verifica e riconoscimento di immagini e video modificati o generati da Google AI è disponibile sin da subito in tutte le lingue e in tutti i Paesi in cui l’app Gemini è attualmente supportata. Rimane valido quanto già sottolineato un mese fa: per quanto potenzialmente utile sul piano della trasparenza, lo strumento sarebbe del tutto inutile a fronte di contenuti generati con un modello di AI non facente uso della filigrana SynthID.
L’ultimo aggiornamento dell’app di Gemini per Android può essere scaricato dal Google Play Store cliccando sul badge sottostante.

