All’inizio di quest’anno, diversi possessori di smartphone Google Pixel si sono ritrovati con un dispositivo inutilizzabile dopo aver installato l’aggiornamento software di marzo. Il problema, noto come bootloop, consiste in un ciclo infinito di riavvii che impedisce al telefono di completare correttamente l’avvio. Lo schermo si blocca sul logo della G di Google, oppure il dispositivo si riavvia immediatamente dopo l’inserimento del PIN, senza mai raggiungere la schermata principale.
Ciò che ha reso la vicenda particolarmente complessa da gestire per Google è stata la natura disomogenea del problema. Le segnalazioni degli utenti raccontavano esperienze diverse tra loro, con alcuni telefoni che si bloccavano completamente nella fase iniziale di boot, e altri che riuscivano ad avanzare abbastanza da offrire l’opzione di ripristino alle impostazioni di fabbrica. Quest’ultima soluzione, tuttavia, comporta la perdita totale dei dati personali ed è dunque un rimedio tutt’altro che accettabile per la maggior parte degli utenti.
Il fatto che il bug si manifestasse in modi differenti ha complicato enormemente la ricerca di una soluzione universale, costringendo Google a un’indagine lunga e articolata.
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Mesi di attesa e una risposta che tarda ad arrivare
Dalla comparsa dei primi casi segnalati, è trascorso un tempo considerevole prima che Google si pronunciasse in modo ufficiale e concreto. Nel frattempo, gli utenti colpiti hanno dovuto fare i conti con smartphone inutilizzabili, spesso rimasti in un cassetto in attesa di notizie. Alcuni fix erano stati anticipati nei mesi scorsi, ma senza che si arrivasse a una soluzione definitiva e accessibile a tutti.
Solo di recente un dipendente di Google ha pubblicato un aggiornamento nel thread di supporto ufficiale dedicato al problema, ringraziando gli utenti per la pazienza e confermando che il bug interessa chi ha installato gli aggiornamenti di marzo, aprile o maggio. La comunicazione chiarisce che esistono ora delle indicazioni aggiornate, ma che il percorso di risoluzione varia a seconda dello stato specifico in cui si trova ciascun dispositivo.
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La soluzione è contattare il supporto di persona
La novità di maggiore sostanza è che Google non ha pubblicato una guida step-by-step valida per tutti, ma ha scelto un approccio personalizzato. Gli utenti che si trovano ancora con un Pixel bloccato sono invitati a contattare direttamente il Pixel Customer Support tramite la pagina ufficiale di assistenza, specificando il problema riscontrato – ad esempio, indicando esplicitamente che si tratta di un riavvio continuo seguito all’installazione di un aggiornamento recente. In questo modo, il team di supporto potrà indirizzare ogni caso verso la soluzione più adeguata.
L’approccio riflette probabilmente la complessità tecnica della situazione. Non esiste infatti un’unica causa, né un’unica cura. Le variabili in gioco rendono insomma necessaria una valutazione caso per caso.

