Il nuovo dazio introdotto dall’Unione Europea sui piccoli pacchi provenienti dai paesi extra UE sembra avere già prodotto effetti significativi sui volumi delle importazioni. Dal 1° luglio 2026 infatti, sulle spedizioni di valore fino a 150 euro è entrata in vigore la nuova tassazione e, secondo i primi dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel bimestre luglio-agosto le importazioni sono diminuite di circa il 39% rispetto ai due mesi precedenti.
Il dato è stato fornito da Roberto Alesse, direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in un’intervista al Sole 24 Ore, e risulta in linea con le prime rilevazioni delle autorità francesi, che hanno registrato un calo delle importazioni dalla Cina compreso tra il 30% e il 40%. Considerando invece l’intero periodo gennaio-agosto 2026, la contrazione complessiva delle importazioni di pacchi di modico valore è stata di circa il 32%.
La nuova tassazione ha prodotto nei primi due mesi un gettito di circa 83 milioni di euro, con una tassazione media per singola spedizione pari a 8,66 euro. Non sembra invece essere cambiato il valore delle merci contenute nelle singole spedizioni: secondo i dati delle dichiarazioni doganali, un pacco ha un valore complessivo medio di circa 29 euro, una cifra rimasta sostanzialmente stabile nei primi otto mesi dell’anno e anche dopo l’introduzione della nuova tassa.
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Più controlli sulle piattaforme e resi dei pacchi più complicati
La stretta sui pacchi si inserisce in un più ampio rafforzamento dei controlli doganali, la recente riforma del Codice doganale dell’Unione Europea aumenta le responsabilità delle piattaforme di e-commerce e prevede specifici meccanismi sanzionatori in caso di violazioni sistematiche degli obblighi doganali.
Secondo Alesse, tra i rischi c’è anche quello che gli operatori possano cercare di ridurre indebitamente il carico fiscale attraverso una rappresentazione non corretta delle merci, accorpando sotto una stessa classificazione tariffaria prodotti che, per caratteristiche e natura, dovrebbero invece rientrare in categorie differenti.
Per questo motivo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sta puntando sempre più sull’analisi preventiva dei dati, così da individuare anomalie, ricorrenze e indicatori di rischio e concentrare i controlli sulle operazioni che presentano maggiori elementi di attenzione.
In questo contesto viene utilizzata anche l’intelligenza artificiale, con sistemi sviluppati per supportare le attività di controllo. Tra questi c’è Autentica, un’applicazione sviluppata insieme a Sogei e impiegata nel contrasto alla contraffazione dei prodotti tutelati dai diritti di proprietà intellettuale.
Nel primo semestre del 2026 l’Agenzia ha sequestrato oltre 700 mila pezzi di merce contraffatta, per un valore accertato superiore ai 3 milioni di euro, un dato in calo rispetto al biennio precedente. Nello stesso periodo sono stati inoltre sequestrati quasi 3 milioni di pezzi di tabacchi e oltre 3,5 tonnellate di cocaina.
Una delle conseguenza più concrete della nuova regolamentazione riguarda i resi degli acquisti effettuati sulle piattaforme extra UE. Con l’introduzione del dazio, infatti, i resi possono avvenire solo nel caso di merce difettosa.
Il motivo è legato alla gestione della dichiarazione doganale, la regolamentazione introdotta per applicare il nuovo provvedimento ha escluso la possibilità di invalidare la dichiarazione doganale di importazione e, di conseguenza, le piattaforme di e-commerce non possono richiedere il rimborso degli eventuali dazi già versati.
Al momento non sono però disponibili dati sufficienti per stabilire se questa modifica abbia già avuto effetti sulla quantità di merce restituita.
Nei prossimi mesi sarà quindi possibile capire se il forte calo delle importazioni registrato dopo l’introduzione del dazio rappresenterà soltanto l’effetto iniziale della nuova tassazione, oppure se porterà a un cambiamento più duraturo nelle modalità di acquisto e di gestione delle spedizioni provenienti dai Paesi extra UE.
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