Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i segnali di un cambiamento profondo all’interno del gruppo OPPO, la holding che controlla i brand OPPO, OnePlus e realme. L’ultima notizia in ordine di tempo riguarda le dimissioni del CEO di realme India, Michael Guo, un episodio che a prima vista potrebbe sembrare una semplice questione personale, ma che secondo alcune fonti si inserisce in un disegno molto più ampio, la possibile fusione operativa tra OnePlus e realme sotto l’ombrello di OPPO.

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Le dimissioni di Michael Guo

Guo ha lasciato il suo incarico ufficialmente per motivi di salute. Tuttavia, una ricostruzione del sito Moneycontrol, basata su fonti vicine alla vicenda societaria, racconta una versione diversa, ovvero il fatto che l’uscita di Guo avverrebbe nel mezzo di una riorganizzazione interna molto ampia, pensata per integrare il marchio realme con OnePlus all’interno della struttura societaria di OPPO, almeno per quanto riguarda il mercato indiano. Lo stesso Guo, secondo questa fonte, seguiva in modo informale anche le attività di OnePlus in India, un dettaglio che rafforza l’idea di una gestione sempre più condivisa tra i due brand.

Un portavoce di realme India ha confermato l’addio di Guo, parlando di motivi di salute e ringraziandolo per il lavoro svolto durante il suo mandato, compreso quello relativo al mercato indiano. Al suo posto arriva Chase Xu, vicepresidente di realme a livello globale, che si occuperà ora anche della supervisione del mercato indiano. L’azienda ha voluto sottolineare che il proprio impegno verso l’India resta forte e che la crescita nel lungo periodo continua a essere una priorità.

Cosa potrebbe cambiare per OnePlus

Il punto più delicato riguarda però il futuro di OnePlus come marchio indipendente. Secondo la ricostruzione citata, i piani a lungo termine di OPPO prevedrebbero di riunire OPPO, realme e OnePlus in un’unica struttura operativa, trattandoli non più come tre marchi distinti e autonomi, ma come tre linee di prodotto diverse all’interno di una sola organizzazione.

Va detto che queste informazioni riguardano per ora soprattutto il contesto indiano, e non è chiaro se un’eventuale fusione si estenderebbe anche agli Stati Uniti o ad altri mercati internazionali. Il leaker Yogesh Brar ha comunque rincarato la dose sui social, facendo notare che OnePlus al momento risulta davvero attivo solo in India e in Cina, e lasciando intendere che ulteriori novità, probabilmente più rilevanti, arriveranno il mese prossimo.

Peraltro, questa non è certo la prima scossa che colpisce OnePlus in India. Solo qualche mese fa il CEO locale, Robin Liu, si era dimesso in modo improvviso, poco dopo aver smentito pubblicamente le voci su una possibile chiusura dell’azienda nel paese. Da allora OnePlus ha eliminato del tutto i propri negozi fisici in India, trasformandosi in un marchio venduto esclusivamente online, e ha lanciato modelli pensati per la fascia economica come il Nord 6, seguito poi dal Nord CE6 5G e dal Nord CE6 Lite 5G. Si parla inoltre di un nuovo modello, l’N6, attualmente in lavorazione.

Difficoltà anche in Europa e Nord America

I segnali di contrazione non riguardano poi solo l’India. In Europa, OnePlus ha visto un vero e proprio svuotamento dei team locali, con gran parte dello staff che si occupava di comunicazione e gestione per il Regno Unito e per l’Unione Europea che ha lasciato l’azienda nell’arco di poche settimane. I canali social europei del marchio sono fermi da mesi, anche se ufficialmente l’azienda continua a dichiarare di essere semplicemente in fase di “valutazione della propria strategia regionale”.

Negli Stati Uniti la situazione appare meno estrema, ma comunque in evoluzione. Il sito americano di OnePlus resta attivo, sebbene con un catalogo di prodotti piuttosto limitato. All’inizio dell’anno l’azienda aveva assicurato che le operazioni nordamericane continuavano normalmente e che il supporto ai clienti restava pienamente garantito. Più di recente, però, le unità dimostrative dei modelli OnePlus 15 e 15R sono state rimosse dagli scaffali dei negozi Best Buy, e l’azienda non ha ancora risposto alle richieste di chiarimento su questo punto.

Al momento restano più le domande che le risposte. Non è chiaro se la fusione tra OnePlus e realme resterà confinata al mercato indiano o se rappresenti l’inizio di una strategia globale più ampia da parte di OPPO. Quel che è certo è che, mese dopo mese, i segnali di un progressivo ridimensionamento dell’identità indipendente di OnePlus si fanno sempre più numerosi, e le prossime settimane potrebbero portare ulteriori chiarimenti su quale direzione prenderà davvero il marchio.