Quando un prodotto fa parlare di sé ancor prima di arrivare sugli scaffali, con tifosi e detrattori schierati su fronti opposti, è già il segnale che stiamo parlando di qualcosa di importante. Samsung Galaxy S26 Ultra è esattamente questo tipo di smartphone: un dispositivo che in parte polarizza, che divide, che non lascia indifferenti, per lo meno fra gli appassionati.

La verità però, come spesso accade, sta nel mezzo, perché se da un lato ci sono effettivamente alcune occasioni mancate, dall’altro ci sono miglioramenti concreti, più numerosi di quanto ci si aspettasse, e una proposta complessiva che per molti utenti rappresenta semplicemente lo smartphone più completo e intelligente acquistabile oggi sul mercato. Non un’esagerazione, una constatazione. Samsung ha deciso di non inseguire i numeroni tecnici del mercato, ha deciso di sperimentare con la sua ricetta, quest’anno arricchendola con qualcosa di nuovo e completandola su altri fronti. Scopriamo insieme perché in questa recensione completa.

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Video recensione Samsung Galaxy S26 Ultra

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Design, materiali: ergonomia migliorata

Samsung Galaxy S26 Ultra si presenta con un design evolutivo rispetto al predecessore: le dimensioni sono 163,6 x 78,1 x 7,9 mm per un peso di 214 grammi, in calo rispetto ai 218 grammi di Galaxy S25 Ultra. Una differenza che potrebbe sembrare irrisoria, ma che su uno smartphone di questa stazza si percepisce. Gli angoli sono ulteriormente smussati e arrotondati, il che contribuisce a rendere l’impugnatura più confortevole e naturale rispetto al modello precedente, mentre il retro è appoggiato ora su una fotocamera a disposizione a “semaforo” ancor più accentuata. Scelte che lo rendeono più simile al resto della famiglia S26, perdendo un pizzico di unicità ma guadagnando in coerenza visiva e in comodità d’uso (per lo meno in mano).

C’è infatti un piccolo difetto ergonomico che non possiamo ignorare: quando Samsung Galaxy S26 Ultra è appoggiato su un piano, imbarca in maniera importante, e digitare con la tastiera in quella posizione risulta scomodo, una cover è praticamente obbligatoria.

Il frame laterale abbandona il titanio in favore dell’Armor Aluminium di terza generazione, una scelta che ha suscitato qualche critica, ma che nella pratica offre un suo equilibrio: l’alluminio si scalfisce più facilmente del titanio, ma assorbe meglio le vibrazioni degli urti. A confermarlo è anche la nostra esperienza diretta, con una caduta dal divano che ha lasciato qualche piccolo segno sulla vernice ma senza conseguenze funzionali. Telaio e scocca posteriore sono in vetro Gorilla Glass Victus 2, mentre frontalmente si trova il Gorilla Armor 2. A chiusura del cerchio c’è la certificazione IP68 che garantisce resistenza ad acqua e polvere fino a 1,5 metri per 30 minuti.

Basta pellicole privacy, ecco il privacy display

Il display è un Dynamic LTPO AMOLED 2X da 6,9 pollici con risoluzione QHD+ (1440 x 3120 pixel), refresh rate adattivo da 1 a 120 Hz, picco di luminosità di 2600 nit e certificazione HDR10+. La grande novità è il Privacy Display: una tecnologia che modifica strutturalmente il pannello inserendo due tipologie di pixel, quelli “narrow” che proiettano la luce quasi esclusivamente verso il volto dell’utente e quelli “wide” che la diffondono lateralmente. Quando la funzione è attiva, i pixel narrow vengono potenziati e quelli wide attenuati, rendendo lo schermo illeggibile per chi si trova di fianco. Nei nostri test è risultata efficace: una persona seduta accanto non vedeva nulla sullo schermo senza che glielo si inclinasse direttamente verso di lui. Una tecnologia innovativa che di fatto rende inutili e banali le ormai famose pellicole privacy: mentre queste infatti una volta applicate devono essere mantenute, insieme ai loro difetti come una minor luminosità percepita, un effetto pixel fastidioso e una impossibilità di vedere il display di taglio, in questo caso si può scegliere deliberatamente e quando si vuole quando avere Privacy totale e quando invece non è necessario.

Detto questo, è giusto segnalarne i limiti: con la funzione attiva la luminosità complessiva si riduce leggermente, il che sotto al sole pieno inizia a farsi notare. Quando lo smartphone viene inclinato in modo estremo, anche a funzione spenta, il pannello appare più spento rispetto a S25 Ultra, una conseguenza intrinseca alla tecnologia stessa. Ci sono poi due livelli di intensità: quello più forte in applicazioni come la galleria risulta quasi più un fastidio che un vantaggio, perché sacrifica contrasto e dettaglio proprio dove vorremmo apprezzarli. Il nostro consiglio è di usarla in modo mirato: attivatela su password, sequenze, app bancarie e notifiche popup, con attivazione rapida tramite doppio tap sul tasto power, così diventa uno strumento utile e non invasivo, da attivare e disattivare al volo all’occorrenza.

Tra le novità viene anche rimosso il filtro polarizzatore, il che elimina i problemi di visibilità con occhiali da sole polarizzati e porta due effetti collaterali: la gestione automatica della luminosità è meno aggressiva al massimo livello, mentre il trattamento antiriflesso ne risente leggermente. Resta però ancora l’unico smartphone Android dotato di anti-reflective coating di questo tipo, ancora superiore a quello degli iPhone 17, per cui il comfort visivo rimane eccellente. La nuova generazione del trattamento dovrebbe essere anche più resistente ai graffi rispetto al passato.

Mettendo tutto insieme non ci sentiamo di dire che il display sia peggiorato nella percezione visiva rispetto a Galaxy S25 Ultra, è difficile da notarlo soprattutto in un utilizzo classico. Ha sicuramente più senso criticare, rispetto alla concorrenza, l’assenza di un PWM Dimming elevato che, per chi è particolarmente sensibile o per chi usa molto lo smartphone al buio, percepirà un affaticamento visivo maggiore.

Sul fronte multimediale, gli altoparlanti stereo rimangono invariati rispetto a S25 Ultra, con una resa audio potente e bilanciata, buona separazione tra le frequenze e supporto Dolby Atmos. Non raggiungono la profondità dell’audio di iPhone 16 Pro Max, ma si difendono molto bene per la fruizione di contenuti video e musicali. Il jack da 3,5mm è assente, come da tradizione.

Hardware e caratteristiche tecniche: nuovo processore e qualche precisazione

Samsung Galaxy S26 Ultra è il solo della famiglia a montare il nuovo Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy, prodotto a 3nm, con CPU octa-core (2×4,74 GHz Oryon V3 Phoenix L + 6×3,62 GHz Oryon V3 Phoenix M) e GPU Adreno 840. I modelli S26 e S26+ optano invece per Exynos 2600 a 2nm. Sulla carta i miglioramenti su CPU, GPU e NPU rispetto alla generazione precedente si attestano attorno al 30%, con miglioramenti reali nei benchmark a stress prolungato dove la curva delle prestazioni scende in modo meno drastico. Nelle applicazioni quotidiane come i software di editing video, le differenze risultano meno nette e variano a seconda dell’ottimizzazione delle singole app.

La gestione termica però è migliorata: più potenza in uno spessore ridotto, con temperature inferiori rispetto a S25 Ultra durante le sessioni intensive.

La memoria è UFS 4.1 nelle varianti da 256 GB con 12 GB di RAM, 512 GB con 12 GB di RAM e 1 TB con 16 GB di RAM, non è prevista l’espansione tramite microSD in quanto lo slot è dedicato per due Nano SIM oltre al supporto delle eSIM. Ulteriori dettagli nella scheda tecnica di Samsung Galaxy S26 Ultra.

Sul fronte sensori troviamo il sensore di impronte biometrico ad ultrasuoni sotto al display, preciso e affidabile, accelerometro, giroscopio, sensore di prossimità, bussola, barometro e Ultra Wideband. La vibrazione è leggermente migliorata rispetto a S25 Ultra, con un feedback aptico piacevole e ben calibrato.

La connettività poi è tra le più complete sul mercato: Wi-Fi 7 tri-band, Bluetooth 6.0, NFC, UWB, USB Type-C 3.2 con supporto DisplayPort 1.2 e OTG. Sono supportate dual nano-SIM più eSIM (fino a 2 attive contemporaneamente nella versione internazionale), oltre al SOS Satellitare, al momento non ancora disponibile in Italia. La geo-localizzazione supporta GPS, GLONASS, BDS, Galileo e QZSS. La ricezione si attesta nella media per uno smartphone Samsung: buona, affidabile, ma non la migliore della classe.

Software: One UI 8.5 su Android 16, AI ovunque e che ti viene incontro

Samsung Galaxy S26 Ultra arriva con Android 16 e One UI 8.5, garantendo 7 anni di aggiornamenti sia per il sistema operativo che per le patch di sicurezza, una politica di supporto che pochi competitor riescono a eguagliare.

L’esperienza software è la stessa completezza a cui Samsung ci ha abituato negli anni, ulteriormente arricchita da nuove funzionalità AI integrate in modo sempre più fluido nel sistema operativo.

Al primo avvio compare subito il widget Now Brief, che fornisce un riepilogo contestuale della giornata: appuntamenti, messaggi rilevanti, informazioni utili, è ancora in fase di maturazione, non è la cosa più indispensabile del mondo, ma la direzione è quella giusta.

Nella tendina delle notifiche, queste vengono ora separate tra prioritarie e standard, e quando qualcuno invia molti messaggi consecutivi, il sistema propone un riassunto automatico del thread. Now Nudge, la pillola sopra la tastiera, suggerisce azioni contestuali durante la composizione di messaggi, come il collegamento rapido a foto correlate o la verifica di disponibilità nel calendario. Funziona, con qualche incertezza, ma il concetto è interessante.

Molto utile poi il filtro chiamate spam: quando si riceve una chiamata sospetta, il sistema risponde autonomamente, chiede all’interlocutore di identificarsi e trascrive in tempo reale la risposta, permettendo di decidere se intervenire o meno. Le chiamate possono essere registrate, con l’interlocutore avvisato automaticamente, e dalla registrazione si possono estrarre trascrizioni e riepiloghi, con la possibilità di aggiungere rapidamente eventi discussi al calendario.

C’è poi Creative Studio per i messaggi di auguri con template AI, la nuova gestione degli screenshot in galleria con link alla fonte originale, e la modifica delle immagini tramite prompt testuali direttamente nell’app Foto senza passare da Gemini.

Non manca Samsung DeX per la modalità desktop, sia via cavo che wireless, e l’ecosistema di personalizzazione Good Lock che continua ad essere il più ricco e articolato tra i sistemi Android, con possibilità di personalizzare persino le animazioni di sistema. Il bloatware è limitato alle app Samsung di servizio, integrate e non invasive, e a quelle di Microsoft, anch’esse non invasive.

Fotocamera: migliorata quasi ovunque, con un’eccezione che fa discutere

Il comparto fotografico di Samsung Galaxy S26 Ultra si compone di quattro sensori posteriori:

  • 200 MP, f/1.4, 24mm (grandangolare), 1/1.3″, 0.6µm, multi-directional PDAF, OIS
  • 10 MP, f/2.4 (tele-obiettivo 3x), 1/3.94″, 1.0µm, PDAF, OIS
  • 50 MP, f/2.9, 111mm (tele-obiettivo periscopico 5x), 1/2.52″, 0.7µm, PDAF, OIS
  • 50 MP, f/1.9, 120° (ultra-grandangolare), 1/2.5″, 0.7µm, dual pixel PDAF

Frontalmente è presente una singola fotocamera da 12 MP, f/2.2, 26mm con dual pixel PDAF.

Le novità principali riguardano i diaframmi più aperti del sensore principale (da f/1.7 a f/1.4) e del tele periscopico 5x, che ora catturano più luce nelle condizioni di scarsa illuminazione. Il risultato, nella pratica, è un migliore controllo del rumore digitale e un effetto bokeh leggermente più piacevole nei ritratti. C’è però un piccolo rovescio della medaglia: la distanza minima di messa a fuoco aumenta leggermente su entrambi i sensori, per cui avvicinarsi molto al soggetto con il tele risulta meno agevole rispetto a S25 Ultra.

Il miglioramento più significativo riguarda però qualcosa che non si legge nelle specifiche: la qualità degli scatti nell’app fotocamera nativa. Su S25 Ultra avevamo rilevato un impastamento eccessivo dei dettagli fini, risolvibile solo usando l’app Expert Raw, con miglioramenti parziali arrivati via software. Su S26 Ultra il problema non si presenta più: il dettaglio fine è tornato protagonista nell’app predefinita, e ne beneficiano tutti i sensori, compresa l’ultra-grandangolare che rimane hardware identica alla generazione precedente. Questo mette Samsung davanti ad Apple anche sul fronte dell’ultra-grandangolare.

Concentrandoci sui tele-obiettivi il sensore 5x vince quasi sistematicamente contro il 4x di iPhone 17 Pro Max nei confronti diretti mentre il nodo dolente è invece il sensore 3x da 10 MP: invece di ricevere un upgrade tanto atteso, risulta addirittura leggermente peggiorato in termini di definizione rispetto allo stesso sensore di S25 Ultra. Una scelta che lascia perplessi, considerando che questo sensore serve per coprire la fascia di zoom tra 3x e 4.9x.

Sui selfie invece registriamo un leggero miglioramento nella calibrazione del colore, meno giallognola e più naturale, e nella definizione complessiva.

In ambito video, Samsung Galaxy S26 Ultra può registrare fino a 8K a 30 fps, 4K fino a 120 fps, con registrazione LOG e la nuova funzione che consente di visualizzare in anteprima cinque LUT preimpostati durante la ripresa, applicabili poi anche in post-produzione direttamente sullo smartphone grazie al nuovo codec APV. La qualità video è ottima, con la transizione tra i sensori durante lo zoom migliorata rispetto al passato. La registrazione LOG unita ai LUT rende questo smartphone uno strumento interessante anche per chi vuole un minimo di controllo creativo senza rinunciare alla comodità.

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Batteria e autonomia: si poteva (doveva) osare di più

Samsung Galaxy S26 Ultra monta una batteria agli ioni di litio da 5.000 mAh, la stessa capacità nominale di S25 Ultra. Niente batteria al silicio-carbonio, niente salto di densità energetica: una scelta conservativa che lascia qualche rimpianto, considerando che una soluzione da 6.000-6.500 mAh avrebbe potuto cambiare le carte in tavola.

Nella pratica, l’autonomia si attesta tra le 4 ore e mezza e le 5 ore e mezza di schermo acceso a seconda dell’utilizzo. Nelle giornate da ufficio, con display al chiuso e un uso moderato della fotocamera, si arriva tranquillamente oltre le 6-7 ore di display attivo. Le giornate più impegnative, all’aperto con display al massimo, tante foto e video, possono portare l’autonomia verso le 4 ore e mezza. In ogni caso, si arriva a fine giornata, ma con un utilizzo intenso è consigliabile avere l’alimentatore a portata di mano, o un power bank.

La ricarica cablata passa da 45W a 60W, con ricarica completa in circa un’ora, un passo avanti ma la variazione pratica è limitata. È supportata anche la ricarica wireless a 25W (Qi2.2) e la ricarica wireless inversa a 4,5W, mancano invece i magneti in stile MagSafe di iPhone e PixelSnap di Google, peccato. Vale la pena infine segnalare che Samsung certifica 1.200 cicli di carica prima di un degrado significativo della batteria, contro i 2.000 di S25 Ultra: un taglio netto, da valutare se prudenziale o reale nel lungo periodo.

Conclusioni, prezzi e promozioni

Samsung Galaxy S26 Ultra è disponibile in Italia a partire da 1.499€ per la versione da 256 GB con 12 GB di RAM, 1.699€ per la versione da 512 GB e 1.999€ per la versione da 1 TB con 16 GB di RAM. La promozione lancio, disponibile fino al 10 marzo 2026, prevede uno sconto diretto in pagina di 200€ per i tagli da 512 GB e 1 TB oltre a un codice sconto da inserire a carrello del valore di 100€: TUTTOANDROID4UUP valido chiaramente sul Samsung Shop. Su Amazon dovete verificare direttamente se in pagina è presente un ulteriore coupon da applicare.

In definitiva uno smartphone che migliora rispetto a S25 Ultra su più fronti di quanto ci si aspettasse: fotocamere più dettagliate, Privacy Display originale e funzionale se usato con criterio, processore più potente e più fresco, software sempre più intelligente e personalizzabile, il tutto in un corpo più ergonomico e leggero.

Le occasioni mancate ci sono, è chiaro: la batteria al silicio-carbonio sarebbe stata la vera rivoluzione, il sensore 3x meritava un upgrade invece di un passo indietro, e sempre sul comparto fotografico Samsung poteva osare qualcosa in più. Non è uno smartphone che vi obbliga al passaggio da Galaxy S25 Ultra o Galaxy S24 Ultra, a meno che non sfruttiate il trade-in per ammortizzare la spesa, ma indubbiamente interessante per chi arriva da Galaxy S23 Ultra o precedenti, l’aggiornamento complessivo inizia ad essere effettivamente significativo.

Per tutti gli altri, che stiano cercando lo smartphone Android più completo, smart e aggiornato del 2026, Samsung Galaxy S26 Ultra è ancora una volta quello da battere in termini di completezza ed equilibrio sulla fascia top.

Altre offerte

Pro:

    • Ergonomia migliorata: più leggero e angoli più morbidi;
    • Privacy Display funzionale e unico nel panorama Android;
    • Fotografie più dettagliate su quasi tutti i sensori;
    • Software One UI 8.5 il più completo e personalizzabile del mercato.

Contro:

    • Nessuna batteria al silicio-carbonio o maggiormente densa;
    • Sensore tele 3x peggiorato rispetto a S25 Ultra;
    • Ergonomia in piano da rivedere.

Voto finale:

9.5