Il mercato dei tracker Bluetooth tascabili per diverso tempo ha ruotato quasi interamente attorno ad Apple: le card di localizzazione compatibili con Find My erano praticamente ovunque, mentre chi possedeva un Android doveva accontentarsi di opzioni molto più limitate.
Qualcosa sta però cambiando, e Nomad è l’ultimo produttore in ordine di tempo a muoversi in questa direzione con una novità non sottovalutabile: la versione Find Hub del suo Tracking Card Air.
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Cos’è e come funziona Tracking Card Air
Per chi non ne fosse a conoscenza, ricordiamo che il Tracking Card Air è un tracker Bluetooth dalle dimensioni ridotte (appena 86 mm per 54 mm, con uno spessore di soli 1,7 mm e un peso di 12 grammi) pensato per essere infilato in un portafoglio senza ingombrare. A differenza di altri modelli della stessa linea, come il più robusto Tracking Card Pro, non cerca di mimetizzarsi da carta di credito: il suo aspetto rende subito riconoscibile la sua natura di dispositivo di localizzazione.
La connettività si basa sul Bluetooth classico, senza supporto all’ultra-wideband (UWB), una tecnologia che garantirebbe una localizzazione più precisa ma che resta ancora poco diffusa tra i tracker compatibili con Find Hub. Per funzionare, è dunque sufficiente uno smartphone Android con sistema operativo 9 o successivo e l’app Google Find Hub installata. Tramite l’app è poi possibile vedere anche la percentuale di batteria residua del dispositivo in tempo reale.
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Maxi autonomia e qualche limite
Il principale protagonista di questa versione Find Hub non è solo la compatibilità con il sistema Google, ma la durata della batteria. Il modello per Android promette infatti sette mesi di autonomia con una singola ricarica, contro i cinque mesi della variante Find My. Una differenza di due mesi non è certo trascurabile per un accessorio che per definizione dovrebbe richiedere il minimo sforzo di gestione. La ricarica avviene peraltro in modalità wireless, tramite qualsiasi pad compatibile con lo standard MagSafe o Qi.
Per quanto riguarda le altre caratteristiche, Nomad ha scelto di contenere al minimo la quantità di metallo all’interno del dispositivo, eliminando anche i magneti. La scelta serve a proteggere le carte di credito dall’eventuale smagnetizzazione, un problema reale con alcuni tracker posizionati troppo vicino alle strip magnetiche. C’è però un limite: i portafogli dotati di schermatura RFID potrebbero interferire con il segnale Bluetooth, riducendo così l’efficacia del tracker.
Sul fronte estetico, la versione Find Hub è disponibile solo nella colorazione nera, mentre il modello Apple si può scegliere anche in bianco. Il prezzo è pari a 35 euro e si può già acquistare sul sito ufficiale.

