Anche con l’introduzione del sistema di blocco voluto dall’AGCOM (pensato per le chiamate da numeri italiani ma che in realtà provengono dall’estero), le chiamate spam non si sono ovviamente fermate del tutto. Sono sempre di più quelle provenienti proprio dall’estero: oltre alle chiamate che arrivano dalla Grecia, in questi giorni stanno andando per la maggiore le telefonate con prefisso +45, che arrivano dalla Danimarca.
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È il periodo delle chiamate spam con prefisso +45: arrivano dalla Danimarca
Ad agosto è entrato in funzione il primo step del sistema di blocco delle chiamate spam dei call center voluto dall’AGCOM (riguardante le chiamate da numeri fissi italiani ma che in realtà sono provenienti dall’estero), mentre lo scorso novembre è arrivato il secondo step, con i filtri per le chiamate in entrata dall’estero con finti numeri di telefono mobili. Grazie a questi cambiamenti che prendono di mira il cosiddetto spoofing, gli operatori telefonici sono obbligati ad applicare filtri che bloccano automaticamente le chiamate da numeri stranieri che si fingono italiani.
Questo non ferma purtroppo le chiamate spam provenienti veramente da prefissi esteri, e diversi spammer si sono spostati proprio su questi prefissi per aggirare il sistema anti-spoofing. In questi giorni sono in aumento in particolare le chiamate indesiderate provenienti dal prefisso internazionale +45, vale a dire quello della Danimarca.
A meno che non abbiate contatti con questo Paese, si tratta sicuramente di tentativi di frode: i malintenzionati potrebbero fingersi enti ufficiali, banche, compagnie di assicurazione e non solo, con il chiaro intento di truffare l’interlocutore. In questi casi è sempre meglio evitare di rispondere, dato che anche un semplice “Sì?” potrebbe fare danni (la voce potrebbe essere registrata per attivare contratti non richiesti).
Lo scopo potrebbe essere quello di rubare dati personali e sensibili per scopi truffaldini (anche tramite furto di identità), ma potrebbe entrare in gioco anche la cosiddetta truffa Wangiri (dal giapponese, letteralmente significa “uno squillo e riaggancio“): brevi telefonate che inducono la vittima a richiamare il numero, con brutte sorprese per quanto concerne il credito telefonico (attraverso numeri a tariffazione speciale, in modo simile a quanto visto con il finto CUP).
Evitate dunque di rispondere, e in ogni caso di fornire qualsiasi informazione personale: potete eventualmente bloccare il numero di telefono utilizzando l’apposita funzione dello smartphone (o del telefono fisso, se ne è provvisto), anche se purtroppo questi numeri vengono spesso cambiati di continuo. Se desiderate bloccare tutte le chiamate provenienti dall’estero o da specifici Paesi potete utilizzare l’app Scudo Italia, di cui vi abbiamo parlato le scorse settimane.
Insomma, bisogna sempre stare accorti, perché le truffe sono sempre dietro l’angolo, anche tramite WhatsApp. Fate attenzione e condividete queste informazioni con le persone meno “esperte”.
