Al Google I/O 2026, Google ha alzato il velo su una delle categorie di prodotto più attese degli ultimi anni: gli occhiali intelligenti, o intelligent eyewear, pronti a portare l’assistente Gemini direttamente sul naso senza che dobbiate mai tirare fuori il telefono dalla tasca. E la buona notizia è che non si tratta di un progetto lontano: i primi modelli arriveranno già nel corso di questo autunno.

La piattaforma su cui tutto si basa è Android XR, sviluppata in collaborazione con Samsung e Qualcomm, e prevede due distinte tipologie di prodotto. Da un lato gli audio glasses, occhiali senza display che utilizzano fotocamere, microfoni e altoparlanti integrati per interagire con Gemini in modalità completamente hands-free il diretto concorrente dei Meta Ray-Ban smart glasses. Dall’altro, in arrivo in un secondo momento, ci saranno i display glasses, con un’ottica trasparente capace di mostrare navigazione, sottotitoli di traduzione in tempo reale e notifiche. Per ora, però, è sui primi che si concentra tutta l’attenzione.

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Design e brand: Gentle Monster, Warby Parker e (in futuro) Gucci

Un paio di occhiali intelligenti può essere tecnologicamente perfetto, ma se non li volete indossare tutto il giorno, la partita è già persa. Google lo sa bene, e per questo ha scelto di collaborare con marchi dal forte appeal estetico: Gentle Monster, noto per la sua estetica dirompente e ricercata, e Warby Parker, che porta invece un approccio più classico e senza tempo. Entrambi i brand hanno già attivato pagine dedicate sui loro siti web dove potete iscrivervi per ricevere aggiornamenti prima del lancio ufficiale.

Non è solo una questione di stile: la scelta dei partner fa parte di una strategia precisa. La collaborazione con Warby Parker, ad esempio, prevede un investimento iniziale di 75 milioni di dollari da parte di Google per coprire i costi di sviluppo e commercializzazione, con ulteriori 75 milioni e una quota azionaria nel brand in caso di raggiungimento di determinati obiettivi. Un impegno economico che dice molto su quanto Google creda in questo progetto. E il futuro potrebbe riservare ulteriori sorprese: anche Gucci, tramite la casa madre Kering, ha già confermato di essere al lavoro su occhiali Android XR, con un lancio previsto per il 2027.

Sul fronte hardware, le indiscrezioni parlano di un chip Qualcomm Snapdragon AR1, una batteria da 155 mAh, una fotocamera Sony IMX681 da 12 MP, Wi-Fi e Bluetooth 5.3, speaker direzionali, lenti fotocromatiche e un peso complessivo di circa 50 grammi dettagli che Google e Samsung non hanno ancora confermato ufficialmente, avendo scelto di puntare i riflettori soprattutto sull’esperienza d’uso e sul design.

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Cosa sanno fare questi occhiali

Per attivare Gemini è sufficiente toccare il lato della montatura oppure pronunciare “Hey Google“. Da lì, le possibilità si moltiplicano. Potete puntare lo sguardo su un ristorante e chiedere immediatamente recensioni e orari, oppure guardare un cartello di parcheggio confuso e ricevere una spiegazione chiara in pochi secondi la funzione “chiedi ciò che vedi” è probabilmente una delle più intuitive e utili per l’uso quotidiano.

La navigazione turn-by-turn funziona tenendo conto non solo della posizione, ma anche della direzione in cui si sta guardando, così le indicazioni risultano naturali e contestuali potete anche chiedere a Gemini di aggiungere una tappa o trovare un bar nelle vicinanze lungo il percorso. Allo stesso modo, potete gestire chiamate, inviare messaggi e farvi riassumere le notifiche perse, tutto senza mai sfilare lo smartphone dalla tasca.

Particolarmente interessante la funzione di traduzione in tempo reale: gli occhiali possono tradurre sia testi nel campo visivo menu, insegne, cartelli sia discorsi, con un audio progettato per riprodurre tono e timbro della voce originale, una caratteristica già mostrata da Google al MWC all’inizio di quest’anno. E poi c’è la parte creativa: con un singolo comando potete scattare una foto e, tramite Nano Banana, rimuovere elementi di sfondo indesiderati o trasformare l’immagine in modo giocoso provate a dire “Hey Google, scatta una foto e metti a tutti un cappello buffo”.

Gemini è anche in grado di gestire attività in più passaggi in background: può, ad esempio, preparare il vostro ordine su DoorDash mentre voi continuate a camminare, lasciandovi solo la conferma finale. Gli occhiali si integrano poi con app di terze parti come Uber e Mondly, e sono compatibili sia con smartphone Android che con iPhone una scelta che amplia notevolmente il potenziale pubblico.

Sul fronte dei prezzi, ancora nessuna cifra ufficiale, ma se Warby Parker dovesse mantenere la sua fascia abituale, ci si potrebbe aspettare qualcosa tra i 180 e i 360 euro, un posizionamento che risulterebbe competitivo rispetto agli attuali Meta Ray-Ban.