Secondo le recenti statistiche diffuse da StatCounter, oltre il 30% degli utilizzatori Android nel mondo continua a operare con versioni del sistema operativo risalenti ad Android 13 o precedenti. Che, tradotto in termini assoluti, significa che stiamo parlando di software che ha ormai tre anni di vita, cosa che per il modo in cui si evolve la tecnologia mobile equivale a un’eternità.

Pertanto, la società di ricerca e analisi ritiene che un miliardo di persone al mondo stia utilizzando quotidianamente uno smartphone che non riceve più aggiornamenti di sicurezza da Google, rimanendo esposto a vulnerabilità potenzialmente pericolose.

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Quali rischi si stanno correndo?

La questione assume contorni ancora più preoccupanti se consideriamo i dati forniti da Zimperium, un’azienda specializzata in cybersicurezza: l’analisi dell’organizzazione rivela infatti che in qualsiasi momento dell’anno, più della metà dei dispositivi mobili in circolazione stia operando con versioni obsolete del sistema operativo, e un numero significativo di questi risulta compromesso o infettato da malware.

Per comprendere quanto sia incisiva la situazione, sia sufficiente ricordare che l’aggiornamento di sicurezza di dicembre rilasciato da Google ha corretto ben 107 vulnerabilità. Si può dunque immaginare che cosa potrebbe accadere nell’utilizzare quotidianamente un dispositivo afflitto da gravi falle di sicurezza, senza alcuna possibilità di ricevere la correzione necessaria a proteggere i propri dati. Insomma, esattamente la condizione in cui si trovano centinaia di milioni di utenti Android nel mondo.

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Cosa accade in Apple

La situazione appare inoltre molto diversa quando si analizza quanto accade nel comparto iPhone. Le statistiche evidenziano infatti che circa il 90% degli iPhone attivi a livello globale continua a ricevere supporto software da Apple. Ovvero, solo il 10% dei dispositivi della mela morsicata si trova in condizioni di obsolescenza. Una differenza abissale che non è certo frutto del caso, ma riflette quello che è uno storico problema strutturale che caratterizza Android: la frammentazione.

Il sistema operativo di Google viene infatti utilizzato da centinaia di produttori diversi, ognuno con le proprie personalizzazioni e tempistiche di rilascio degli aggiornamenti. Una situazione che contrasta nettamente con il modello Apple, dove invece c’è un unico produttore che controlla l’intera offerta, dal software all’hardware. La conseguenza è che mentre Apple può virtualmente premere un pulsante e aggiornare simultaneamente tutti i suoi dispositivi, nel mondo Android ogni aggiornamento deve essere adattato a processori differenti, interfacce personalizzate e specifiche tecniche variabili.

Un problema che torna sempre attuale

La frammentazione del mondo Android non è certo una novità: se ne è discusso più volte, anche su queste pagine, fin da quando il sistema operativo di Google iniziava la sua ascesa dominante nel mercato mobile.

Tuttavia, lungi dall’essere stato risolto, questo problema continua a manifestarsi con conseguenze sempre più serie e come sottolinea Security Boulevard, la combinazione tra i rilasci scaglionati degli aggiornamenti e la varietà di dispositivi, crea uno schema ricorrente e sempre più preoccupante, con le vulnerabilità che vengono individuate e documentate, ma rimangono sempre sfruttabili su un numero enorme di dispositivi fino a quando gli aggiornamenti non vengono distribuiti in modo ampio e completo.

Le conseguenze sono potenzialmente devastanti. Gli attacchi informatici mirati a rubare dati personali e credenziali di accesso alle applicazioni sono infatti una minaccia crescente. Basti pensare alle informazioni sensibili conservate sul proprio smartphone come le password per le app bancarie, i dati di pagamento, le informazioni personali, le foto private. Tutti questi elementi diventano potenziali obiettivi per i cybercriminali se il dispositivo non è più protetto dagli aggiornamenti di sicurezza.

James Maude, esperto di sicurezza informatica presso BeyondTrust, ha lanciato un avvertimento che ci sentiamo di rilanciare su questa pagina nei confronti di tutti gli utenti di dispositivi non supportati. Anche se inizialmente questi attacchi potrebbero sembrare limitati e mirati, secondo Maude diventeranno rapidamente strumenti indispensabili per una vasta gamma di malintenzionati. In altre parole, i criminali informatici sanno esattamente quali modelli di smartphone sono vulnerabili e concentreranno i loro sforzi proprio su quei dispositivi.

Di fronte a questo scenario, la soluzione più immediata per chi possiede uno smartphone non più supportato è valutare l’acquisto di un nuovo dispositivo. Potrebbe sembrare un investimento oneroso, ma va considerato come una vera e propria polizza assicurativa per i propri dati personali e la propria privacy.

Naturalmente, il problema della frammentazione Android richiede anche un intervento strutturale da parte di Google e dei produttori di dispositivi. È necessario ripensare il modello di distribuzione degli aggiornamenti, garantendo periodi di supporto più lunghi e uniformi, indipendentemente dal produttore o dal modello di smartphone. Solo così si potrà ridurre significativamente il numero di dispositivi vulnerabili e proteggere efficacemente gli utenti dalle minacce informatiche in continua evoluzione.