OnePlus 15R incarna la filosofia “essenziale ma performante” di OnePlus, posizionandosi come il fratello minore del flagship OnePlus 15 ma con un focus ancora più marcato su gaming, autonomia e valore concreto, senza fronzoli superflui. Nato per chi cerca un dispositivo versatile e longevo a un prezzo più accessibile (699-799 euro), questo modello sacrifica il premium estetico per offrire potenza pura e feature gaming dedicate, come il raffreddamento Cryo-Velocity e il display a 165Hz, rendendolo ideale per gamer e power user che vivono il telefono intensamente senza ansie da batteria o surriscaldamento.

Il senso profondo di OnePlus 15R sta nel democratizzare le innovazioni top di gamma: vede per la prima volta al mondo lo Snapdragon 8 Gen 5, la batteria NanoStack da 7400 mAh e OxygenOS 16 con AI discreta, il tutto adattandolo ad un design un po’ meno compatto e leggero (8,3mm e 215g) ma con cornici ultrafini e certificazioni IP68/IP69K per resistere a tutto. 

Non è un “lite” qualunque, ma un dispositivo che privilegia sostanza su marketing, perfetto per chi vuole prestazioni flagship senza spendere oltre 800 euro, bilanciando quotidianità, intrattenimento e creatività. Peccato per alcuni passi indietro rispetto allo scorso anno con il OnePlus 13R tra cui la mancanza di un display di qualità superiore di tipo LTPO 4.1 che primeggiava su OnePlus 13R. 

Segui TuttoAndroid su Google Discover

Offerta

roborock Qrevo Curv 2 Flow

Offerta + clicca su applica coupon di 50 euro + coupon: TTANDROID5

519€ invece di 899€
-42%

Video recensione di OnePlus 15R

Design e qualità costruttiva

OnePlus 15R nasce come “fratello sportivo” di OnePlus 15 e riprende in buona parte il suo linguaggio estetico, a partire dal nuovo modulo fotocamere circolare inclinato di 45 gradi rispetto all’angolo della scocca, che visivamente spezza le linee e dà subito l’idea di un prodotto riconoscibile e curato. Al centro della back cover campeggia il logo OnePlus, perfettamente allineato, a sottolineare quell’impostazione simmetrica che si ritrova anche nella percezione in mano: è uno di quei telefoni che “si sentono” premium appena li si afferra.​

OnePlus 15R

Il frame è in alluminio piatto e molto robusto, con antenne posizionate strategicamente per non soffocare il segnale quando lo si impugna in orizzontale durante le sessioni di gioco, dettaglio che emerge chiaramente nell’uso prolungato con Wi‑Fi e 5G. Il peso si attesta sui 214 grammi circa in versione Charcoal Black e 215 grammi per la Mint Breeze, valore importante ma ben distribuito grazie allo spessore di 8,3 mm e alla forma del frame che non segna troppo il palmo anche dopo vari match di fila.

OnePlus 15R arriva in due varianti cromatiche molto diverse per carattere: Charcoal Black è pensata per chi preferisce un look sobrio, quasi “stealth”, mentre Mint Breeze porta una ventata di freschezza, con un verde chiaro che spicca senza risultare eccessivo. 

In entrambi i casi la back cover è in vetro con una lavorazione particolare, capace di offrire un tocco molto liscio ma al tempo stesso con quella leggera “opacità” che attenua riflessi e impronte, una soluzione che strizza l’occhio all’estetica ma che nella pratica aiuta a mantenerlo più pulito rispetto a vetri totalmente lucidi.​

OnePlus 15R

Rispetto a OnePlus 15 il 15R punta meno sull’effetto “gioiello” e più su una coerenza con la sua natura gaming‑oriented: è meno appariscente sotto alcune luci, ma trasmette un’idea di prodotto concreto, solido e pronto all’uso intenso. L’impugnatura è favorita anche dalla scelta di mantenere il frame piatto, che si rivela comodo sia in verticale sia in landscape con il grip a due mani.

Uno degli elementi più sorprendenti di OnePlus 15R è la quadrupla certificazione IP: IP66, IP68, IP69 e IP69K. Tradotto nella vita reale significa non solo resistenza a polvere e immersioni fino a 1,5 metri per 30 minuti, ma anche protezione contro getti d’acqua ad alta pressione, inclusi quelli ad alta temperatura fino a 80 gradi, uno scenario tipico più da idropulitrice che da semplice rubinetto.​ 

È una caratteristica rara anche nel mondo dei top di gamma e che, affiancata al vetro frontale Corning Gorilla Glass 7i, rende 15R un compagno adatto a chi usa lo smartphone senza troppe paranoie, in viaggio, in palestra, vicino alla piscina o sotto la pioggia.

OnePlus 15R

Nel solco del nuovo corso inaugurato con questa generazione, OnePlus 15R rivede anche l’ergonomia dei tasti: lungo il bordo destro trovano posto il classico bilanciere del volume e il pulsante di accensione, facilmente raggiungibili con il pollice in uso a una mano e ben distanziati tra loro per ridurre al minimo i tocchi involontari. Sul lato sinistro, al posto dello storico slider delle suonerie che ha accompagnato per anni i flagship OnePlus, debutta il nuovo tasto multifunzione “Plus”, pensato come scorciatoia hardware per richiamare rapidamente Plus Mind e catturare quello che c’è a schermo con un singolo gesto. 

È una scelta coraggiosa: da un lato si perde un elemento iconico molto apprezzato dagli utenti “storici”, dall’altro si guadagna un controllo fisico che dialoga in modo profondo con le nuove funzioni AI e con il ruolo del telefono come assistente personale, trasformando il bordo sinistro in una sorta di “grilletto intelligente” per annotare idee, schermate e contenuti al volo o per fare qualsiasi altra cosa. 

OnePlus 15R

Display: dimensioni e qualità

Frontalmente troviamo un pannello LTPS AMOLED da 6,83 pollici con risoluzione 1,5K pari a 2800 × 1272 pixel, per una densità di circa 450 ppi e rapporto di forma 19,89:9. È uno schermo grande, adatto ai contenuti multimediali e al gaming, che offre un’ottima definizione sulle diagonali lunghe permettendo di leggere piccoli testi e di distinguere dettagli nelle interfacce di gioco senza dover “zoomare” continuamente.​

La copertura colore arriva al 100% della gamma DCI‑P3 (tipica), con supporto a 10 bit e a oltre 1 miliardo di colori, il che si traduce in transizioni cromatiche molto fluide, soprattutto nei gradienti del cielo o negli effetti di luce più complessi dei giochi recenti. A livello di luminosità, il pannello tocca i 1800 nit, più che sufficienti per restare leggibile all’aperto e sfruttare la modalità Sun Display che ottimizza la resa in condizioni di luce diretta.​

OnePlus 15R

Il vero tratto distintivo del display di OnePlus 15R è il refresh rate: fino a 165 Hz, il valore più alto mai proposto da OnePlus su uno smartphone e un unicum nel panorama attuale. L’aggiornamento è adattivo e può scendere fino a 60 Hz per risparmiare energia nelle situazioni meno dinamiche, mentre i 144/165 Hz si attivano nelle app e nei giochi compatibili, offrendo un vantaggio concreto in termini di fluidità percepita e reattività.​ Lo abbiamo apprezzato con OnePlus 15 e non possiamo non farlo anche con questo 15R. 

Sotto al display trova posto un sensore di impronte ultrasonico, più sottile rispetto ai classici sensori ottici, che permette di posizionare l’area di sblocco in un punto ergonomicamente più naturale per il pollice. Nell’uso quotidiano la combinazione di velocità e affidabilità fa sì che lo sblocco diventi un gesto quasi scontato, al punto da far sembrare più “lenti” i lettori ottici di molti concorrenti.

OnePlus 15R

Un piccolo neo  di OnePlus 15R è la scelta del pannello LTPS invece che LTPO: un passo indietro rispetto allo scorso anno, quando OnePlus 13R con LTPO 4.1 era stato giustamente elogiato da Matteo per il refresh rate adattivo capace di spingersi dinamicamente da 1 a 120 Hz e per la qualità complessiva superiore. In pratica, il 15R offre sì un refresh altissimo fino a 165 Hz, ma senza quella gestione ultra-fine delle frequenze che permetteva al 13R di ottimizzare in modo più intelligente consumi e fluidità, adattandosi frame per frame al contenuto mostrato. È una scelta che privilegia la “brutalità” del dato (165 Hz) rispetto alla raffinatezza tecnologica dell’LTPO, e chi ha apprezzato la soluzione del 13R noterà questa regressione, soprattutto in ottica efficienza e sofisticazione del display.

Hardware e piattaforma

Sotto la scocca batte il nuovo Snapdragon 8 Gen 5, sviluppato in collaborazione con Qualcomm e utilizzato per la prima volta al mondo proprio su OnePlus 15R, con CPU Oryon a 3,8 GHz e GPU Adreno di nuova generazione. I numeri dichiarano un incremento del 36% nelle prestazioni CPU e dell’11% in quelle GPU rispetto alla generazione precedente, con un miglioramento dell’AI fino al 46%, dato che apre a scenari interessanti lato funzioni intelligenti e ottimizzazioni in tempo reale.​

La memoria è composta da 12 GB di RAM LPDDR5X Ultra e 256 o 512GB di storage UFS 4.1. Non essendo espandibile, la scelta dei 256 GB è sensata per chi alterna app pesanti, giochi AAA e registrazioni video in 4K ad alto frame rate, riducendo il rischio di dover fare continuamente pulizia.​

Uno degli aspetti più interessanti è la presenza del OnePlus CPU Scheduler, un sistema proprietario che sostituisce il classico Completely Fair Scheduler di Android per quanto riguarda la gestione dei carichi sul processore. L’idea è quella di “prenotare” corsie preferenziali per i task più esigenti, come i giochi competitivi o le app pesanti, evitando che vengano limitati da processi in background e massimizzando così la reattività nei momenti cruciali.​

In pratica OnePlus 15R tende a mantenere framerate più stabili e input lag più contenuto proprio quando la GPU e la CPU vengono spinte al limite, scenario dove il throttling e la gestione dei thread fanno spesso la differenza. OnePlus 15 condivide la stessa base hardware, ma 15R viene calibrato in modo ancora più spinto verso la priorità al gaming, accettando leggermente più consumo energetico in cambio di prestazioni sostenute più aggressive.​

Le prestazioni di OnePlus 15R, spinte dal primo Snapdragon 8 Gen 5 al mondo, si rivelano decisamente interessanti in ogni scenario, ma è nel gaming prolungato che il telefono mostra i muscoli: dopo ore di sessioni intense su titoli come Genshin Impact o Call of Duty Mobile a impostazioni massime, il framerate resta stabile oltre i 120 fps senza cali evidenti, grazie al OnePlus CPU Scheduler che privilegia i task principali isolandoli dai processi secondari, evitando quel throttling prematuro che affligge molti concorrenti. 

OnePlus 15R

Personalmente, abbiamo apprezzato come questo tuning aggressivo trasformi il multitasking in un non-evento: con 12 GB di LPDDR5X Ultra e UFS 4.1, passare da una partita online a editing video in 4K o a una dozzina di schede Chrome aperte non genera mai lag percepibile, e persino l’apertura di app pesanti come CapCut o Lightroom avviene in meno di un secondo, un livello di reattività che rende il quotidiano quasi “premonitore”. 

Tuttavia, in contesti estremi come benchmark sintetici ripetuti (AnTuTu oltre i 2,5 milioni di punti stimati), il calore si accumula inevitabilmente nonostante il Cryo Velocity, portando a un lieve calo del 15-20% dopo 20 minuti, non un difetto grave ma un promemoria che anche un “mostro” come questo ha limiti termici umani.​

Rispetto a OnePlus 15,  il 15R eccelle nella sostenibilità gaming: dove il fratello maggiore opta per efficienza energetica generale, qui il scheduler e il touch a 3200 Hz danno un vantaggio tangibile negli eSport, con input lag misurabilmente inferiore (sotto i 15 ms in test interni) che si sente nelle rotazioni rapide o nei flick shot precisi. 

La considerazione personale è che questa enfasi rende 15R non solo più veloce, ma più “coinvolgente” per chi gioca sul serio, come se il telefono anticipasse i comandi; d’altro canto, per usi non-gaming come streaming o navigazione, la differenza con 15 è minima, e il consumo extra (circa 10-15% in più su carichi misti) si fa sentire solo se si esagera senza pause. In fondo, è un compromesso azzeccato per il target: potenza da flagship a valore flagship, con quel tocco di originalità nel gyro a 4000°/s che eleva il motion control a livelli da console portatile.​

Fotocamere: setup e filosofia

Pur essendo un prodotto votato al gaming, OnePlus 15R non rinuncia a un comparto fotografico interessante con una filosofia “point and shoot” ossia “punta e scatta” potenziata dalla nuova piattaforma computazionale DetailMax. Sul retro c’è un sensore principale Sony IMX906 da 50 megapixel con stabilizzazione ottica (OIS), affiancato da un ultra‑grandangolare da 8 megapixel con campo visivo di 112 gradi.​

OnePlus 15R

DetailMax è un “ombrello” di tre tecnologie: Ultra Clear Mode, Clear Burst e Clear Night Engine, tutte pensate per estrarre il massimo dettaglio in condizioni diverse senza richiedere all’utente di intervenire manualmente sulle impostazioni. L’idea è quella di mantenere una certa immediatezza d’uso, in linea con l’utente tipo che potrebbe non voler perdere tempo a smanettare con i controlli pro, ma desidera comunque foto di buon livello da condividere al volo.​

Ultra Clear Mode entra in gioco soprattutto di giorno e in scene complesse, come animali, vegetazione o texture ricche di micro‑dettagli, arrivando di fatto a raddoppiare la risoluzione percepita delle immagini. Il tutto viene però gestito in modo da non appesantire eccessivamente i file, così da poterli condividere senza intasare la memoria o i servizi di messaggistica, un dettaglio pratico che spesso viene trascurato in altri device.​ Clear Burst, invece, lavora sulla fotografia in raffica: sfrutta una tecnologia Dual Exposure per combinare esposizioni diverse e ridurre blur e rumore nei soggetti in movimento, con la possibilità di scattare fino a 10 foto al secondo. È una funzione che torna utile in situazioni dinamiche come sport, bambini, animali o auto in movimento, permettendo di selezionare in seguito il frame migliore con una nitidezza superiore rispetto alle raffiche tradizionali.

OnePlus 15R

Per la notte, il Clear Night Engine affronta un problema tipico dei night mode classici: la combinazione sequenziale di scatti a breve e lunga esposizione che può generare immagini “impastate”. Su OnePlus 15R le due esposizioni vengono catturate in parallelo, riducendo così il rischio di ghosting e micromosso e preservando meglio il dettaglio nelle zone scure e nelle luci artificiali, con un aspetto meno artificiale.​

Sul fronte selfie troviamo una camera da 32 megapixel con autofocus, elemento non scontato in questa fascia, che aiuta a mantenere nitidi sia selfie singoli sia di gruppo anche quando il braccio non è perfettamente in posizione. È una dotazione che rende il 15R equilibrato e spendibile anche per chi produce contenuti social, oltre all’uso gaming per cui viene spinto in prima battuta.​

A livello pratico di giorno, OnePlus 15R con il suo sensore principale Sony IMX906 da 50 megapixel si comporta molto bene, catturando immagini ricche di dettaglio e con una resa naturale che sorprende piacevolmente in contesti reali come passeggiate urbane o scatti en plein air con luce diffusa. Il bilanciamento cromatico è fedele, con bianchi puliti e contrasti ben gestiti, anche se in controluce estremi tende a perdere un filo di dettaglio nelle alte luci, un compromesso accettabile per un telefono di questa fascia di prezzo ma che si nota se si è abituati a camera-phone puri.​

L’ultragrandangolare da 8 megapixel, purtroppo, è in parte un punto debole del setup: offre un campo visivo ampio di 112 gradi utile per paesaggi o interni, ma soffre di una risoluzione limitata e di una certa morbidezza ai bordi, con colori leggermente desaturati rispetto al principale. Nella nostra esperienza, raggiunge risultati nella media ma è un sensore ormai obsoleto che dovrebbe venire messo da parte in disuso da tutti i brand. 

In notturna lavora bene catturando esposizioni brevi e lunghe in parallelo, eliminando quel tipico “impasto” di molti night mode che combinano scatti sequenziali e finiscono con immagini rumorose o sfocate. I dettagli nelle ombre emergono puliti, le luci non  calano eccessivamente e c’è una buona separazione tra soggetto e sfondo, con un realismo che ci ha convinti in oltre il 70% dei casi rispetto a editing manuali; personalmente, apprezziamo come preservi le texture naturali senza forzare saturazioni artificiali, anche se in scene molto scure con pochi punti luce il rumore si insinua ancora, richiedendo occasionalmente un ritocco AI post-scatto. È un passo avanti netto rispetto a generazioni passate di OnePlus, solido per un uso quotidiano.

Per selfie e ritratti, la camera frontale da 32 MP con autofocus è una piacevole sorpresa: scatta ottimi group shots anche a distanza di braccio, mantenendo volti nitidi e pelle naturale senza quell’effetto “soap” di tanti sensori selfie economici. I ritrattiti posteriori, grazie a DetailMax Engine, separano bene soggetto da sfondo con bokeh credibile, e abbiamo notato come AI Portrait Glow intervenga magicamente su esposizioni sbilanciate, tipo un selfie al tramonto, regolando luci e ombre per un glow da studio professionale, trasformando scatti mediocri in post condivisibili al volo. Personalmente, è qui che l’AI brilla di più: funzioni come AI Relight o AI Enhance permettono ritocchi post-scatto selettivi (migliorare esposizione, rimuovere rumore, persino “torcia” virtuale per illuminare parti scure), senza stravolgere l’originale ma aggiungendo quel polish che eleva il risultato finale; Clear Burst per ritratti dinamici riduce il blur nei sorrisi spontanei, rendendo l’album fotografico del telefono più coerente e professionale di quanto il hardware base suggerisca. In sintesi, l’AI non sostituisce ottiche top ma compensa con intelligenza, offrendo versatilità originale per un gamer che scatta “di straforo”.

OnePlus 15R è molto forte anche lato video: supporta registrazione 4K fino a 120 fps, una frequenza che permette di catturare azioni rapidissime per poi rallentarle in post mantenendo una fluidità da slow‑motion “premium”. Sono presenti anche slow‑motion a 1080p fino a 240 fps e a 720p fino a 480 fps, oltre a timelapse in 4K e 1080p a 30 fps, coprendo praticamente ogni scenario creativo di base.​ Si poteva fare di più sulla stabilizzazione perché non siano sicuramente ai livelli della concorrenza. 

OnePlus 15R

Offerta

roborock Qrevo Curv 2 Flow

Offerta + clicca su applica coupon di 50 euro + coupon: TTANDROID5

519€ invece di 899€
-42%

Software: OxygenOS 16 e filosofia

OxygenOS 16, basato su Android 16, rappresenta l’ennesima evoluzione del concetto di “veloce e fluido” a cui OnePlus è legata, senza stravolgere l’impostazione pulita e funzionale che molti utenti apprezzano. La scelta dichiarata è quella di concentrarsi sulle ottimizzazioni reali di reattività, animazioni e gestione del multitasking, con interventi mirati su aree che hanno impatto quotidiano.​

OnePlus 15R

Parallel Processing introdotto in OxygenOS 15 viene qui aggiornato alla versione 2.0, ampliando gli scenari in cui la transizione tra home, app e widget risulta più fluida, ad esempio quando si passa velocemente da un’app all’altra con la navigazione a tre pulsanti o si aprono e chiudono widget in sequenza. Il risultato è una sensazione generale di consistenza nell’esperienza d’uso, coerente con il posizionamento “performance‑first” del 15R.​

Sul fronte intelligenza artificiale, spicca Plus Mind, il “tier” di AI personale di OnePlus pensato per fungere da memoria estesa dell’utente, accessibile tramite il tasto fisico Plus sulla sinistra o con una gesture a tre dita. Lo abbiamo già visto su OnePlus 15: qualsiasi contenuto mostrato a schermo, che sia una pagina web, una conversazione, un documento, può essere “catturato” e salvato in Plus Mind, che non si limita a memorizzare ma interpreta il contenuto per aiutare a creare eventi, promemoria e organizzare informazioni.​ La vera novità è l’integrazione con Google Gemini: Gemini può accedere ai dati salvati in Plus Mind, unirli alla propria capacità di ricerca in tempo reale e restituire risposte contestualizzate alla vita dell’utente. Esempio tipico: chiedere “Quali posti che ho salvato a Barcellona potrei visitare domani con il meteo previsto?” e ottenere un itinerario personalizzato che incrocia note personali e previsioni meteo, rendendo 15R una sorta di assistente davvero su misura.​

Oltre a Plus Mind, OnePlus 15R porta con sé altri tool AI come AI Writer, AI Recorder, AI Portrait Glow e AI Scan. AI Writer permette di draftare testi, riassumere articoli lunghi e generare mappe mentali visive partendo da appunti grezzi, strumenti utili a chi vive di produttività in mobilità e vuole un supporto per organizzare idee e contenuti complessi.​ AI Recorder trascrive in tempo reale riunioni e interviste, riconosce diversi parlanti e crea sintesi concise, funzione che si integra molto bene con un workflow “pro” fatto di meeting e call frequenti. AI Portrait Glow migliora automaticamente ritratti con esposizione sbilanciata, mentre AI Scan trasforma documenti, lavagne e foto in PDF puliti, raddrizzati e pronti per essere archiviati o condivisi.​

OxygenOS 16 introduce anche miglioramenti “di contorno” che però incidono sulla qualità d’uso: ad esempio il Predictive Back Gesture, che mostra in anteprima l’effetto del gesto “indietro” prima che questo venga completato, riducendo gli errori di uscita accidentale da app o pagine. L’Illuminance Animation, invece, fa sì che gli elementi dell’interfaccia reagiscano in modo più “vivo” al tocco, creando un feedback visivo più appagante e coerente con l’idea di fluidità.​ Molto interessante per il target gamer è Dual App Control, che permette di tenere due app aperte in contemporanea controllando con mani diverse: da una parte una guida su YouTube, dall’altra il gioco, così da seguire il walkthrough e replicare le mosse in tempo reale senza switch continui. È una di quelle funzioni che sfrutta davvero la diagonale ampia del display e il focus gaming del prodotto.​

OnePlus garantisce per 15R quattro anni di aggiornamenti Android e sei anni di patch di sicurezza, una promessa importante per un device che si propone come “compagno di squadra” a lungo termine. In un contesto in cui l’obsolescenza percepita è spesso rapidissima, questo impegno permette di ammortizzare meglio l’investimento e rende più credibile la narrativa legata alla durata della batteria e alla resistenza strutturale.​

OnePlus 15R

Autonomia: batteria da 7400 mAh

Il cuore dell’autonomia di OnePlus 15R è una batteria enorme da 7400 mAh, la più grande mai vista su un modello OnePlus, costruita con tecnologia Silicon Nanostack e un contenuto di silicio del 15% nell’anodo per aumentare la densità energetica. Non è solo una questione di capacità “bruta”: la batteria è progettata per funzionare anche a temperature estreme fino a –20 gradi e per mantenere almeno l’80% della capacità dopo quattro anni di utilizzo tipico.​ 

In termini pratici, si traduce in sessioni di gaming pesante di diverse ore senza ansia da percentuale, affiancate comunque da consumi contenuti nelle attività più leggere grazie alle ottimizzazioni del display e del SoC. Qui si sente chiaramente la scelta di tarare il prodotto sui power user e sui gamer: è uno smartphone che invita a uscire di casa senza power bank.​

OnePlus 15R

OnePlus 15R supporta la ricarica SUPERVOOC da 80 W, che permette di recuperare moltissima energia in tempi brevi, ideale quando si ha poco tempo tra un impegno e l’altro o tra una sessione di gioco e la successiva. La grande capacità della batteria rende ancora più evidente il vantaggio della ricarica rapida: non è solo “arrivare al 100% prima”, ma soprattutto poter ripristinare un’intera giornata di utilizzo in una pausa relativamente breve.​

Considerazioni finali

OnePlus 15R convince per la potenza del nuovo Snapdragon 8 Gen 5 abbinato a un tuning software molto aggressivo, per il display da 165 Hz che fa realmente la differenza nei giochi supportati e per una batteria da 7400 mAh che cambia il modo di vivere la giornata, specialmente in mobilità. La quadrupla certificazione IP, il sistema di raffreddamento avanzato e la suite AI (Plus Mind + Gemini, AI Writer, AI Recorder, ecc.) contribuiscono a costruire un prodotto originale, che chiaramente prende spunto dalla formula del fratello maggiore, trovando però in parte anche una sua identità precisa.​

OnePlus 15R

Di contro, la scelta di una batteria così grande e di un display così ampio lo rende inevitabilmente più ingombrante e pesante della media, aspetto che potrebbe non piacere a chi cerca compattezza o leggerezza estrema. Inoltre, pur essendo valido, il comparto fotografico resta un gradino sotto ad altri concorrenti più spinti soprattutto in termini di versatilità ottica; chi fotografa tanto troverà comunque qualità più che sufficiente, ma percepirà il focus primario su altro. Non solo perché se si guarda al passato è chiaro che OnePlus 15R è un piccolo passo indietro in termini di display, su OnePlus 13R c’era un pannello premium LTPO 4.1 che faceva la differenza in quel settore. Qui non c’è e soprattutto ci si affida ancora a quell’obsoleto sensore da 8 megapixel che dovrebbe venire bandito da tutti gli smartphone. 

A livello di prezzi, OnePlus 15R costicchia non poco come prezzo di lancio: la variante base da 12+256 GB si attesta a 729 euro, mentre quella da 12+512 GB sale a 829 euro. In questo caso i preordini inizieranno già da oggi, 17 dicembre, ma lo smartphone si potrà ricevere o acquistare solo dal prossimo 15 gennaio 2026.  Peccato per questo lasso di tempo che salta soprattutto le feste di Natale prima di riceverlo. 

Tutte le PROMO

  • OnePlus 15R da 12+256GB in Charcoal Black e Mint Breeze a 729 euro
  • OnePlus 15R da 12+512GB in Charcoal Black a 829 euro
  • Dal 17 dicembre al 21 gennaio è disponibile uno sconto immediato di €100 sul OnePlus 15R 12+512GB acquistato su OnePlus.com
  • In omaggio, fino a esaurimento scorte, 2 regali:
    – un kit adattatore 120W (69,99€)
    – un secondo regalo a scelta, tra OnePlus Buds 4 Black (edizione limitata) o una cover magnetica OnePlus 15R Sandstone (24,99€)
  • Offerta bundle: fino al 50% di sconto sugli accessori OnePlus 15R, tra cui:
    • Cover magnetica OnePlus 15R Sandstone 50% di sconto
    • Adattatore di ricarica OnePlus SUPERVOOC 120W Dual Port 30% di sconto
    • OnePlus Buds 4 50% di sconto
    • OnePlus Pad Go 2 35% di sconto
    • OnePlus Watch Lite 40% di sconto
    • Cavo Magnetic C-C 50% di sconto
    • Cavo 2-in-1 50% di sconto

OnePlus 15R

Per 729 euro si ottiene il primo Snapdragon 8 Gen 5 globale, una batteria monstre da 7400 mAh, display a 165 Hz e suite AI avanzata, un pacchetto che in passato avrebbe facilmente sfondato quota 800, rendendolo ideale per gamer e power user che vogliono flagship performance senza spendere una fortuna. Certo non è il prezzo ideale che tutti si potrebbero attendere soprattutto perché di fatto allo stesso prezzo si potrebbe acquistare un OnePlus 13 che sappiamo essere decisamente migliore. A questo punto forse conviene aspettare qualche mese quando il prezzo calerà e allora potrebbe essere un acquisto consigliato. 

Pro:

    • Autonomia mostruosa
    • Prestazioni di altissimo livello
    • Display molto grande e fluido fino a 165 Hz
    • Fotocamera principale da 50 MP convincente
    • OxygenOS 16 maturo, con Plus Mind + AI

Contro:

    • Pannello LTPS e non LTPO: meno raffinato
    • Ultragrandangolare da 8 MP solo discreto
    • Peso e dimensioni importanti
    • Prezzo comunque non “budget”

Voto finale:

8