A poco più di un anno dal grande aggiornamento di Find Hub (precedentemente noto come Trova il mio dispositivo), Google sembra pronta a fare un ulteriore passo avanti nel campo della condivisione della posizione. Dopo aver esteso il servizio anche alla ricerca delle persone (e non più soltanto ai dispositivi), emergono ora nuovi indizi su una funzionalità inedita chiamata Ricerca persone, che potrebbe portare su Android un’esperienza molto simile a quella già vista nel mondo Apple.
Al momento non si tratta ancora di una funzione ufficiale, ma le tracce individuate all’interno della versione beta 26.20.30 dei Google Play Services suggeriscono che qualcosa si stia muovendo, e anche piuttosto concretamente.
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Google Find Hub potrebbe ricevere una modalità per trovare gli amici nelle vicinanze
Le stringhe emerse dall’analisi del codice fanno riferimento a notifiche come “Your friend is nearby and searching for you” (il tuo amico è nelle vicinanze e ti sta cercando), lasciando intendere che questa nuova modalità Ricerca persone si attiverebbe proprio quando due utenti si trovano a breve distanza uno dall’altro.
Si tratta di un dettaglio tutt’altro che secondario, mentre l’attuale condivisione della posizione (ad esempio tramite Google Maps) si limita a mostrare un punto sulla mappa, qui si parla esplicitamente di prossimità e, molto probabilmente, di un sistema di guida direzionale; ed è qui che il collegamento con Apple viene piuttosto spontaneo.

Chi utilizza un iPhone conoscerà bene la funzione Precision finding, integrata nell’app Dov’è: oltre alla semplice posizione sulla mappa, il sistema è in grado di indicare direzione e distanza dell’oggetto (o della persona) da trovare, guidando l’utente passo dopo passo.
Ebbene, la nuova Ricerca persone di Google potrebbe muoversi proprio in questa direzione, andando di fatto a colmare un gap che fino a oggi ha separato Android dall’ecosistema Apple sotto questo specifico aspetto.
Ovviamente, come spesso accade in questi casi, ci sono ancora diversi interrogativi aperti; il principale riguarda la tecnologia utilizzata per rendere possibile questa localizzazione di precisione.
Le ipotesi sul tavolo sono essenzialmente due:
- Bluetooth, più diffuso e compatibile con un’ampia gamma di dispositivi, ma meno preciso
- UWB (Ultra Wideband), decisamente più accurato ma ancora limitato a smartphone di fascia alta
Alcuni riferimenti nel codice, come ranging e precision-finding, sembrano suggerire un possibile coinvolgimento dell’UWB, tecnologia già utilizzata da Apple per le sue funzioni più avanzate. Tuttavia, non è ancora chiaro se sarà un requisito obbligatorio o semplicemente un’opzione per migliorare la precisione.
Questo, ovviamente, farà tutta la differenza in termini di diffusione della funzionalità: se limitata all’UWB, potrebbe restare confinata a pochi dispositivi; se invece compatibile anche con Bluetooth, potrebbe arrivare su una platea molto più ampia.
Nel complesso, la nuova modalità Ricerca persone sembra avere tutte le carte in regola per rappresentare un’evoluzione significativa per l’ecosistema Android, soprattutto per chi utilizza frequentemente la condivisione della posizione con amici a familiari.
Detto ciò, è bene mantenere un minimo di cautela, al momento ci troviamo ancora davanti a indizi emersi dal codice, e non è dunque chiaro quando, e soprattutto in quale forma, questa funzionalità verrà effettivamente rilasciata.
Gli utenti dovranno quindi pazientare ancora un po’ prima di capire se Google riuscirà davvero a portare su Android un sistema di localizzazione di precisione paragonabile a quello di Apple, oppure se si tratterà di una soluzione più limitata.
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