Domani, a tre mesi dall’attivazione del filtro anti-spam per le chiamate provenienti dall’estero ma mascherate con numeri italiani fittizi di telefonia fissa, verrà attivata la seconda misura anti-spoofing che ha lo stesso scopo ma per le chiamate spam mascherate con numeri italiani fittizi di telefonia mobile.
A ricordare l’entrata in funzione di questa seconda misura anti-spoofing è il Codacons che però sottolinea il fatto che tale strumento agisce esclusivamente sui call center illegali: le chiamate provenienti dai call center legali che operano in Italia continueranno ad arrivare agli utenti, così come altre tipologie di chiamate commerciali.
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Secondo capitolo della lotta allo spoofing: attivo da domani il nuovo filtro anti-spam
Nel mese di aprile, l’AGCOM ha presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy una soluzione per combattere il telemarketing selvaggio: si tratta di un filtro anti-spoofing, sviluppato in seguito alla consultazione di 6 mesi sul telemarketing selvaggio che si è svolta il 14 novembre 2024.
Lo spoofing telefonico, giusto per fare contesto è una tecnica tramite cui i malintenzionati falsificano il proprio numero di telefono reale in modo che al destinatario della chiamata compaia un numero di rete fissa o di rete mobile che possa risultare attendibile (nonostante in realtà sia finto o fittizio).
A fine giugno, l’AGCOM ha fornito ulteriori dettagli su quando questo filtro anti-spoofing sarebbe entrato in vigore, indicando due date da segnare sul calendario: 19 agosto 2025 per il blocco delle chiamate fittizie nascoste dietro numeri italiani di rete fissa (misura entrata in vigore in quel giorno) e 19 novembre 2025 per il blocco delle chiamate fittizie nascoste dietro numeri italiani di rete mobile.
Il 19 novembre 2025 è domani e il Codacons ha da poche ore diffuso un comunicato stampa legato proprio all’attivazione di questa seconda misura anti-spoofing.
Domani scatterà una rivoluzione in tema di telemarketing, con lo stop alle chiamate commerciali provenienti dai finti numeri mobili italiani. Lo ricorda il Codacons, associazione capofila in Italia nella lotta alle telefonate moleste.
Un fenomeno quello del telemarketing che, considerata la totalità delle utenze fisse e mobili attive nel nostro Paese, è arrivato a produrre circa 15 miliardi di telefonate commerciali all’anno ai danni di cittadini e aziende, con una media tra le 5 e le 8 chiamate a settimana ricevute dagli italiani.
Cosa cambia da domani, mercoledì 19 novembre 2025
Le chiamate provenienti dall’estero che vengono mascherate sfruttando una numerazione italiana di telefonia mobile “subiranno una verifica tecnica immediata che consentirà di capire se quel numero esiste veramente, a chi è assegnato e dove è collocato”.
Il sistema anti-spoofing messo a punto dall’AGCOM è in grado di accertare l’operatore di appartenenza del numero chiamante (tramite il database nazionale della portabilità) e la posizione effettiva di quella numerazione (in termini di provenienza legittima in roaming dall’estero o uso indebito).
Per potere giungere al destinatario (e non essere bloccate), le chiamate dovranno superare questi due controlli. I filtri sono automatici e lavorano in background, non richiedendo alcuna azione da parte degli utenti.
Meno chiamate, sì, ma non spariranno del tutto
Il Codacons fa sapere, dunque, che da domani gli italiani “assisteranno ad una progressiva diminuzione delle chiamate commerciali” che però “non spariranno totalmente”: d’altronde, il settore del telemarketing genera un giro d’affari da 3 miliardi di euro annui in Italia, con oltre duemila call center attivi.
Oltre ai call center illegali, infatti, esistono call center legali che operano direttamente dall’Italia, call center legali che operano all’estero (con numerazione non italiana) e call center che operano in Italia ma usano numerazioni italiane fittizie. Arriveranno, inoltre, le telefonate da numeri fissi stranieri realmente esistenti.
Questo perché i call center illegali, che operano “nella più totale anarchia” e violano le norme di settore e la privacy dei cittadini, adotteranno sicuramente nuove misure per “tutelarsi”, tra cui tecnologie sempre più complesse per aggirare blocchi e divieti, in modo da poter tornare a colpire gli utenti.
