Google sta lavorando a una nuova funzione per il suo assistente di intelligenza artificiale Gemini, che potrebbe migliorare il modo in cui le persone esplorano i luoghi, sia quelli vicino a casa che le mete sconosciute. L’idea è quella di allegare direttamente a una conversazione con Gemini un’area geografica selezionata su Google Maps, per poi fargli domande contestualizzate su quel posto specifico.

La scoperta giunge da un’analisi approfondita dell’app Google nella versione 17.6.58, all’interno della quale i ricercatori di Android Authority sono riusciti ad abilitare la funzione e a mostrarla in azione per la prima volta.

Già qualche settimana fa era emersa l’esistenza di un pulsante Mappa nel menu degli allegati di Gemini, ma era completamente disattivato. Adesso, invece, l’interfaccia completa è accessibile e permette di capire come sarà l’esperienza finale.

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Come funziona l’integrazione con Maps?

Quando l’utente tocca il pulsante dedicato alle mappe nel menu degli allegati, Gemini apre una visualizzazione a schermo intero di Google Maps. Da qui è possibile navigare, zoomare su un’area specifica o utilizzare la propria posizione attuale. Una volta individuata la zona di interesse, basta premere Esplora quest’area per aggiungerla come allegato alla conversazione.

A quel punto, la domanda può essere formulata in modo naturale e contestuale. Invece di scrivere trovami un buon ristorante vicino a Piazza Navona a Roma, l’utente può semplicemente selezionare quell’area sulla mappa e chiedere dove mangio qui?.

Dunque, l’interazione diventa più naturale: la mappa diventa il contesto implicito, e il linguaggio può restare spontaneo.

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Le differenze con le tradizionali ricerche locali

Questa novità ci permette anche di approfondire che cosa cambia rispetto alla classica ricerca locale che è già da tempo presente in Google Maps. E la differenza, come spesso avviene quando parliamo di intelligenza artificiale, è la capacità conversazionale di Gemini.

L’AI non si ferma infatti a elencare ristoranti o attrazioni turistiche, ma è in grado di rispondere a domande ben più complesse e sfumate. Si può per esempio chiedere se un quartiere è sicuro la sera, quali sono i prezzi degli affitti in quella zona, o anche semplicemente cosa c’è di interessante da vedere nei dintorni.

Naturalmente, nonostante le potenzialità già visibili, la funzione è chiaramente ancora in fase di sviluppo. Durante i test, la ricerca di luoghi specifici all’interno dell’interfaccia mappa causava frequenti crash dell’applicazione. Inoltre, i risultati non erano sempre precisi dal punto di vista geografico: Gemini tendeva a suggerire posti distribuiti sull’intera città invece di concentrarsi sull’area selezionata. Il sistema ha comunque dimostrato di capire l’intenzione dell’utente, riconoscendo per esempio che si cercavano consigli per mangiare.

Insomma, traendo le dovute sintesi, gli indizi sembrano suggerirci che l’architettura di base è già operativa, ma anche che Google deve ancora rifinire la precisione con cui l’AI interpreta i confini geografici definiti dall’utente. La strada è però tracciata: Gemini si sta avvicinando all’idea di diventare una guida locale davvero personale, capace di rispondere non solo a cosa c’è nei dintorni, ma farci scoprire, realmente, di che posto stiamo parlando.