Le conseguenze legate alla crisi delle RAM stanno diventando sempre più evidenti. Ma anche potenzialmente croniche. È quello che emerge dalle ultime rilevazioni dell’International Data Corporation (IDC) che arrivano dopo che all’inizio dell’anno sempre l’IDC aveva previsto per il 2026 un calo del 12,9% delle spedizioni globali di smartphone.

Un calo che, secondo queste stime, sarebbe stato il peggiore mai registrato fino a quel momento. A luglio erano arrivate le prime conferme, con gli smartphone sotto i 400 dollari destinati a un crollo superiore al 22%. La scorsa settimana si era invece parlato dei tagli ai flagship Ultra, con i produttori cinesi costretti a ridimensionare i listini dei top di gamma più costosi da realizzare. Ora arriva l’aggiornamento più pesante di tutti, quello con cui l’IDC rivede nuovamente al ribasso le proprie stime. Il mercato degli smartphone, quindi, sembra essere destinato a cambiare profondamente.

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Le nuove stime per il 2026

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Secondo l’ultimo report del Worldwide Quarterly Mobile Phone Tracker di IDC, le spedizioni globali di smartphone nel 2026 dovrebbero calare del 16,7%, fermandosi poco sopra il miliardo di unità. Si tratta di una revisione sensibile rispetto al 13,9% stimato appena tre mesi fa, e della contrazione annuale più marcata mai registrata nel settore. Il paradosso è che, mentre il numero di dispositivi venduti si riduce, il valore complessivo del mercato continua a crescere. Secondo le stime arriverà a 613 miliardi di dollari, in aumento del 6,3%. Sono i prezzi più alti a compensare i volumi in calo.

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La crescita della crisi delle memorie

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Alla base di questo scenario resta sempre lo stesso fenomeno, ovvero la carenza di memorie NAND e DRAM, i cui costi sarebbero aumentati di oltre il 500% su base annua. Nella seconda metà del 2026, secondo IDC, le spedizioni dovrebbero crollare del 27,2% su base annua. Un dato che conferma quanto la situazione si sia aggravata nel corso del 2026. I produttori, di fronte a un aumento dei costi che sembra destinato a proseguire almeno fino al 2028, starebbero adeguando al rialzo i propri listini. Gli smartphone sotto i 100 dollari, che nel solo 2025 avevano superato quota 173 milioni di unità vendute, rischierebbero di sparire quasi del tutto dal mercato. Con la conseguenza, tra le altre, di rendere l’accesso a questi dispositivi sempre meno facile, soprattutto nei mercati emergenti.

Quanto costerà uno smartphone nel 2026

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Il prezzo medio di vendita globale, secondo le proiezioni più recenti, dovrebbe salire a 581 dollari (circa 500 euro) nel 2026, il 27,6% in più rispetto all’anno precedente e ben oltre i 550 dollari ipotizzati appena un trimestre fa. Francisco Jeronimo, vicepresidente di IDC per i dispositivi client, avrebbe dichiarato che i consumatori starebbero di fatto iniziando a pagare il conto della corsa all’intelligenza artificiale, dal momento che le stesse componenti che alimentano i data center dedicati all’AI sarebbero anche quelle più scarse sul mercato dei device di consumo.

Le fasce premium, secondo IDC, reggerebbero meglio l’urto grazie alla diffusione dei finanziamenti a tasso zero nei mercati più maturi come Stati Uniti e Regno Unito, mentre la fascia bassa, soprattutto nei mercati emergenti, potrebbe arretrare di oltre il 20% quest’anno.

Le differenze tra Android e iOS

Non tutti i produttori subirebbero la crisi allo stesso modo. Secondo IDC, sarebbe Android ad assorbire quasi per intero il calo, con una flessione del 24,3% nel 2026 e una perdita di sette punti percentuali di quota di mercato, penalizzato soprattutto nei segmenti entry-level che i brand più esposti starebbero progressivamente abbandonando. iOS, al contrario, guadagnerebbe quasi quattro punti di quota, arrivando a un record del 23,6%, con spedizioni in calo di appena l’1,3%. Ancora più marcata la crescita di HarmonyOS, che quasi triplicherebbe fino a 51 milioni di unità, sostenuto dalla strategia di prezzo controllata di Huawei sul mercato cinese.

I pieghevoli, unica eccezione alla regola

In un quadro quasi ovunque negativo, l’unico segmento in crescita resterebbe quello degli smartphone pieghevoli. Device che, secondo le stime, dovrebbe salire del 12,6% nel 2026 fino a 22,9 milioni di unità, per poi accelerare ulteriormente nel 2027 fino a circa 27 milioni. Una spinta legata soprattutto all’ingresso di Apple nella categoria, previsto nella seconda parte dell’anno. Secondo Nabila Popal, senior research director di IDC, entro il 2027 il colosso di Cupertino potrebbe arrivare a spedire oltre 17 milioni di iPhone pieghevoli, conquistando circa il 40% del mercato globale dei pieghevoli e generando da solo più di 45 miliardi di dollari di valore.

Le conseguenze

Per il consumatore medio tutto questo si traduce in due possibili conseguenze. Da una parte la scelta (necessità) di tenere più a lungo il dispositivo che si ha, dall’altra spendere di più al momento del rinnovo. Secondo IDC, i prossimi diciotto mesi faranno emergere una forte differenza tra i grandi produttori, come Apple, Samsung e Huawei, che hanno più forza negli accordi con i fornitori, e i marchi più piccoli, soprattutto quelli concentrati sugli smartphone economici, che potrebbero fare molta più fatica. C’è, poi, un’ultima considerazione da fare. Quando la disponibilità di memorie tornerà più stabile, anche se non prima di un paio d’anni, il mercato potrebbe essere molto diverso, più piccolo per numero di smartphone venduti, ma più ricco per valore complessivo.