Motorola era attesa da tempo a questo appuntamento. Negli ultimi anni il brand si è costruito una reputazione solida sulla fascia media e medio-bassa, raccogliendo consensi e numeri di vendita importanti, ma lasciando scoperto quel segmento premium che è alla fine il biglietto da visita più importante per una grande azienda del tech. Motorola Signature è il tentativo di colmare quel vuoto, presentandosi con un nome evocativo, un design distintivo e un pacchetto hardware di primo livello.
È uno smartphone che si fa notare appena lo si impugna: soli 7 mm di spessore, una texture della back cover fuori dal comune e una cura estetica che si discosta nettamente dall’omologazione imperante. Ma è anche uno smartphone che, dietro alla bella facciata, nasconde qualche imperfezione che vale la pena raccontare senza sconti. Perché a 1.299 euro di listino ( o ai 899 euro del prezzo di lancio, che è quello su cui ci concentreremo) le aspettative sono alte, e non tutte vengono pienamente soddisfatte. Scopriamo tutto nella nostra recensione.
Indice:
- Contenuto della confezione
- Design, Materiali ed Ergonomia: sottile, elegante, carattere proprio
- Hardware e Caratteristiche Tecniche: quasi tutto al top
- Software: quasi stock, ma l’AI è da riordinare
- Fotocamera: ottimi risultati, hardware da semi-top
- Batteria e Autonomia: va alla sera, ma non stupisce
- Conclusioni: il prezzo giusto fa la differenza
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Contenuto della confezione
Nella confezione di Motorola Signature troviamo lo smartphone, il cavo USB-C e una cover protettiva originale dotata di anello magnetico, compatibile con gli accessori in stile MagSafe. Semplice nella forma ma funzionale, ed è sicuramente un valore aggiunto apprezzabile per chi vuole proteggere il telefono senza rinunciare alla compatibilità con i principali accessori magnetici in circolazione.
Design, Materiali ed Ergonomia: sottile, elegante, carattere proprio
Il design è probabilmente il punto più riuscito di Motorola Signature, e lo diciamo con cognizione di causa. 162,1 x 76,4 x 7 mm per 186 grammi: numeri che, su un display da 6,8 pollici, rappresentano un risultato di ingegneria non banale. Lo spessore di 7 mm tondi esatti è immediatamente percepibile tra le mani, e rende l’esperienza di utilizzo piacevole anche senza cover, merito anche di alcuni spigoli ben marcati che garantiscono una presa più sicura del previsto.
Il retro presenta una texture che ricorda il lino, originale e poco comune nel panorama attuale, accompagnata da un blocco fotocamere in alluminio spazzolato ben integrato nella scocca. Il frame è anch’esso in alluminio, mentre frontalmente troviamo il Gorilla Glass Victus 2 con una leggera curvatura sui quattro lati. Le colorazioni disponibili sono due: Pantone Carbon (nero) e Martini Olive, entrambe con una personalità ben definita.



Le certificazioni non mancano: IP68 e IP69 per la resistenza a polvere e liquidi e lo standard militare MIL-STD-810H per resistenza a urti, vibrazioni, temperature estreme e molto altro. Una base costruttiva da vero flagship.
Sul fronte del display, Motorola ha fatto le cose in grande: pannello LTPO AMOLED da 6,8 pollici, risoluzione 1264 x 2780 pixel (~449 ppi), refresh rate variabile fino a 165 Hz, supporto HDR10+ e Dolby Vision, e una luminosità di picco dichiarata di 6.200 nit. È un display eccellente, capace di rendersi visibile anche sotto il sole diretto e di scendere a livelli di luminosità molto bassi senza problemi di flicker, grazie al DC dimming, una soluzione che apprezzano in particolare chi è sensibile agli effetti del PWM dimming. I 165 Hz, va detto, sono compatibili solo con alcuni giochi: nella pratica lo smartphone si attesta sui 120 Hz, a volte 144 Hz, e l’occhio umano difficilmente percepirebbe la differenza.
Il comparto audio è curato da Bose, con due speaker stereo con supporto Dolby Atmos e certificazione Hi-Res Audio. Il risultato è un suono potente e ben bilanciato, tra i migliori che abbiamo ascoltato su uno smartphone Android. Non è presente il jack da 3,5 mm, ma la qualità wireless, con supporto Hi-Res Wireless, compensa abbondantemente per chi usa cuffie Bluetooth di un certo livello.
Una piccola riserva sull’ergonomia: il feedback aptico, forse proprio a causa dello spessore ridotto, risulta un po’ leggero e meno netto rispetto ad altri flagship. Non è un difetto grave, ma si nota.
Hardware e Caratteristiche Tecniche: quasi tutto al top
Sotto la scocca batte uno Snapdragon 8 Gen 5 di Qualcomm, realizzato a processo produttivo da 3 nm. Attenzione però: si tratta dello Snapdragon 8 Gen 5, non della variante Elite, il che significa frequenze massime inferiori e un modem di generazione precedente rispetto a quanto offrono i competitor più blasonati di fascia ultra-premium. Una differenza che nella pratica quotidiana è quasi impercettibile, ma che su un dispositivo posizionato come flagship merita di essere segnalata.
La RAM è LPDDR5X in configurazione da 16 GB, mentre la memoria interna è UFS 4.1 con taglio unico in Italia da 512 GB. Non è prevista espansione tramite MicroSD.
La GPU Adreno 840 garantisce ottime prestazioni in gaming, e la gestione termica è adeguata anche sotto stress prolungato. Detto questo, non possiamo ignorare un aspetto che ci ha colpito durante i test: l’ottimizzazione software non è sempre all’altezza. Nei primi giorni di utilizzo abbiamo riscontrato micro-lag e qualche singhiozzo nell’interfaccia, problemi parzialmente migliorati nel corso dei giorni. Non è la prima volta che lo riscontriamo su un Motorola, e su un dispositivo di questa fascia è una nota stonata. Il consiglio è di disattivare l’espansione virtuale della RAM e di abilitare l’opzione per la memorizzazione delle app più utilizzate: si noterà un miglioramento concreto.
Sul fronte della connettività non manca praticamente nulla: Wi-Fi 7 tri-band, Bluetooth 6.0, NFC, Ultra Wideband (UWB), USB-C 3.1 Gen 2 con supporto DisplayPort 1.4 per la modalità desktop (Ready For). La ricezione del segnale è ottima, tra le migliori che abbiamo testato di recente. La geo-localizzazione supporta GPS, GLONASS, GALILEO, BDS e NavIC.
Tra i sensori troviamo un ottimo lettore di impronte digitale ultrasonico integrato nel display, accelerometro, giroscopio, sensore di prossimità e bussola digitale. Purtroppo manca il barometro, così come la possibilità di utilizzare due SIM fisiche: Motorola Signature supporta una sola nano-SIM più eSIM.
Software: quasi stock, ma l’AI è da riordinare
Motorola Signature arriva con Android 16 e un’interfaccia sostanzialmente vicina all’Android stock, con poche personalizzazioni e una struttura visiva curata e coerente. Il software è facile da usare, ben organizzato, immediato. Motorola ha poi annunciato una politica di aggiornamenti di 7 anni sia per gli update di sistema che per le patch di sicurezza, un traguardo importante, il primo della casa per questa durata.
Il capitolo intelligenza artificiale, invece, è ancora in cerca di una direzione chiara. All’interno dello stesso dispositivo convivono Gemini (richiamabile con il tasto accensione), Moto AI (con tasto dedicato), Microsoft Copilot come collegamento rapido e Perplexity preinstallato: un’accozzaglia di assistenti che genera più confusione che valore aggiunto.
Tra le funzioni proprietarie spiccano Ricordati, probabilmente la più interessante: memorizza screenshot, foto e testi e li rende ricercabili tramite AI, una sorta di memoria visiva dello smartphone. Image Studio permette la creazione di immagini con AI generativa, mentre Playlist Studio crea playlist musicali, ma solo tramite Amazon Music. Aggiornami riepiloga le notifiche e Attenzione trascrive e riassume le registrazioni vocali, ma entrambe mostrano ancora qualche incertezza con la lingua italiana.
Nel complesso il software ha una buona base di partenza e, personalizzandolo, diventa piacevole da usare quotidianamente. Ma Motorola ha del lavoro da fare per rendere la componente AI più coesa, più affidabile e concreta, specialmente il lingua italiana che adesso è sì supportata, ma con diversi “asterischi”.
Fotocamera: ottimi risultati, hardware da semi-top
Il comparto fotografico di Motorola Signature è composto da tre fotocamere posteriori, tutte da 50 MP, e una fotocamera frontale anch’essa da 50 MP.
La fotocamera principale monta un sensore Sony Lytia 828 (1/1.28″, f/1.6) con PDAF multi-direzionale e stabilizzazione ottica. È un ottimo sensore, moderno e con ampia superficie captante, capace di restituire immagini dettagliate, con una gestione cromatica precisa e non sovrasaturata, una scelta di stile che apprezziamo per la coerenza con la realtà. Il comportamento in notturna è affidabile, anche nelle scene con scarsissima luce, dove al netto di tempi di posa insolitamente lunghi, la gestione del rumore e delle alte luci fa invidia a diversi smartphone più blasonati.
Il teleobiettivo periscopico offre uno zoom ottico 3x (71mm, sensore Sony Lytia 600, 1/1.95″) ed è coerente con la principale per colori e qualità generale. Tuttavia, va detto con onestà: il Lytia 600 è un sensore più piccolo rispetto a quello di altri flagship usciti nel corso del 2025 e 2026, il che lo posiziona un gradino sotto quanto ci si aspetterebbe da un dispositivo di questa fascia, allineato più che altro ai flagship del tardo 2024. Sulla lunghezza focale da 71mm, poi, abbiamo qualche riserve: è una via di mezzo che non eccelle né nel ritratto né nel reportage, può essere versatile ma anche poco spendibile senza che abbia una netta caratterizzazione ritrattistica o per foto long range.
L’ultra-grandangolare monta un sensore Samsung ISOCELL JNS (1/2.76″, 122°), essenzialmente una variante del JN1, un sensore del 2021 ormai sostituito dal JN5 nelle proposte più recenti. Il risultato si sente: la qualità scende rispetto alle altre due fotocamere, soprattutto in condizioni di luce non ottimale, e non è possibile scattare a piena risoluzione da 50 MP a differenza delle altre due cam. Resta una sufficienza abbondante, ma non brilla.
I selfie sono ben riusciti: il sensore frontale Sony IMX 816 da 50 MP (f/2.0, dual-pixel PDAF) produce foto naturali, dettagliate e con una buona gestione dell’esposizione. Molto bene anche le videochiamate.
Per quanto riguarda i video, Motorola Signature supporta la registrazione in 8K a 30 fps e Dolby Vision fino 4K a 30 fps, 4K a 120 fps in SDR e fino al 1080p a 240 fps. La stabilizzazione elettronica è efficace e i filmati risultano fluidi e ben esposti. Un comparto video di alto livello, con qualità dell’immagine convincente su tutte le risoluzioni principali.
C’è però un aspetto che non possiamo ignorare: l’ottimizzazione dell’app fotocamera non è sempre all’altezza. In alcune sessioni di scatto si manifestano rallentamenti nell’elaborazione, micro-freeze nel passaggio tra un obiettivo e l’altro, anteprima scattosa, importante shutter lag e qualche incertezza all’avvio della registrazione video. Non è un comportamento costante, a volte tutto funziona perfettamente, ma è fastidioso per un dispositivo che fa del comparto fotografico il suo punto di forza dichiarato.


























































Batteria e Autonomia: va alla sera, ma non stupisce
La batteria da 5.200 mAh con tecnologia al silicio-carbonio è un buon modulo, ma in un device da 6,8 pollici con display a 165 Hz e SoC di fascia alta ci saremmo aspettati qualcosa di più generoso, i 6.000 mAh erano alla portata per una casa che ormai è una “abituè” del silicio carbonio.
Nella pratica, con un utilizzo medio, Motorola Signature chiude la giornata senza problemi, attestandosi su circa 5-6 ore di schermo attivo. Con un utilizzo intensivo, molto gaming, tante sessioni fotografiche, streaming prolungato, è consigliabile avere un occhio sul livello della batteria nel pomeriggio. Non è una lacuna grave, ma è una limitazione concreta rispetto ad alcuni competitor diretti.
La ricarica cablata a 90W è rapida ed efficace: 50% in circa 15 minuti, ricarica completa in meno di 40 minuti. Presente anche la ricarica wireless a 50W, un valore eccellente per questa tecnologia, e la ricarica wireless inversa a 10W per caricare accessori compatibili. Non è incluso il caricatore wireless nella confezione, ma la velocità a cui lavora giustifica un acquisto separato se si vuole sfruttare questa comodità.
Conclusioni: il prezzo giusto fa la differenza
Motorola Signature è uno smartphone che ci ha convinto per molti aspetti e lasciato con qualche riserva su altri. Il design è eccellente, probabilmente il più personale e riconoscibile che Motorola abbia mai prodotto. Il display è ottimo, la connettività è completa e i 7 anni di aggiornamenti rappresentano un impegno importante e inedito per il brand.
D’altro canto, l’ottimizzazione software lascia a desiderare in alcune situazioni, l’AI è frammentata e da rifinire, l’ultrawide è il punto debole del comparto fotografico e la batteria non è generosa quanto ci si aspetterebbe da un flagship da 6,8 pollici.
Il nodo cruciale rimane il prezzo. Il listino a 1.299 euro è difficile da consigliare: a quella cifra si trovano dispositivi con hardware fotografico superiore e ottimizzazione più matura. Ma il prezzo di lancio a 899 euro per la versione da 512 GB cambia completamente la prospettiva: a quella cifra Motorola Signature è competitivo, interessante e acquistabile con serenità. Considerando che già nelle prime settimane il prezzo è sceso significativamente su Amazon, è ragionevole attendersi ulteriori riduzioni nei prossimi mesi.
Se lo trovate sotto i 900 euro, è una scelta che vale la pena prendere seriamente in considerazione, specie se il design conta quanto le specifiche, e se si è disposti a convivere con qualche aggiornamento software in arrivo per lucidare il diamante grezzo.
Migliori Offerte - Motorola Signature
Pro:
- Design sottilissimo e curatissimo, davvero unico;
- Speaker stereo Bose tra i migliori su Android;
- 7 anni di aggiornamenti, il primo per Motorola;
Contro:
- Ottimizzazione software da migliorare, specie i primi giorni;
- AI frammentata e confusa, da riordinare;
- Comparto fotografico valido ma non brillante;










