Negli ultimi mesi più volte ci è capitato di parlare delle difficoltà che i vari produttori di smartphone stanno riscontrando nel reperimento dei moduli di memoria e dei processori, componenti che a causa dell’esplosione del settore dell’intelligenza artificiale stanno divenendo sempre più costose.
Da tale problematica non è certamente esente Samsung anche se il colosso coreano non si limita a produrre soltanto dispositivi mobile ma anche processori e moduli di memoria e grazie a tale business nell’ultimo trimestre ha fatto registrare ricavi record (i suoi chip hanno generato un aumento di 49 volte dei ricavi).
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Samsung e il business delle memorie
Il colosso coreano ha anche reso noto che, secondo le sue previsioni, nel corso del prossimo anno si assisterà ad un notevole peggioramento per quanto riguarda l’offerta di moduli di memoria, ciò in quanto nuove aziende investiranno nell’intelligenza artificiale, generando un aumento dei prezzi di questa fondamentale componente.
Samsung ha inoltre dichiarato di aver firmato contratti vincolanti pluriennali con clienti che desiderano avere le forniture di memoria assicurate, senza tuttavia rivelare la loro identità o i termini di tali accordi.
A dire del colosso coreano, l’attuale offerta è di gran lunga inferiore alla domanda e, sulla base di quella che è la domanda registrata ad oggi per il 2027, il divario tra domanda e offerta è destinato ad ampliarsi ancora di più rispetto al 2026. E così, se il continuo sviluppo delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale si tradurrà in una crescita sostenuta della domanda, l’offerta continuerà a rimanere limitata, essendo necessario del tempo per la costruzione di nuovi impianti di produzione.
In sostanza, chi si augurava che il problema del reperimento delle memorie e del conseguente aumento dei costi di tale componente fosse vicino alla fine pare che sia destinato a rassegnarsi.
