Negli ultimi anni si è parlato spesso della diffusione dei social e del loro impatto sulla salute mentale dei più giovani. Studiosi e adulti guardano a piattaforme come TikTok Instagram con toni sempre preoccupanti ma, andando a guardare direttamente alla voce dei protagonisti, ossia gli adolescenti, il quadro che emerge è completamente diverso.

Un nuovo report pubblicato dal Pew Research Center ha analizzato le abitudini di adolescenti e teeneger, mettendo insieme le loro percezioni sui social media e le varie criticità riscontrate utilizzando piattaforme come TikTokInstagram Snapchat. Secondo i dati, la stragrande maggioranza dei ragazzi utilizza queste app soprattutto per svagarsi, soprattutto nel caso di TikTok che resta la piattaforma più utilizzata per passare il tempo libero.

Accanto a questo, però, rimane di grande importanza uno degli aspetti principali per cui sono nati i social media, ossia le relazioni sociali. Mantenere i contatti con amici e familiari e trovare persone con interessi simili ai propri continua a essere una parte importante dell’esperienza social, soprattutto su Snapchat, che resta la piattaforma più utilizzata per lo scambio di messaggi diretti.

Il report analizza anche il modo in cui l’esperienza si diversifica in base alla piattaforma utilizzata. Se Snapchat rimane il social preferito per le connessioni più “intime”, TikTok è la piattaforma di riferimento per guardare recensioni di prodotti e per informarsi su cosa accade nel mondo. Instagram segue più o meno la stessa strada ed è la piattaforma più utilizzata anche per seguire i personaggi pubblici.

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Gli adolescenti non reputano negativi i social media

Uno degli aspetti più discussi negli ultimi anni e principale fonte di studio di questo report rimane però la salute mentale. La maggior parte degli adolescenti intervistati sostiene che i social non abbiano un impatto significativo su come si sentono. Circa sei su dieci dichiarano che ciò che vedono online non influisce sulla propria autostima e, quando i contenuti visualizzati provocano una reazione, tende più spesso a essere positiva che negativa. Circa il 15% degli utilizzatori di TikTok, per esempio, afferma di sentirsi meglio usando l’app, mentre solo il 3% afferma di sentirsi peggio.

Questa percezione è in netto contrasto con ciò che affermano gli adulti. Molti genitori continuano a vedere i social come un potenziale rischio per il benessere psicologico dei figli, anche se il report afferma tutt’altro. Lo studio in analisi mostra quanto l’esperienza diretta degli adolescenti e i pareri esterni dei genitori possano portare a conclusioni molto diverse.

Questo non significa, però, che l’uso dei social apporti soltanto benefici alla vita dei più piccoli. Anche tra gli adolescenti sono state segnalate delle criticità, come nel caso di TikTok che viene sempre più associato ad effetti negativi su sonno e produttività. Il tempo trascorso su app di questo tipo può diventare difficile da gestire, al punto che sempre più utenti ammettono di passarci “troppo tempo”. La maggior parte degli intervistati, però, ritiene comunque di avere un equilibro adeguato tra tempo passato online e vita reale.

Altro tema importante è infine quello delle molestie. Circa tre quarti dei ragazzi intervistati ritiene che il bullismo sia un problema reale e altamente diffuso tra i loro coetanei, anche se le esperienze dirette sono meno comuni. In questo campo la piattaforma più menzionata è Snapchat: una percentuale significativa di adolescenti ha dichiarato di aver subìto almeno un episodio tra insulti, diffusione di voci infondate o minacce.

Nel complesso, però, il quadro che emerge dall’analisi è prevalentemente positivo. La maggior parte degli adolescenti parla di un uso soddisfacente delle piattaforme social, spesso utilizzate per svago e relazioni personali. Allo stesso tempo non mancano però segnali che invitano a non abbassare la guardia, soprattutto quando si parla di tempo trascorso online, qualità del sonno e casi di bullismo. Non è un caso che in alcuni Paesi, come Grecia o Austria, si stia iniziando a discutere l’introduzione di normative più restrittive sull’accesso dei minori alle piattaforme, segno che il dibattito tra rischi e benefici è ancora aperto.