Il telefono squilla, vibra, e poco dopo compare la notifica di una chiamata persa che non interessava a nessuno: le chiamate spam restano tra le seccature più fastidiose della vita digitale. Samsung ha depositato un brevetto che promette di eliminare il problema alla radice, prima ancora che lo smartphone si accenda davvero.
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Come funziona il blocco silenzioso
Il meccanismo descritto nel documento sfrutta una fase che normalmente diamo per scontata. La chiamata in arrivo viene ricevuta come un semplice messaggio di segnalazione: a quel punto il processore istruisce il livello IMS, la componente del telefono che gestisce la voce sulle reti 4G e 5G, a recuperare dalla memoria la lista dei numeri bloccati e a confrontarla con il numero chiamante.
Se il confronto dà esito positivo, il dispositivo invia subito un messaggio di rifiuto alla rete e salta ogni fase di impostazione della connessione. Lo stack audio, lo schermo e il motore di vibrazione non vengono mai coinvolti: niente squillo, niente vibrazione, nessuna notifica di chiamata persa. Tutto avviene in background, senza che il telefono venga disturbato.
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Un approccio diverso da quello a cui siamo abituati
Questa non è la prima incursione di Samsung nel filtraggio delle chiamate. I Galaxy includono già Smart Call, un filtro antispam integrato che etichetta le chiamate sospette e blocca i numeri noti, ma che si basa principalmente su controlli in cloud e database remoti: il telefono, in pratica, squilla comunque. Lo stesso vale per le soluzioni integrate in Android e per app di terze parti come Truecaller, che nella maggior parte dei casi fanno vibrare o squillare il dispositivo almeno una volta, lasciando poi la notifica della chiamata persa.
Diverso è il caso del Galaxy S26, che ha introdotto una funzione di Call Screening basata sull’intelligenza artificiale: risponde al posto dell’utente, verifica il chiamante e segnala se vale la pena rispondere. La differenza sta nel momento in cui si interviene, perché quella funzione gestisce la chiamata dopo che è arrivata, mentre il nuovo brevetto la intercetta prima che diventi percepibile.
Il blocco dello spam finora è stato una funzione applicativa aggiunta sopra al telefono; questo brevetto lo sposta nel radio stack, l’unico livello in cui è possibile prevenire uno squillo invece di silenziarlo.
C’è anche un argomento di efficienza energetica: ogni fase nella configurazione di una chiamata, anche di una che si sta per rifiutare, consuma una piccola quantità di batteria e di tempo processore. Interrompere il processo in anticipo riduce questo overhead. Se il risparmio sia davvero rilevante dipende da quante chiamate bloccate si ricevono, ma per chi gestisce decine di chiamate spam al giorno la differenza potrebbe farsi sentire.
Cosa dice il brevetto e dove potrebbe finire
Il documento è stato firmato da tre inventori ed è stato depositato a maggio come continuazione di una domanda internazionale coreana risalente al novembre 2024. L’USPTO, l’ufficio brevetti statunitense, lo ha pubblicato con il numero US 2026/0281167 A1. Secondo indiscrezioni, il brevetto sarebbe legato a un possibile futuro Galaxy S27 Ultra e agirebbe proprio sull’istante in cui viene presa la decisione di blocco: anticipare quel momento significherebbe, in teoria, ridurre il disturbo prima ancora che diventi percepibile, senza squilli a metà, notifiche fantasma o vibrazioni inutili durante una riunione.
Va detto con chiarezza che si tratta di un brevetto, non di una funzione annunciata. La distanza tra un documento depositato e una voce nel menu delle impostazioni può essere ampia, e le aziende tecnologiche ne registrano molti che restano sulla carta senza mai arrivare su un dispositivo reale.
