Con il lancio dei più recenti pieghevoli di Samsung e della nuova generazione di dispositivi Pixel, Google ha aggiornato la lista dei requisiti necessari per sfruttare le funzioni più avanzate di Gemini, spiegando nel dettaglio quali caratteristiche dovranno avere i dispositivi, a livello hardware e non, per eseguire direttamente sul dispositivo i modelli IA più avanzati.

La nuova versione del modello, Gemini Nano 4, è già supportata da alcuni degli smartphone Android più recenti, mentre la situazione resta ancora incerta per diversi top di gamma lanciati appena pochi mesi fa. A fare chiarezza è proprio la stessa Google con una nuova documentazione ufficiale per sviluppatori, recentemente aggiornata con l’elenco dei dispositivi compatibili con il nuovo modello.

Al momento, dunque, Gemini Nano 4 è ufficialmente supportato da Google Pixel 11Google Pixel 11 ProGoogle Pixel 11 Pro XL Google Pixel 11 Pro Fold. In casa Samsung, invece, il nuovo modello è al momento supportato soltanto dagli ultimi pieghevoli di recente ufficializzazione, ossia Samsung Galaxy Z Flip8Samsung Galaxy Z Fold8 Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra.

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Per Gemini Intelligence servono requisiti hardware importanti

Il supporto di un determinato smartphone a Gemini Nano 4 è di particolare importanza, poiché questo modello è pensato per essere eseguito direttamente in locale e senza connessione ai server di Google. Il passaggio a Nano 4, inoltre, si collega direttamente all’evoluzione delle funzioni del nuovo Gemini Intelligence, che ha fatto il suo debutto inizialmente sui nuovi pieghevoli e, successivamente, sugli ultimi dispositivi Pixel.

L’aggiornamento della documentazione ufficiale di Google ha ristretto parecchio il campo sui requisiti hardware richiesti per supportare Gemini Intelligence: il colosso di Mountain View ha specificato che sono necessari almeno 12 GB di RAM, un processore di fascia alta compatibile e il supporto all’esecuzione dei modelli Gemini Nano direttamente in locale tramite AI Core.

Sono inoltre richiesti specifici requisiti relativi alle prestazioni multimediali e al gaming, oltre a caratteristiche legate alla sicurezza e agli aggiornamenti del sistema operativo. Nello specifico, Google richiede il supporto ad AVF e pKVM, almeno cinque aggiornamenti di Android sei anni di aggiornamenti di sicurezza distribuiti con cadenza trimestrale.

Il motivo di questi requisiti sempre più stringenti è legato alle nuove capacità di Gemini Intelligence, in grado di supportare oltre 40 applicazioni per svolgere attività che vanno ben oltre la semplice risposta a una domanda. Sui nuovi Pixel 11 sono inoltre già arrivate nuove funzionalità come Rambler Assistenza Proattiva, quest’ultima precedentemente conosciuta come Magic Cue: l’obiettivo è dunque quello di rendere Gemini sempre più capace di capire ciò che l’utente sta facendo e fornire automaticamente l’aiuto necessario.

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Futuro ancora incerto per gli altri smartphone top di gamma

Il fatto che Gemini Intelligence richieda specifiche caratteristiche hardware potrebbe, in futuro, creare una distinzione molto più netta tra gli smartphone compatibili e quelli che, pur essendo dotati di caratteristiche tecniche di fascia alta, non soddisfano tutti i requisiti richiesti.

Al momento Google non ha ancora confermato ufficialmente il supporto a Gemini Intelligence per Pixel 10 e Pixel 10 Pro, così come per la gamma dei Samsung Galaxy S26. Parliamo comunque di smartphone molto recenti e dotati di hardware di fascia alta che sicuramente rientrerebbero nei requisiti imposti dall’azienda di Mountain View.

Google ha però già spiegato che le nuove funzionalità di Gemini non arriveranno necessariamente tutte insieme e che la distribuzione avverrà a ondate. L’assenza di una conferma per un determinato smartphone, quindi, non equivale ad un’esclusione definitiva, soprattutto nel caso di dispositivi così recenti come gli ultimi top di gamma della serie Galaxy S.