Il codec video AV1 è in circolazione dal 2018 e offre un’efficienza migliore e una qualità superiore rispetto ai suoi predecessori. Piattaforme come YouTube e Netflix supportano la riproduzione in AV1, mentre i Pixel 10 sono stati i primi smartphone a permettere la registrazione di video in questo formato.

Ora però un successore è ufficiale e ha appena raggiunto una tappa importante nel suo percorso verso l’adozione commerciale.

L’Alliance for Open Media ha recentemente rilasciato le specifiche definitive del codec AV2, avvicinandolo concretamente all’implementazione nei dispositivi e nelle piattaforme di streaming. Questa è una notizia uscita in sordina, ma che potrebbe avere ripercussioni significative per chiunque guardi tanti video su smartphone, tablet o qualsiasi altro dispositivo connesso, dunque milioni di persone.

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Le migliorie rispetto ad AV1

Le affermazioni riguardo all’efficienza di AV2 rispetto ad AV1 variano leggermente a seconda delle metriche utilizzate, ma tutte puntano nella stessa direzione: un miglioramento sostanziale. L’Alliance for Open Media ha indicato guadagni del 28,6% e del 32,6% in due metriche separate durante i test condotti lo scorso anno. Nel frattempo, Jean-Baptiste Kempf, project lead di VLC, suggerisce guadagni di circa il 25%, con incrementi maggiori osservati in alcuni test specifici.

In parole povere, questo significa che chi guarda video in streaming su un dispositivo compatibile con AV2 potrà aspettarsi la stessa qualità video con un consumo di banda inferiore del 25-32% rispetto ad AV1. In alternativa, a parità di banda, la qualità video sarà significativamente superiore; insomma, buone notizie per chi ha dei piani internet limitati.

Non è tutto rose e fiori, però, infatti Kempf riporta che la riproduzione di AV2 è circa cinque volte più complessa rispetto ad AV1 dal punto di vista computazionale. In pratica, questo significa che il software in esecuzione sull’hardware attuale faticherà a decodificare AV2 in tempo reale senza ottimizzazioni accurate e specifiche per l’architettura.

Per affrontare questa sfida, Kempf e il suo team stanno lavorando a dav2d, un decoder AV2 basato su software che succede al decoder dav1d per AV1, attualmente utilizzato in VLC, Windows, Android e numerose altre piattaforme; il tutto servirà per assicurarsi che la transizione al nuovo codec avvenga in modo fluido.

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Per l’adozione di massa servirà pazienza

Come per ogni nuovo standard, potrebbe volerci del tempo prima che tutte le principali piattaforme e i produttori hardware adottino AV2. La storia di AV1 è istruttiva in questo senso poiché, i più esperti di voi ricorderanno, venne lanciato nel 2018, è stato adottato tentativamente da YouTube lo stesso anno, mentre Netflix lo ha implementato solo nel 2020.

Sul fronte hardware, il MediaTek Dimensity 1000 del 2019 è stato il primo chip per smartphone a supportare la decodifica hardware di AV1. Lo Snapdragon 8 Gen 2 del 2022 è stato invece il primo chip Qualcomm con questa capacità.

Il dettaglio curioso è che ci è voluto fino al lancio dei Pixel 10 per vedere i primi smartphone con capacità di codifica AV1, permettendo agli utenti di catturare video in questo formato. Ma non abbiamo ancora visto altri telefoni con questa funzionalità. Il Samsung Galaxy S26 Ultra e il vivo X300 Ultra hanno invece adottato il codec APV, che a differenza di AV1 si concentra sulla cattura video di livello professionale piuttosto che sulla riduzione delle dimensioni dei file.

In ogni caso, il fatto che AV2 sia un passo più vicino alla realtà commerciale è una buona notizia. Resta da sperare che i produttori di smartphone lo adottino anche per la cattura video, dato che rappresenta un modo efficace per risparmiare spazio di archiviazione sui dispositivi e garantire un’esperienza generale migliore.