OpenAI ha presentato gli Sponsored Agents, un formato pubblicitario che porta conversazioni sponsorizzate dentro ChatGPT e promette di cambiare il modo in cui si passa da una domanda all’acquisto. Non ci sono banner né reindirizzamenti immediati: si parla direttamente con un agente legato a un marchio.


Segui TuttoAndroid su Google Discover
Come funzionano gli agenti sponsorizzati
Il meccanismo è descritto nell’annuncio pubblicato sul blog ufficiale di OpenAI: nella chat possono comparire annunci pertinenti alle risposte che il chatbot sta fornendo. A quel punto non si viene sospinti fuori dall’applicazione verso un sito esterno, ma si può avviare una conversazione dedicata con un agente IA associato al brand, restando all’interno di ChatGPT.
L’esempio scelto dall’azienda è quello di chi vede in un annuncio un tavolo da pranzo e vuole capire se le misure sono adatte al proprio spazio, quante persone può ospitare o come mantenerne la finitura. L’agente sponsorizzato serve a rispondere a domande di questo tipo, permettendo di approfondire prima di decidere. Un agente può anche compiere azioni concrete, come passare da una conversazione su un rubinetto che perde alla prenotazione di un tecnico Angi locale, senza mai uscire dalla chat.
La sperimentazione riguarda per ora un gruppo ristretto di inserzionisti negli Stati Uniti: oltre a Wayfair, il colosso dell’arredamento e degli articoli per la casa, e ad Angi, la piattaforma che mette in contatto proprietari di casa e professionisti locali, il pilot coinvolge Newegg, Best Buy, Lowe’s e VistaPrint.
Wayfair ha confermato la propria partecipazione con Morgan Brown, director of paid media dell’azienda, spiegando che l’obiettivo è esplorare come il commercio conversazionale possa aiutare i clienti a decidere in modo più informato e sicuro.
Il coinvolgimento resta su scala limitata, con vincoli specifici su accuratezza dei dati di prodotto, trasparenza e passaggio a un operatore umano quando necessario.
Angi ha diffuso una nota lo stesso giorno. Angie Hicks, co-fondatrice dell’azienda, ha raccontato una strategia orientata a far incontrare più rapidamente chi ha un progetto domestico con il professionista giusto, aggiungendo che il test con OpenAI permette di passare direttamente dal parlare di un lavoro di casa in ChatGPT al contatto con un tecnico locale. L’azienda ha condiviso anche i numeri del proprio assistente proprietario, collegato a ChatGPT da marzo: chi lo usa ha una probabilità tripla di richiedere un preventivo rispetto a chi naviga in modo tradizionale, e chi avvia un progetto tramite l’assistente riporta un tasso di completamento più alto del 25%.
Segui l'Intelligenza Artificiale su Telegram, ricevi news e offerte per primo
Un miliardo di dollari e i nuovi strumenti per gli inserzionisti
Questa fase di test si inserisce in un piano di espansione più ampio, avviato da OpenAI a febbraio 2026. Secondo l’azienda, la piattaforma pubblicitaria di ChatGPT ha già generato 1 miliardo di dollari di ricavi annualizzati in meno di 200 giorni, e l’obiettivo dichiarato è arrivare a 2,5 miliardi di ricavi pubblicitari nel 2026, dentro una proiezione di ricavi annualizzati complessivi che supererebbe i 40 miliardi di dollari. L’infrastruttura è già consolidata: il 10 settembre 2026 è stata finalizzata l’integrazione di Amazon Ads nell’inventario di ChatGPT tramite DSP.
Sul piano della trasparenza, OpenAI ribadisce che le conversazioni sponsorizzate restano chiaramente etichettate e separate sia dalla chat originale sia dalle risposte indipendenti del chatbot, che la pubblicità non influenza le risposte e che gli inserzionisti non hanno accesso alle conversazioni private degli utenti. La CFO Sarah Friar ha inquadrato gli Sponsored Agents come il livello successivo rispetto alle unità pubblicitarie basate sulle risposte lanciate in precedenza, definite un punto di partenza di base: si passa da un pricing di tipo API a una struttura basata sulla performance e mediata dagli agenti, in cui l’IA arriva a concludere transazioni oltre a raccomandare.
Accanto agli agenti arrivano anche gli strumenti per chi costruisce le campagne. ChatGPT Work permette di impostare una campagna scrivendo pochi prompt in linguaggio naturale, mentre il plugin Ads Manager consente di creare, aggiornare e analizzare le campagne direttamente dentro ChatGPT. Un sito web o un documento testuale possono diventare il punto di partenza, e lo strumento restituisce report sulle performance e suggerimenti sui passi successivi. In fase di scrittura di un annuncio, le nuove funzioni creative basate sull’IA propongono copy e immagini a partire dalla landing page, con la possibilità di rivedere e modificare i suggerimenti prima della pubblicazione; una funzione di personalizzazione testuale, attivabile a richiesta, adatta titoli e descrizioni al contesto della conversazione e traduce automaticamente i testi nella lingua preferita da chi chatta.
Quanto alle integrazioni, HubSpot è il primo partner a livello di Crm: chi gestisce i clienti sulla piattaforma può collegare un account ChatGPT Ads e creare annunci, monitorare le performance e seguire i lead senza cambiare strumento. Shopify è il primo partner e-commerce: i commercianti statunitensi possono già usare la nuova app ChatGPT Ads nello Shopify App Store per integrare catalogo prodotti e strumenti di misurazione, creando campagne e seguendone i risultati dal pannello Shopify. L’app arriverà nei mercati internazionali in cui ChatGPT Ads è disponibile a partire dal 23 settembre. Per ora, però, il Centro Assistenza di OpenAI parla di un test alpha limitato a un gruppo selezionato di inserzionisti: alcuni utenti potrebbero vedere gli agenti in ChatGPT anche se il formato non è disponibile per le proprie campagne, non si accettano richieste di accesso anticipato e non sono stati annunciati né i prezzi né una tempistica per l’uscita dalla fase pilota.
