Recensione Xiaomi Mi Note 2 – Il ritiro dal mercato del Samsung Galaxy Note 7 ha creato un grande vuoto, che vari produttori hanno cercato di colmare. E Xiaomi ha colto la palla al balzo per dimostrare le proprie capacità e creare un phablet elegante e pregiato, che nelle linee ricorda non poco il defunto Note 7.

Ma val la pena spendere una cifra elevata per accaparrarsi un top di gamma di importazione? Ringraziando GrossoShop per il sample fornitoci, andiamo a scoprirlo nella nostra recensione.

Video recensione di Xiaomi Mi Note 2

Hardware & Connettività

Xiaomi Mi Note 2 non si concede compromessi nell’hardware: SoC Qualcomm Snapdragon 821, nella versione migliore da 2,35 GHz, GPU Adreno 530 e 4 o 6 GB di RAM LPDDR4 in accoppiata a rispettivamente 64 o 128 GB di memoria interna UFS 2.0, non espandibili.

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Xiaomi Mi Note 2

Parte Telefonica & Antenne

La connettività è di altissimo livello con WiFi 802.11 a/b/g/n/ac, supporto al Dual SIM Dual Standby con due slot NanoSIM, Bluetooth 4.2, NFC e trasmettitore ad infrarossi. Nella versione testata manca la banda 20 del 4G LTE, ma arriverà a breve una versione con supporto a ben 37 bande LTE – tra cui la 20 – ad un prezzo però superiore.

Per la geolocalizzazione Mi Note 2 può contare su A-GPS, Gloonass e BDS e garantisce una navigazione buona, con solo qualche minima incertezza negli ambienti coperti. La ricezione è buona in generale, senza alcun tipo di disconnessione, ma lo switch tra WiFi e rete dati non è istantaneo. In quanto a chiamate non c’è nulla da segnalare.

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Ergonomia, Design & Materiali

Xiaomi Mi Note 2 è composto da due pannelli in vetro davanti e dietro, che si fondono con un effetto edge al sottilissimo frame laterale in alluminio. La qualità costruttiva è maniacale e il corpo sinuoso non ha alcun punto con stacchi netti percepibili al tatto. Per essere un phablet è inoltre leggero, visti i soli 166 grammi.

Per quanto esteticamente bellissimo, però, dall’altro lato della medaglia il retro si ricopre facilmente di impronte e il corpo completamente liscio e stondato lo rende estremamente scivoloso, una combinazione non troppo rassicurante vista la fragilità del vetro alle cadute. Per fortuna Xiaomi ha tuttavia inserito una cover trasparente in confezione, che benché non sia di elevata qualità conferisce un po’ più di sicurezza.

In quanto a disposizione dei tasti troviamo il pulsante di accensione e il bilanciere del volume, rigorosamente in metallo, sul lato destro. In alto invece trovano posto il jack da 3,5 mm, il microfono secondario e il trasmettitore ad infrarossi, mentre a sinistra c’è lo slot per le due nanoSIM. Infine sul fondo ci sono due griglie, una per il microfono principale e l’altra per lo speaker mono, che circondano il connettore USB Type-C.

Sul fronte trova invece posto un tasto fisico con incorporato lettore di impronte, che sembrerebbe essere in ceramica. La velocità e la precisione di riconoscimento sono eccezionali, forse l’unico attualmente in grado di competere ad armi pari con quello montato su OnePlus 3.

Display, Audio & Multimedia

Il display è un pannello da 5.7 pollici OLED FullHD (386 ppi) la cui particolarità è la curvatura edge. Nella realtà però il livello di curvatura è minimo, con delle cornici abbastanza pronunciate ai lati. E ciò nonostante le estremità del pannello soffrono di un’aberrazione cromatica parecchio evidente in base all’angolo di visuale.

I colori sono leggermente più pallidi rispetto ai classici AMOLED, mentre i bianchi risultano poco brillanti. La luminosità minima è poi un po’ troppo alta, mentre quella massima è adeguata anche sotto una sorgente di luce diretta. Il vero problema del display è però che manca di nitidezza: guardandolo da vicino, specialmente con retroilluminazione bassa, si nota la trama dei pixel e i contorni di scritte ed icone risulta poco definito. In sostanza un esperimento da rivedere per Xiaomi, quello del display edge.

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Il comparto audio invece, pur trattandosi di uno speaker mono sul fondo mi ha convinto: il volume di riproduzione è elevato e la sonorità ricca. A livello di riproduzione video poi il player integrato su MIUI riesce a leggere tutti i CODEC più comuni.

Fotocamera

Xiaomi con Mi Note 2 ha deciso di adottare un sensore da 22.5 megapixel f/2.0 con pixel larghi 1 µm, sacrificando però la stabilizzazione ottica e inserendo solo la stabilizzazione digitale. Sul fronte invece trova posto un classico sensore da 8 megapixel f/2.0.

Il software di MIUI gode dell’HDR Automatico, di filtri in tempo reale e di varie modalità di scatto, tra cui quella manuale con controllo di bilanciamento del bianco, ISO, esposizione e messa a fuoco. A livello di video è possibile registrare fino a 4K 30fps oppure in slow motion a 720p a 120fps.

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La qualità degli scatti però non è a livello dei migliori top di gamma del 2016: nonostante i colori siano buoni, il livello di contrasto è troppo elevato, il bilanciamento del bianco tende un po’ verso il caldo e l’HDR non garantisce un range dinamico elevatissimo. Ciò si vede in particolare negli scatti in condizioni di scarsa luminosità, dove il rumore si fa molto presente e in combinazione con il forte contrasto rovina molto i dettagli. I selfie poi non brillano, risultando tutt’al più nella media.

Nella registrazione video la stabilizzazione solamente digitale se la cava discretamente ma non a livello dei Google Pixel, la messa a fuoco è veloce ma non fulminea e in generale i risultati sono abbastanza soddisfacenti ma non fantastici.

Batteria & Autonomia

Il nome Note si fa valere nel comparto batteria, che vanta una capacità di ben 4070 mAh. L’autonomia che ne deriva è molto soddisfacente: con un uso veramente intenso, giocando molto a Pokémon GO, sono riuscito ad arrivare a quasi 6 ore di display attivo su 10 ore di utilizzo. Con invece un uso sempre intenso ma non così esagerato sono riuscito senza problemi a coprire un’intera giornata dal mattino a tarda notte con 6 ore e 20 di display attivo.

In circostanze normali è davvero difficile non arrivare a sera senza preoccupazioni, e anzi con un uso moderato si può addirittura puntare a un giorno e mezzo di autonomia. E nei casi di uso più estremi si può comunque sfruttare la QuickCharge 3.0 per la ricarica rapida.

Software

A bordo di Xiaomi Mi Note 2 è ovviamente presente MIUI 8, basata su Android 6.0.1 Marshmallow, al momento in versione cinese e dunque senza la lingua italiana ma che arriverà in versione globale a breve. L’ interfaccia è al solito priva di drawer delle applicazioni e gode di grande personalizzazione grazie al negozio di temi e la possibilità di visualizzare le impostazioni rapide unite al pannello delle notifiche o in una scheda a parte.

Tante sono anche le funzionalità integrate nel sistema: in modalità non disturbare è possibile impostare degli orari di quiete dalle notifiche programmandoli a determinate ore in selezionati giorni della settimana, mentre con la modalità bambino si può restringere l’uso dello smartphone a sole alcune app selezionate. Per finire la modalità ad una mano permette tramite uno swipe sui tasti capacitivi di ridurre la porzione di schermo attiva per operare più facilmente in mobilità, molto utile con uno schermo così grande.

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Ci sono poi tante chicche minori, si possono ad esempio personalizzare le azioni alla pressione prolungata dei tasti, oppure ancora ottenere delle scorciatoie rapide sempre in primo piano grazie a Quick Ball, un cerchietto flottante. Si può poi sfruttare l’ottimo lettore di impronte per bloccare l’accesso ad alcune app con dati sensibili. Per finire sono presenti le due nuovi funzioni principe di MIUI: Dual Apps, per avere due istanze di una stessa app, e Second Space per avere due utenti completamente distinti nello smartphone.

La suite di app preinstallate è al solito molto fornita, con anche del bloatware inutile all’infuori della Cina che però è in gran parte disinstallabile e non è presente installando una ROM internazionale con l’italiano. Importante tra tutte l’app Sicurezza, in cui è necessario dare il permesso di autostart alle app da cui si vogliono ricevere notifiche push.

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Prestazioni

Xiaomi Mi Note 2 non ha bisogno di commenti per le performance, sempre sul pezzo e prive di qualsivoglia incertezza. Il sistema è sempre reattivo e fluido, con in particolare un’esperienza di navigazione web encomiabile. E anche nel gaming con Real Racing 3 il gioco garantisce un framerate elevato e costante con dettagli al massimo.

Anche con un uso intenso non si nota mai un surriscaldamento eccessivo, con al massimo un calore tiepido nella zona della fotocamera. Ottimi poi i risultati dei benchmark, come potete vedere di seguito con i nostri test su Antutu, AndroBench, GeekBench, 3DMark e Vellamo.

In conclusione

In definitiva Xiaomi Mi Note 2 è un top di gamma con tantissimi pregi, dalla costruzione raffinata alle performance impeccabili, con un solo grande tallone d’Achille rappresentato dal display poco edge e poco nitido, a cui si può aggiungere la fotocamera buona ma non a livello delle migliori viste quest’anno. In sostanza, vale la pena spendere un prezzo superiore a 500€ per Mi Note 2? Secondo me no, dato che si tratta comunque di un terminale che non ha supporto ufficiale per il nostro Paese e le alternative ad un prezzo inferiore sono molte.

I prezzi attuali sono di circa 515€ per la versione da 64 GB e di 595€ per quella da 128 GB su GrossoShop.net, prezzi molto elevati nonostante Mi Note 2 sia un ottimo terminale. Ma sarà molto più interessante considerarlo tra qualche mese, quando i prezzi saranno leggermente scesi, per cui vi consigliamo di continuare a seguirci per tutte le novità su eventuali offerte.

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Pagella

6.5
Display
8.2
Ergonomia
9.8
Hardware
8.5
Software
8.9
Batteria
8.5
Fotocamera
8.5
Qualità/prezzo
9.8
Materiali
8.4
Audio
8.7
Esperienza Utente
8.7