Il 2026 si preannuncia come l’anno dei processori mobile a 2 nanometri. Apple starebbe preparando il chip A20, Qualcomm lavora allo Snapdragon 8 Elite Gen 6 e MediaTek al Dimensity 9600. Sulla carta, questo nuovo silicio dovrebbe portare un salto prestazionale significativo sugli smartphone di fascia alta. Ma c’è un problema, un tema ricorrente nell’attuale panorama tecnologico quando si parla di memorie e, di conseguenza, prodotti destinati ai consumatori, e riguarda i costi.

Secondo i report più recenti, il costo di un singolo wafer a 2 nm prodotto da TSMC dovrebbe superare i 30.000 dollari, quasi il doppio rispetto agli attuali wafer a 4 nm. Produrre a questa scala non è solo tecnologicamente complesso, è anche finanziariamente impegnativo. E quando i componenti principali costano di più, il prezzo finale dei prodotti tende a seguire.

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Redmi K100 Pro Max: cosa sappiamo

In questo contesto si inseriscono le prime indiscrezioni sul Redmi K100 Pro Max, che potrebbe diventare il flagship più potente mai realizzato dal brand. Secondo il solito indefesso leaker Digital Chat Station, , un prototipo del dispositivo monterebbe proprio un chip a 2nm, con ogni probabilità lo Snapdragon 8 Elite Gen 6.

Sul fronte fotografico, Redmi starebbe testando un setup con fotocamera principale da 200 megapixel con sensore da 1/1.28 pollici, affiancata da un teleobiettivo periscopico da 50 megapixel. Per fare un confronto, l’attuale Redmi K90 Pro Max monta lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 e un triplo sensore da 50 megapixel.

Il setup completo del K100 Pro Max dovrebbe quindi includere la fotocamera principale da 200 MP, un ultra-grandangolare da 50 megapixel e il teleobiettivo periscopico da 50 MP. Le altre specifiche restano per ora sconosciute, ma ulteriori dettagli dovrebbero emergere nelle prossime settimane.

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Tempistiche e versione globale

Prima del K100 Pro Max, Redmi dovrebbe presentare in Cina la serie K90, con i modelli K90 Ultra e K90 Pro, attesi per aprile 2026. La serie K100 potrebbe invece debuttare in ottobre sempre sul mercato cinese.

Per quanto riguarda la disponibilità globale, i dispositivi Redmi K vengono tradizionalmente ribrandizzati come Poco per i mercati internazionali. Il Redmi K100 Pro Max dovrebbe quindi arrivare come Poco F9 Ultra (o F9 Pro Max), con le stesse specifiche tecniche, incluso il chip a 2nm e il comparto fotografico da 200 MP. Il lancio globale della serie Poco F9 è previsto per il primo trimestre 2027.

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I prezzi degli smartphone saliranno, e non di poco

Ecco il punto dolente che ormai trattiamo da settimane su queste pagine. Secondo Digital Chat Station, i flagship di prossima generazione dei sub-brand come OnePlus, iQOO e Redmi equipaggiati con chip a 2 nm partiranno da 5.000 yuan, circa 725 dollari, nella configurazione base con 12GB di RAM e 256 GB di storage.

Per capire cosa significhi, basta guardare i prezzi attuali. Il OnePlus 15 parte da 3.999 yuan nella versione 12 GB/256 GB. L’iQOO 15 è stato lanciato a 4.199 yuan. Il Redmi K90 Pro Max costa 3.999 yuan. Parliamo di un aumento di circa 1.000 yuan (145 dollari) rispetto alla generazione attuale.

È improbabile che i produttori assorbano interamente i costi di produzione più elevati. Più realisticamente, adotteranno strategie differenziate all’interno delle proprie lineup: non tutti i modelli monteranno processori a 2 nm, e le versioni standard potrebbero continuare a utilizzare chip a 3 nm più maturi e meno costosi da produrre.

tsmc

Cosa significa per i consumatori

Per chi acquista smartphone, la promessa di velocità maggiori e migliore efficienza energetica è sicuramente attraente ma lo è anche un prezzo ragionevole, un qualcosa che, allo stato attuale, gli stessi brand hanno riconosciuto, con inusuale schiettezza, di non poter garantire.

Lo abbiamo appena visto con la gamma Samsung Galaxy S26, aumentata di prezzo, e la nuova lineup di MacBook presentata da Apple, anch’essa costerà di più, sebbene con un taglio di memoria maggiore come base di partenza, dunque un compromesso più che positivo.

Per quanto concerne il mondo dei produttori cinesi, se il punto d’ingresso per i flagship dovesse stabilizzarsi oltre i 5.000 yuan, la barriera per accedere all’hardware più avanzato si alzerebbe in modo significativo.

Resta da vedere se il mercato accetterà questi aumenti o se i consumatori preferiranno ripiegare su modelli con chip di generazione precedente ma prezzi più contenuti. La risposta arriverà probabilmente nella seconda metà dell’anno, quando i primi dispositivi con chip a 2 nm inizieranno ad arrivare sul mercato.

In copertina, Redmi Note 15 Pro Plus