Si torna a parlare di misurazione dei livelli di glicemia. Un argomento importante dal punto di vista medico, ma allo stesso tempo controverso dal punto di vista tecnologico. Diversi dispositivi indossabili da tempo propongono sistemi di monitoraggio non invasivo della glicemia ma dal punto di vista strettamente clinico non sono metodi affidabili per la diagnosi. Lo aveva chiarito la Food and Drug Administration, l’agenzia federale degli Stati Uniti che si occupa della regolamentazione e della sicurezza di prodotti alimentari, farmaci, cosmetici e dispositivi medici, ricordando che nessun dispositivo indossabile in commercio è oggi in grado di misurare realmente i livelli della glicemia, dato che smartwatch e anelli intelligenti si limitano a sensori ottici o all’integrazione con dispositivi CGM esterni, senza offrire una misurazione chimica diretta attraverso la pelle. Un possibile passo in avanti arriva da un prototipo sviluppato dagli ingegneri della University of California San Diego, che promette di arrivare alla misurazione chimica diretta attraverso la pelle.

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Come funziona l’anello CHARM

Anello smart CHARM glicemia-1

Il dispositivo, chiamato CHARM (Continuous Health Analyzing Ring Module), pesa appena 5,1 grammi, ha una scheda elettronica delle dimensioni inferiori a quelle di una moneta da un quarto di dollaro statunitense e ha un guscio esterno realizzato in polimero stampato in 3D. Questo anello è in grado di monitorare simultaneamente fino a quattro biomarcatori chimici tra glucosio, chetoni, vitamina C, acido urico, lattato e alcol, tutti rilevati a partire da minime quantità di sudore prelevate dal dito.

A differenza dei sensori ottici già presenti sugli smartwatch, CHARM non richiede che l’utente sudi attivamente per funzionare. All’interno dell’anello si trova un idrogel osmotico trattato con glicole etilenico, capace di generare una pressione superiore a quella naturale della pelle e di richiamare così il fluido verso la superficie in modo passivo e indolore, anche quando la persona è seduta alla scrivania o dorme.

Anello smart CHARM glicemia-2

Lo studio su cui si basa questo prototipo, pubblicato su Nature Communications, è stato condotto su un gruppo di volontari e su una persona con diabete di tipo 1 in scenari quotidiani come pasti ed esercizio fisico. Le letture di glucosio fornite dall’anello hanno seguito da vicino quelle dei monitor continui commerciali (CGM), mentre i valori di chetoni hanno mostrato una forte corrispondenza con i misuratori ematici in commercio.

Il dispositivo ha inoltre rilevato pattern coerenti con l’attività fisiologica (come i picchi glicemici dopo i pasti, l’aumento dei chetoni dopo l’assunzione di bevande chetogeniche, i picchi di lattato durante l’attività fisica e l’effetto di riduzione della glicemia legato al consumo di alcol). I ricercatori hanno sottolineato come gli anelli smart commerciali offrano oggi solo informazioni biofisiche, senza fornire quel livello di dettaglio molecolare in grado di restituire un quadro più approfondito dello stato di salute di una persona. Inoltre la possibilità di monitorare contemporaneamente glucosio e chetoni in tempo reale sarebbe particolarmente utile per ottimizzare il dosaggio dell’insulina nella gestione del diabete.

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Limiti e prospettive

Il prototipo, alimentato da una batteria ricaricabile flessibile agli ossidi di zinco e argento, garantisce fino a 12 ore di autonomia. Un po’ poco per un utilizzo quotidiano continuativo. Va inoltre considerato che le letture del sudore presentano uno scostamento temporale di 15-30 minuti rispetto ai valori nel sangue, dato che il sudore impiega più tempo a riflettere le variazioni chimiche dell’organismo. Si tratta di un test che richiederà ulteriori ricerche prima che una tecnologia di questo tipo possa arrivare sul mercato. Ma è considerato comunque un buon punto di partenza per poter arrivare in futuro a un dispositivo indossabile in grado realmente di misurare i livelli di glicemia nel sangue superando la necessità degli attuali dispositivi che richiedono la puntura del dito per ricavare una goccia di sangue.