Sviluppare app per Android con l’aiuto dell’intelligenza artificiale è diventata un’abitudine sempre più comune tra i programmatori, e Google ha deciso di fare ordine in questo settore pubblicando una classifica ufficiale dei modelli più efficaci per questo scopo.

Chiamata Android Bench, la classifica è stata aggiornata per la prima volta dall’uscita iniziale, avvenuta a marzo 2026.

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Cos’è Android Bench e perché Google l’ha creata

Android Bench è uno strumento creato da Google per misurare le prestazioni dei principali modelli di intelligenza artificiale quando vengono utilizzati nello sviluppo di app Android.

La valutazione è molto specifica e non si limita a test generici. I modelli vengono infatti misurati su competenze molto tecniche, come la capacità di lavorare con Jetpack Compose per la costruzione delle interfacce grafiche, con Coroutines e Flows per la gestione delle operazioni asincrone, con Room per la persistenza dei dati e con Hilt per la dependency injection.

In sostanza, uno studio dettagliato per capire quanto un modello sia davvero utile nella pratica quotidiana di chi costruisce app per il sistema operativo di Google, con l’obiettivo dichiarato di aiutare gli sviluppatori a essere più produttivi e, di conseguenza, a realizzare applicazioni di qualità superiore per l’ecosistema Android.

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Le novità del primo aggiornamento

Con questo primo aggiornamento della classifica, Google ha introdotto due nuovi modelli firmati OpenAI: GPT 5.4 e GPT 5.3 Codex. Come forse era lecito attendersi, entrambi entrano direttamente nelle posizioni alte della lista, con il primo che raggiunge addirittura il vertice assoluto.

GPT 5.4 ottiene infatti un punteggio del 72,4%, identico a quello di Gemini 3.1 Pro Preview, il modello di punta di Google. I due si trovano quindi in perfetta parità al primo posto. Subito sotto si colloca GPT 5.3 Codex con il 67,7%, seguito da Claude Opus 4.6 di Anthropic al 66,6%. A chiudere la top cinque c’è GPT-5.2 Codex con il 62,5%.

Scorrendo la classifica, troviamo poi Claude Opus 4.5 al 61,9%, Gemini 3 Pro Preview al 60,4% e Claude Sonnet 4.6 al 58,4%. Più in basso si posizionano Claude Sonnet 4.5 al 54,2%, Gemini 3 Flash Preview al 42% e, fanalino di coda, Gemini 2.5 Flash con appena il 16,1%. Gli altri modelli già presenti nella classifica originale non hanno subito variazioni, poiché i risultati risalgono ancora ai test condotti a fine febbraio. I nuovi modelli OpenAI, invece, sono stati valutati a metà marzo.

Un dato che va letto con prudenza

Come per qualsiasi benchmark, i risultati vanno interpretati con la giusta cautela. Un test in ambiente controllato non rispecchia necessariamente ciò che accade nella realtà di ogni sviluppatore e in ogni caso le variabili in gioco sono numerose: il flusso di lavoro personale, le preferenze individuali, il rapporto qualità-prezzo del modello scelto e molti altri fattori possono influenzare in modo significativo l’esperienza concreta. La classifica è quindi un punto di partenza utile, ma non di certo una verità assoluta su cui basare ogni scelta.

Ciò detto, la mossa di Google di rendere pubblici questi dati è sicuramente un passo interessante verso una maggiore trasparenza nel settore. Sapere come si comportano i modelli IA su compiti reali e specifici è più utile per gli sviluppatori rispetto a confronti generici, e Android Bench si candida a diventare un riferimento ricorrente per chiunque voglia scegliere con cognizione di causa il proprio assistente IA nello sviluppo mobile.