I ricercatori di Human Security hanno scoperto una massiccia campagna di frode pubblicitaria su Android denominata “Trapdoor” che ha coinvolto 455 applicazioni apparentemente innocue distribuite attraverso il Google Play Store.
Queste app, mascherate da utility come lettori PDF e strumenti simili, generavano segretamente traffico pubblicitario falso, permettendo agli attaccanti di guadagnare milioni di dollari in modo fraudolento. Facciamo chiarezza scendendo nel dettaglio del suo funzionamento e su come difendersi da questi pericoli.
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Le app coinvolte funzionavano esattamente come promesso, senza nulla che potesse insospettire l’utente durante l’utilizzo normale ma il problema emergeva poco dopo l’installazione, quando queste applicazioni mostravano una finestra pop-up che richiedeva un aggiornamento.
Quell’aggiornamento, naturalmente, era fasullo e innescava il download di un’applicazione completamente diversa.
L’app nascosta faceva di tutto per rimanere invisibile: lanciava WebView invisibili, caricava domini HTML5 sotto il controllo degli attaccanti e richiedeva pubblicità. Questi annunci non venivano mai visualizzati da nessuno, ma gli aggressori sottraevano denaro agli inserzionisti e alle aziende che utilizzavano le reti pubblicitarie per promuovere i propri prodotti e servizi.
Secondo il report del team Satori di Human Security, la campagna Trapdoor utilizzava 183 domini di comando e controllo e generava 659 milioni di richieste di offerta al giorno. Questo significa che gli inserzionisti facevano offerte su 659 milioni di opportunità pubblicitarie false quotidianamente. Le app utilizzate per questa truffa sono state scaricate complessivamente più di 24 milioni di volte.
Google ha rimosso le app dopo la segnalazione
Google ha prontamente rimosso le applicazioni dal Play Store dopo essere stata informata dal team Satori. È comunque disponibile una lista completa delle app coinvolte per chi volesse verificare di non averne installata qualcuna. In tal caso, il consiglio è quello di disinstallarle il prima possibile.
“Trapdoor è un promemoria che le minacce all’ecosistema della pubblicità digitale non rientrano ordinatamente in singole categorie“, ha dichiarato Human Security, aggiungendo:
“Fondendo la distribuzione di malvertising con la monetizzazione nascosta della frode pubblicitaria, Trapdoor crea una pipeline in cui ogni fase alimenta la successiva: il malvertising guida le installazioni di app secondarie, quelle app generano ricavi pubblicitari fraudolenti, e quei ricavi possono finanziare ulteriori campagne di malvertising”.
Come difendersi dai malware e da minacce simili
Insomma, qui ci troviamo di fronte a un circolo vizioso che dimostra ancora una volta come anche il Play Store, nonostante i controlli di sicurezza, possa essere sfruttato per distribuire applicazioni malevole su larga scala.
Dunque, come abbiamo appurato in diversi casi, non sempre affidarsi agli store ufficiali come Google Play Store e App Store può mettere al 100% al riparo da malware e da altre minacce informatiche. Occorre quindi fare sempre un po’ di attenzione a cosa andiamo a installare sui nostri smartphone (Android e iOS) e ai permessi richiesti.
Il consiglio, quindi, resta sempre lo stesso: evitare sempre di installare applicazioni provenienti da fonti non affidabili e controllare con attenzione le autorizzazioni richieste dal software una volta installato, soprattutto quando riguardano l’accessibilità. Altra azione importante da tenere bene a mente è quella di mantenere sempre attivo Google Play Protect e aggiornare regolarmente il sistema operativo con le patch di sicurezza.
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