In un contesto dominato dalla crisi delle memorie e dai rialzi dei prezzi che fanno impennare i costi di smartphone e ogni tipo di dispositivo tech, ecco che Qualcomm comunica che sta alzando ulteriormente i prezzi dei propri chipset Snapdragon, già tutt’altro che economici, una mossa che rischia di rendere ancora più comuni gli aumenti di prezzo sugli smartphone Android.

Una notizia che arriva proprio a poche ore da un’altra indiscrezione, quella secondo cui Qualcomm starebbe lavorando a una versione economica dello Snapdragon 8 Elite Gen 5, pensata come possibile via d’uscita per i flagship di fascia più accessibile alle prese proprio con questi rincari.

Segui TuttoAndroid su Google Discover

Pubblicità-30%HONOR Magic V6, 16GB+512GB
HiHonor
🎟 Fino 5 omaggi + Coupon -700€: AATG700
1.599€2.299€

Rincari a doppia cifra dal 1° settembre

Secondo quanto riportato da Bloomberg, Qualcomm ha informato i propri clienti, molti dei quali produttori di smartphone Android, che intende applicare aumenti di prezzo sui chip Snapdragon a partire da tutte le spedizioni successive al 1° settembre. La motivazione fornita è che Qualcomm ha “esaurito la propria capacità di assorbire i costi più elevati provenienti dai fornitori“.

I dettagli precisi non sono ancora chiari, ma i prezzi potrebbero aumentare di percentuali “a doppia cifra”. Anche se si trattasse di un aumento minimo del 10%, sarebbe comunque un duro colpo per budget già estremamente compressi nella costruzione dei dispositivi Android, in un momento in cui i produttori stanno già faticando a mantenere invariati i listini di fronte al rincaro delle memorie RAM e NAND.

Anche i chip risentono della crisi

Se i costi delle memorie restano il modo principale in cui l’elettronica di consumo viene colpita dalla carenza di componenti, anche i semiconduttori non ne escono indenni. Tutto si riconduce, in ultima analisi, all’industria dell’intelligenza artificiale, che sta costruendo data center e altre infrastrutture a un ritmo serratissimo, mettendo sotto pressione ogni fase della catena produttiva dei componenti, dalla capacità delle fonderie fino alla disponibilità di materie prime specifiche.

La ragione esatta dietro l’aumento di prezzo di Qualcomm non è stata dettagliata nel merito, ma l’azienda ha comunque specificato di aver “tentato di assicurarsi componenti alternativi da nuove fonti“, segno che il problema non riguarda un singolo fornitore ma l’intera filiera dei semiconduttori.

Un aumento che arriva dopo anni di rincari già consistenti

Va detto, per dovere di cronaca, che i prezzi Qualcomm sono in aumento ormai da diversi anni. I più attenti di voi ricorderanno che quello che sarebbe poi diventato lo Snapdragon 8 Elite era stato accompagnato, all’epoca del lancio, da un aumento memorabile, secondo alcune stime pari a circa il 30% rispetto alla generazione precedente.

Un trend che, secondo diverse indiscrezioni circolate lo scorso maggio, potrebbe proseguire ulteriormente con il prossimo Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro, il cui costo per singola unità potrebbe superare per la prima volta i 300 dollari, ben oltre i circa 220 dollari già richiesti per l’attuale Snapdragon 8 Elite e i 120-130 dollari del vecchio Snapdragon 8 Gen 1.

Secondo queste stesse indiscrezioni, Qualcomm starebbe pensando a una strategia a doppio binario per la prossima generazione, con una variante Pro riservata ai flagship più esclusivi e una versione standard, meno costosa, destinata al resto della fascia alta.

Proprio per arginare l’impatto di questi rincari sui flagship più economici, circola voce che Qualcomm stia lavorando a una variante più accessibile dell’attuale Snapdragon 8 Elite Gen 5, pensata come una sorta di ancora di salvezza per i modelli flagship di fascia più contenuta, che altrimenti rischierebbero di ritrovarsi con prezzi finali sempre meno sostenibili per i consumatori.

Resta comunque da capire quanto i singoli produttori decideranno di assorbire questi aumenti riducendo i propri margini, e quanto invece finirà per riversarsi direttamente sul prezzo di vendita al pubblico dei prossimi smartphone Android.

Il 2026, del resto, si sta rivelando un anno particolarmente difficile per chi produce smartphone, stretto tra il rincaro delle memorie e ora anche quello dei chip di elaborazione. Difficile pensare che i produttori possano continuare ad assorbire tutti questi aumenti senza ripercuotersi, prima o poi, sul prezzo finale pagato da noi consumatori, specialmente sui modelli di fascia alta dove Snapdragon resta lo standard di riferimento quasi indiscusso.