Gli smartphone Pixel vengono considerati tra i migliori sul mercato quando si tratta di scattare foto. Bastano infatti pochi secondi per ottenere un’immagine ben esposta, anche in condizioni difficili. Eppure, chi osserva con più attenzione il risultato finale ha sempre notato un problema ricorrente, ovvero uno stile fotografico troppo aggressivo, capace di appiattire le immagini e renderle artificiose.

Con l’arrivo della nuova serie Pixel 11, però, Google sembra intenzionata a cambiare rotta introducendo una funzione chiamata Camera Looks, pensata per restituire agli utenti un controllo creativo che finora era rimasto sacrificato in nome della semplicità.

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Il problema sta nell’elaborazione troppo marcata

Quando Google lanciò per la prima volta l’HDR+ sui primi modelli Pixel, si trattò di un salto in avanti enorme rispetto a quanto offerto dalla concorrenza dell’epoca. Non fu la prima tecnologia capace di gestire scatti in HDR, ma di sicuro fu una delle più efficaci. Di fatto, mentre Samsung tendeva verso immagini eccessivamente sature e Sony faticava con i tempi di elaborazione, Google riusciva a combinare più scatti in rapida sequenza per ottenere un risultato equilibrato, anche in presenza di forti controluce.

Con il tempo, però, i concorrenti hanno recuperato terreno e in alcuni casi hanno superato l’approccio di Google. Nel frattempo, la marcata gestione dei toni tipica dei Pixel è rimasta sostanzialmente invariata, portando con sé alcuni svantaggi evidenti come ombre schiarite in modo innaturale, nitidezza calcolata al computer e una texture spesso troppo marcata. Il risultato è uno stile pensato per colpire sui social network, ma che richiede di intervenire manualmente tramite la modalità Pro per ottenere un’immagine più naturale.

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Cos’è Camera Looks e come funziona

Camera Looks nasce proprio per rispondere a questa critica, ormai diffusa da tempo tra gli utenti Pixel. Invece di far passare ogni scatto attraverso un’unica pipeline di elaborazione predefinita, la nuova funzione permette di scegliere e personalizzare diversi stili fotografici direttamente all’interno dell’app fotocamera, come vediamo in questi scatti tratti da Android Authority:

Gli utenti hanno a disposizione diverse opzioni di partenza, incluso lo stile originale che replica l’elaborazione classica dei Pixel. Ogni stile può essere ulteriormente modificato per adattarlo ai gusti personali: chi preferisce immagini ad alto contrasto, con ombre profonde e luci brillanti, può partire da un profilo esistente e personalizzarlo fino a renderlo il proprio standard predefinito per ogni scatto futuro.

Per quanto concerne il suo funzionamento a un livello di maggiore dettaglio, seguendo la strada già percorsa da Apple e Vivo, Google ha scelto di modificare il modo in cui la fotocamera cattura l’immagine in base allo stile selezionato. In pratica, il motore di elaborazione unisce un numero inferiore di fotogrammi durante la cattura HDR, così da preservare ombre più naturali ed evitare quell’effetto piatto che da sempre caratterizza i Pixel. Allo stesso tempo, il sistema riscrive le tabelle di conversione colore a livello del sensore, riproducendo l’estetica di pellicole fotografiche o le preferenze impostate dall’utente.

Tra le opzioni disponibili c’è ad esempio Original, che mantiene l’elaborazione classica, e Natural, che sembra ridurre la nitidezza per un rendering più morbido e naturale. Shadows aumenta il contrasto per ombre più profonde, mentre Vanilla introduce una palette più calda, con una leggera dominante dorata pensata per esaltare i toni caldi.

A questi si aggiungono profili più specifici, ispirati a vere e proprie pellicole fotografiche, come Digi, Black Tie, Minimal, Editorial, Classic e Velvet. I nomi non richiamano direttamente pellicole esistenti, ma i riferimenti sembrano abbastanza chiari a chi conosce il mondo della fotografia analogica, citando da vicino simulazioni molto note nel settore. Insomma, per chi ha sempre desiderato un’estetica più simile a quella delle fotocamere Fuji, questa potrebbe essere l’occasione giusta.

Ogni preset, inoltre, può essere regolato in modo dettagliato, agendo su contrasto, tono e bilanciamento del colore.