Dopo sette generazioni passate a limare la stessa idea, il pieghevole a libro dell’azienda coreana diventa Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra, e quel suffisso non è solo marketing: serve a distinguerlo da Samsung Galaxy Z Fold8, che non ne è l’erede ma una linea parallela con proporzioni tutte diverse.
Questo, invece, è l’erede diretto di Galaxy Z Fold7, e si presenta come il Fold “classico” più sottile e più leggero mai realizzato: 4,1 mm da aperto per 215 grammi. Le novità sulla carta non sembrano tante, il display resta da 8 pollici, la fotocamera principale da 200 megapixel è la stessa di Galaxy Z Fold7 e la formula è quella che conosciamo, ma è proprio nei prodotti maturi che le piccole modifiche contano più degli annunci roboanti, e il comparto fotografico ne è l’esempio.
L’abbiamo usato a lungo, in contesti diversi, per capire se un pieghevole all’ottavo giro di boa abbia ancora qualcosa da dire. La risposta breve è sì, scopritelo in questa completa recensione di Samsung Galaxy Fold8 Ultra.
Indice:
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Design e Materiali
Iniziamo da uno degli aspetti più interessanti: le misure, ovvero 143,2 x 158,4 x 4,1 mm da aperto e 72,8 x 158,4 x 8,9 mm da chiuso, per 215 grammi di peso. Numeri che vanno letti insieme, perché è il rapporto tra i tre a raccontare il salto: 4,1 mm da aperto sono il limite oltre il quale si comincerebbe seriamente a fare fatica a tenerlo saldamente in mano, non un traguardo da superare l’anno prossimo. Poi c’è il peso in relazione alle dimensioni massime che può raggiungere: un pieghevole con un pannello interno da 8 pollici che pesa 215 grammi significa un dispositivo più leggero di iPhone 17 Pro Max, che pesa 233 grammi, e praticamente identico a Galaxy S26 Ultra, che ne pesa 214. È il pieghevole più leggero (e fra i più sottili) sul mercato, e la sensazione in mano va provata di persona per essere capita (leggasi: passate in store per provarli).
Costruttivamente è bello, e lo diciamo senza esitazioni: vetro davanti e dietro, frame in armour aluminium, profili molto più squadrati di quelli della concorrenza cinese, sia frontalmente che posteriormente che lungo i lati. Il risultato è un carattere professionale, curato, di pregio, ed è uno degli aspetti in cui la distanza percepita dal modello base si sente sotto le dita più che sulla scheda tecnica. Internamente debutta la struttura Flex Titanium, che combina una pellicola in lega di titanio e una piastra rinforzata: protegge il pannello da urti e pressioni mantenendo la flessibilità necessaria alle aperture ripetute, e contribuisce a ridurre la visibilità della piega. Anche al tatto il display interno è più solido e maggiormente paragonabile ai display in vetro a cui siamo abituati, ci stiamo finalmente allontanando dalla sensazione plasticosa presente fino alla scorsa generazione.
Il difetto costruttivo, l’unico serio e già presente su Fold7, è la sporgenza del modulo fotografico, che da chiuso tiene lo smartphone in bilico su qualsiasi tavolo. Una cover risolve, ma va comprata a parte.

Ergonomia: stretto è comodo ma quando va aperto…
Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra è sempre lo stesso in termini ergonomici: estremamente comodo da chiuso, per via della sua forma stretta e allungata, ma un po’ complicato da aprire, e ancora una volta senza una scanalatura che agevoli il gesto. Samsung ha lavorato sull’equilibrio tra meccanica della cerniera, tensione del display e forza magnetica per rendere l’apertura più fluida e naturale, e in effetti si sente, ma resta un piccolo esercizio di destrezza che sul più largo Galaxy Z Fold8 non esiste proprio, perché lì la larghezza offre alle due mani un effetto leva naturale. Niente di estremamente problematico ma come dicevamo su questi livelli di tecnologia e di affinamento, ogni dettaglio conta.
Da chiuso, invece, come dicevamo, questo è il modello più comodo dei due, e di parecchio. Essendo più stretto la presa è salda, scrivere sulla tastiera con una sola mano è facilissimo, e la One UI fa il resto favorendo gli elementi cliccabili nella parte inferiore dello schermo. Chi passa la maggior parte del tempo a rispondere ai messaggi con una sola mano, qui si trova decisamente comodo.
Nella pratica quotidiana la proporzione è quella storica dei Fold: circa l’80% del tempo lo si usa chiuso, perché è agevole e pratico, e il restante 20% aperto, tipicamente quando si è seduti, sul divano o a letto.
Il sensore di impronte è integrato nel tasto di accensione, funziona bene sia in sblocco che in registrazione, dove non serve alzare e abbassare il dito ma basta farlo scorrere, chiudendo la procedura in pochi secondi.

Display e audio
Nessuno stravolgimento rispetto al predecessore: il pannello interno è un Dynamic AMOLED 2X da 8 pollici a 2504 x 2256 pixel con refresh rate adattivo da 1 a 120 Hz, mentre quello esterno è un Dynamic AMOLED 2X da 6,5 pollici a 2520 x 1080, anch’esso da 1 a 120 Hz. Il picco di luminosità arriva a 3000 nit.
Una precisazione necessaria, perché inizialmente era emerso il contrario: il display esterno non ha trattamento antiriflesso. L’antiriflesso è presente solo sul pannello interno ed è offerto dalla pellicola applicata di fabbrica. Se lo volete anche fuori, Samsung vende la pellicola dedicata a una trentina di euro.



Sulla qualità entrambi i pannelli sono ottimi e godibili in qualunque condizione ambientale, ma quello che lascia a bocca aperta è l’interno perché in molte situazioni le immagini sembrano stampate sul vetro, complice l’antiriflesso ma anche l’ottimizzazione degli strati, che rendono il display molto meno plasticoso, e l’ottimizzazione della piega che si vede praticamente ormai solo a schermo spento.
L’audio è stereo Dolby Atmos, di buona qualità, promosso per quanto uno spazio interno così ridotto non permetta miracoli. Il punto a favore rispetto al Fold8 è il posizionamento degli altoparlanti: mettendo Galaxy Z Fold8 Ultra in orizzontale gli speaker si trovano dove devono stare, ai lati, e l’effetto stereofonico resta intatto.


Il formato verticale ha ancora senso?
Sì, ma bisogna sapere per cosa in quanto resta un pannello quasi quadrato che una volta aperto sta in verticale, e per andare in orizzontale va ruotato di 90 gradi, un passaggio in più rispetto a Galaxy Z Fold8 che aperto è già in posizione. In compenso, se siete soliti usare due app contemporaneamente o se i contenuti che guardate hanno un formato molto squadrato, qui l’area utile è maggiore.
Dove eccelle davvero è la produttività infatti: file Office, split view con trascinamento dei contenuti tra le due metà, controllo remoto di un computer: ultimamente lo abbiamo usato molto in quest’ultima modalità per sperimentare con gli agenti AI che lavorano su una macchina dedicata, e lo spazio degli 8 pollici in quel contesto viene sfruttato al 100%. C’è poi la Flex Mode, che in qualche occasione è utile per poggiarlo sul tavolo e poter visionare comunque i contenuti, modalità assente invece su Fold8.
Un limite oggettivo del form factor resta: le app fanno ancora fatica ad adattarsi (se usate a schermo intero) ma siamo comunque convinti che gli adattamenti aumenteranno col tempo, anche perché scrivere e aggiornare codice oggi è più rapido e le piattaforme sono sempre in cerca di novità. Non è un caso, secondo noi, che Instagram abbia introdotto nelle storie la possibilità di girare lo smartphone durante la riproduzione.

Hardware e caratteristiche tecniche
Il cuore è il Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy, abbinato a 12 GB di RAM nei tagli da 256 e 512 GB e a 16 GB in quello da 1 TB.
Samsung dichiara un aumento del 7% del volume dello strato di grafite dedicato alla dissipazione, con una struttura di raffreddamento ridisegnata per migliorare la conducibilità termica. Nell’uso quotidiano il risultato è che tutto scorre in maniera fluida e senza incertezze, anche passando ripetutamente tra i due display o tenendo aperte più finestre. In genere è uno smartphone tiepido ma durante un utilizzo prolungato delle fotocamere tende a scaldarsi un po’.
La connettività è completa e ben funzionante, nei canoni Samsung: 5G dual SIM con eSIM oltre alla SIM fisica, Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0, NFC, GPS e USB Type-C. Presente anche l’UWB, comodo per la localizzazione precisa degli accessori e per le chiavi digitali dell’auto.
Sulla resistenza la certificazione è IP48, non IP68: protezione totale contro l’acqua, parziale contro le polveri, limitata ai corpi solidi sopra il millimetro. È il compromesso fisiologico di una cerniera e vale per tutti i pieghevoli, ma sabbia e polveri fini restano un nemico da cui tenersi alla larga.



Le due assenze che pesano
Due cose ci sarebbero state bene e non ci sono, ed entrambe hanno un rimedio:
- i magneti Qi2, quelli che sui Pixel hanno reso di fatto compatibili gli accessori MagSafe. L’unica strada è acquistare una cover con magnete integrato, e Samsung le vende ufficialmente;
- DeX in locale, cioè la modalità desktop sullo smartphone stesso, come invece avviene sui tablet Samsung. Qui c’è solo il DeX wireless, che si attiva collegando un monitor esterno, e a tal proposito uno di quegli occhiali con display integrato può diventare un’ottima soluzione in mobilità.
Software
Si parte da Android 17 con One UI 9, con sette generazioni di aggiornamenti di sistema operativo e altrettanti anni di patch di sicurezza. Su un prodotto da oltre duemila euro è la voce che più di ogni altra giustifica l’investimento, perché significa poterlo tenere in tasca a lungo senza preoccupazioni.
Il concetto da ricordare, e su un pieghevole diventa importantissimo, è che il software di Samsung è completissimo. Dove non arriva l’azienda arrivano le app del Play Store o Good Lock, la suite per spingere la personalizzazione oltre le impostazioni di sistema. Un esempio concreto che ci è servito: aprendo la tastiera durante il controllo remoto del desktop la schermata si ridimensiona e si perde visibilità, e la soluzione è impostare la tastiera come flottante. Vale per quasi ogni intoppo che questo form factor vi metterà davanti, e con Galaxy AI il ragionamento si estende ancora di più.

Galaxy AI: la gestione delle chiamate è la funzione che ci ha convinto di più
Tra le tante funzioni disponibili, quella che useremo davvero ogni giorno è l’assistenza alle chiamate. Si imposta un filtro per spam e numeri sconosciuti, e quel filtro dispone di un risponditore automatico che chiede al chiamante il motivo della telefonata. La chiamata viene registrata e trascritta, e al termine avete la registrazione da ascoltare oppure un riepilogo per punti. Nell’app telefono compare in sintesi la richiesta principale del chiamante, e quando quella persona vi richiama la richiesta vi torna a schermo. C’è infine una vera segreteria telefonica, attivabile a piacere.
Il resto del pacchetto AI è quello della nuova generazione: Now Brief con schede briefing personalizzabili, Now Nudge che trasforma una conversazione in azioni concrete come controllare il calendario o salvare una posizione, e Gemini Intelligence con automazione tra app estesa a oltre quaranta applicazioni e servizi. Su questo formato la cosa funziona meglio che altrove, perché la conversazione può proseguire affiancata al contenuto invece di sostituirlo. One UI 9 introduce anche la dashboard Attività di Assistente AI, che raccoglie in un unico spazio le azioni svolte dagli assistenti e permette di intervenire, e gli Enhanced Privacy Alerts che avvisano dei tentativi di accesso alle autorizzazioni in background. La sicurezza resta affidata a Knox, con Personal Data Engine per l’elaborazione on-device e Knox Vault per i dati sensibili.
Chi arriva da iPhone può usare Smart Switch aggiornato che trasferisce dati, password, passkey, eSIM e impostazioni di accessibilità inquadrando un QR code, senza installare nulla, e c’è anche la compatibilità di Quick Share con AirDrop.



Fotocamera
Siamo quindi arrivati al capitolo che più di tutti cerca di dare una spiegazione alla nomenclatura Ultra, il comparto fotografico. Nessuno stravolgimento epocale ma qualche miglioramento dosato:
- 200 MP Quad Pixel, f/1.7, OIS (principale), con HDR attivo anche in modalità 200 MP;
- 50 MP Quad Pixel, f/1.9, campo visivo 120° (ultra-grandangolare), utilizzabile anche per le macro;
- 10 MP, f/2.4, OIS, zoom ottico 3x (teleobiettivo);
- doppia selfie camera da 10 MP, f/2.2, una per ciascun display, con campo visivo di 85° e 100°.
Il sensore da 200 megapixel è lo stesso che avevamo già trovato su Galaxy Z Fold7, sulla carta quindi, nessun passo avanti. Nella pratica invece gli scatti che tira fuori sono migliori, e il merito va all’elaborazione: nuovo processore, nuovo ISP e una Nightography rivista da Samsung per ottenere foto e video più luminosi con poca luce. C’è anche l’HDR attivo in modalità 200 MP, che aiuta a tenere insieme le alte luci quando si scatta alla massima risoluzione.
È comunque questo il motivo per cui, tra i due pieghevoli Samsung, chi cerca un buon camera phone deve puntare per forza al modello grande. La differenza con Galaxy Z Fold8 emerge soprattutto quando la luce ambientale scarseggia: il modello base tende a impastare le immagini come faceva Galaxy Z Fold7, senza mai rovinarle del tutto ma con una perdita di finezza evidente, mentre qui il file resta pulito e lavorabile. Il dettaglio in più si fa sentire sia di giorno che di notte.
Le fotografie sono complessivamente molto convincenti, con il classico stile Samsung che restituisce immagini belle ed equilibrate senza forzare troppo la mano.
Va detto però anche cosa non cambia e su cui Samsung poteva osare di più, principalmente il teleobiettivo 3x da 10 megapixel. Al netto del vantaggio ottico, non offre benefici particolari rispetto allo zoom digitale del fratello: è il componente che sentiamo più fermo di tutto il comparto, e su un prodotto di questa fascia sarebbe stato il momento di intervenire, così come su Galaxy S26 e S26+.


































Sui video si arriva all’8K a 30 fps, anche in LOG con il nuovo codec APV introdotto sui Galaxy S26, e con i Cine LUT applicabili direttamente dallo smartphone per dare un look cinematografico alle clip senza passare dal computer. Chi monta i propri contenuti troverà qui una flessibilità in post-produzione che pochi smartphone offrono.
Batteria e autonomia
La batteria sale da 4400 mAh a 5000 mAh di capacità e ci ha sorpreso in positivo. Su un corpo spesso 4,1 mm da aperto non ci aspettavamo questa tranquillità, e invece la giornata si chiude sempre senza ansia da presa elettrica, anche alternando i due display. Con un utilizzo tranquillo, ad esempio per la produttività, riuscirete a superare le 6 ore di schermo, con un uso più stressante e impegnativo qualcosa meno ma difficilmente non arriverete a sera.
La ricarica cablata è a 45 W e sfrutta una nuova architettura a doppio circuito, il dual DCIC, progettata per distribuire l’energia in modo più efficiente e ottenere una carica più stabile e affidabile. In pratica per una carica completa serve poco più di un’ora. C’è poi la wireless a 20 W e la wireless inversa per cuffie e smartwatch. Ciò che manca davvero, come detto, sono i magneti che avrebbero reso compatibili i vari accessori Magsafe e Pixel Snap.

Conclusioni
Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra è disponibile in Italia in versione 12-256 GB a 2299 euro, 12-512 GB a 2499 euro, 16 GB-1 TB a 2899 euro. Sono cifre alte, e lo sono ancora di più considerando che il prezzo d’ingresso riguarda il taglio da 256 GB, tuttavia le occasioni per risparmiare ci sono: su Amazon, al netto di modifiche dell’ultima ora, si porta a casa con circa 400 euro di sconto, mentre sul Samsung Shop Online è possibile cumulare il nostro coupon ANDROID che vale il 15% di sconto con i 100 euro di sconto pagando via PayPal e con il Trade In di un massimo di due dispositivi usati. Per restare aggiornati sulle promozioni il consiglio è di seguirci sul canale Telegram Prezzi.Tech.
Resta valida la domanda: vale i 200 euro in più rispetto a Galaxy Z Fold8? Sì, e con una certa convinzione. Li vale per la maggiore sottigliezza, per lo schermo interno più ampio, per un comparto fotografico effettivamente più prestante, per la sensazione di migliore fattura che dà in mano e per un dettaglio banale che si apprezza solo usandolo, cioè gli altoparlanti nella posizione giusta. Inoltre, a dispetto di Galaxy Z Fold8, quando si aprono due applicazioni in contemporanea queste assumono le dimensioni per cui sono state pensate, ovvero per lo smartphone “comune”, offrendo un multitasking in schermo diviso veramente senza eguali, grazie ai netti miglioramenti apportati sul display interno.
Se consideriamo tutto, è di fatto il pieghevole più completo, più maturo e quello che sa fare più cose senza grandi compromessi, ed è lo smartphone che consigliamo a chi sul pieghevole vuole lavorare e non soltanto guardare contenuti. Per tutti questi motivi si è guadagnato il nostro premio come miglior smartphone per il multitasking del 2026.
Migliori Offerte - Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra
Pro:
- Il Galaxy Fold più sottile e leggero di sempre, 4,1 mm e 215 grammi;
- Display interno da 8 pollici ottimo, con piega quasi invisibile e trattamento anti-riflesso;
- Software completissimo, Flex Mode e sette anni di aggiornamenti.
Contro:
- Ancora nessuna scanalatura, aprirlo resta difficile;
- Teleobiettivo 3x da 10 MP fermo da troppe generazioni.

