L’intelligenza artificiale prende, letteralmente, sempre più forma. Non solo per il lancio di nuove funzionalità e modelli più avanzati, ma anche per la possibilità di creare una replica digitale di sé stessi. Quello che era stato anticipato all’inizio dell’anno con la relativa procedura di configurazione è ora realtà. Google ha infatti avviato il rilascio della funzione Avatar di Gemini, che consente agli abbonati a pagamento di generare una replica digitale di sé stessi, completa di volto e voce, da utilizzare nei video creati dall’AI.
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Come funziona Gemini Avatar
Easily add yourself to your video creations in Gemini.
Here’s how to create your own digital avatar that looks and sounds like you with Gemini Omni. 🧵
— Google Gemini (@GeminiApp) June 1, 2026
La configurazione dell’Avatar (che richiede pochi minuti) avviene direttamente nell’app Gemini, alla voce Impostazioni. Il processo guidato richiede di inquadrare il proprio volto con la fotocamera frontale, muovere lentamente la testa secondo le indicazioni a schermo e leggere ad alta voce una sequenza di numeri casuali. In questo modo il modello acquisisce sia la struttura facciale sia le caratteristiche vocali dell’utente.
Una volta completata la configurazione, il clone digitale è richiamabile direttamente nelle conversazioni con Gemini tramite comandi come @me o il proprio nome utente. Da quel momento è possibile generare video in cui si appare come protagonisti senza aver mai effettivamente registrato nulla.
Il modello Omni e i vincoli di sicurezza
La tecnologia alla base della funzione è il nuovo modello Omni di Google, sviluppato da Google DeepMind e specializzato nella generazione video ad alta fedeltà. Il risultato è particolarmente realistico da poter ingannare persone che non conoscono bene quella persona. I movimenti facciali e il tono della voce riprodotti dal sistema appaiono molto fedeli e convincenti.
Google è consapevole dei rischi di questa funzionalità, motivo per cui ha aggiunto alcune misure di sicurezza. L’accesso alla creazione dell’Avatar è riservato ai maggiorenni e richiede la presenza fisica del titolare dell’account durante la configurazione, per evitare che qualcuno possa creare un clone di un’altra persona. Ogni video generato con il sistema include inoltre un watermark invisibile tramite la tecnologia SynthID, che permette di verificarne l’origine artificiale attraverso Chrome o gli strumenti di ricerca di Google.
La funzione è al momento riservata agli abbonati al piano Google AI. Sebbene il rollout sia già iniziato, non è ancora disponibile su tutti i dispositivi. Come indicato nella pagina di supporto ufficiale di Google, gli Avatar non sono attualmente disponibili nei Paesi dello Spazio Economico Europeo, in Svizzera e nel Regno Unito. Per il momento la funzione supporta inoltre soltanto la lingua inglese.

