Nel mezzo di una delle battaglie antitrust più feroci e seguite degli ultimi anni, Google ed Epic Games avrebbero stretto un accordo parallelo e finora mai reso pubblico, destinato a chiudere definitivamente lo scontro legale tra le due aziende. È stato direttamente il tribunale a far emergere i contorni dell’intesa, durante un’udienza relativa alla ratifica del settlement annunciato lo scorso novembre.
Secondo quanto emerso, non si tratta di una semplice transazione economica per mettere fine alla causa, ma al centro ci sarebbe una partnership strutturata e pluriennale, che tocca Android, Unreal Engine e una serie di attività di sviluppo e marketing congiunti.
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Google ed Epic Games stringono un accordo che va oltre la fine della causa
Durante l’udienza, il giudice distrettuale della California James Donato ha sollevato dubbi sul fatto che Epic e Google abbiano raggiunto un compromesso legale anche grazie a un nuovo rapporto commerciale, mai dichiarato in precedenza. Un accordo che includerebbe sviluppo congiunto di prodotti, impegni di marketing condivisi e partnership strategiche.
Uno degli elementi più delicati riguarda il ruolo di Epic nel “supportare Google nella promozione di Android”, mentre Google, a sua volta, utilizzerebbe in modo più esteso la tecnologia core di Epic, in particolare Unreal Engine. Secondo il giudice, questa collaborazione potrebbe aver contribuito ad ammorbidire la posizione di Epic durante le fasi finali del contenzioso.
Non a caso, Donato ha espresso preoccupazioni sul fatto che le richieste di Epic nei confronti di Google siano cambiate nel tempo, proprio mentre le due aziende iniziavano a lavorare su questo accordo parallelo.
Il dato più concreto riguarda il valore economico dell’intesa. Il giudice ha rivelato che l’accordo vale circa 800 milioni di dollari distribuiti su sei anni, e che a pagare sarà Epic Games, non Google.
L’esistenza dell’accordo è stata confermata da Epic stessa in aula, descrivendolo come “nuovo business tra Epic e Google”, distinto dal procedimento legale ma inevitabilmente intrecciato con esso.
Metaverso, Unreal Engine e riservatezza
Intervenendo durante l’udienza, il CEO di Epic, Tim Sweeney, ha accennato al fatto che l’accordo avrebbe a che fare con il “metaverso”, salvo poi interrompersi bruscamente per non violare le clausole di riservatezza. Questo suggerisce come Unreal Engine possa avere un ruolo centrale nei piani di Google, non solo in ambito gaming ma anche per strumenti, piattaforme e prodotti futuri.
La tecnologia di Epic è utilizzata da molte aziende nello spazio in cui opera Google per addestrare i propri prodotti, quindi la possibilità per Google di utilizzare l’Unreal Engine in modo più completo… mi dispiace, sto rovinando questa riservatezza.
Sweeney ha poi chiarito che non si tratterebbe di un singolo prodotto condiviso, ma di linee di prodotto sviluppate separatamente, con una collaborazione su specifici fronti tecnologici e strategici.
Il giudice, per ora, ha accettato di mantenere segreti i dettagli dell’accordo, riconoscendo la natura confidenziale dell’intesa.
Un epilogo inatteso dopo anni di scontri
Se confermato e ratificato definitivamente, questo accordo rappresenterebbe un epilogo sorprendente per una guerra legale che ha segnato l’ecosistema Android e il rapporto tra piattaforme e sviluppatori. Solo pochi anni fa, l’idea di Epic che paga Google centinaia di milioni di dollari per collaborare su Android sarebbe sembrata impensabile.
Al momento restano molte più domande che risposte in merito all’entità di questo accordo, i prodotti al centro di questa partnership e l’impatto che una mossa del genere potrà avere sull’intera industria. Rimaniamo in attesa di ulteriori chiarimenti da parte di entrambe le entità.
