Non è stato proprio un anno privo di grattacapi per Nothing, il marchio di smartphone fondato da Carl Pei. L’ultimo problema in ordine di tempo riguarda Lock Glimpse, una funzionalità introdotta quest’anno su Nothing Phone (3a) Lite, che sta ponendo gli utenti dinanzi a un bivio: scegliere tra privacy e autonomia della batteria.

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Cos’è Lock Glimpse e perché preoccupa gli utenti

Andiamo con ordine. Lock Glimpse è un’aggiunta al sistema operativo Nothing OS che sostituisce la schermata di blocco standard con una galleria rotante di immagini. Sopra queste foto appare un link che rimanda a quello che alcuni esperti hanno definito un clickbait farm, ovvero un sito web pieno di contenuti acchiappa-clic di qualità discutibile.

La caratteristica più preoccupante emersa dalle analisi tecniche è che l’applicazione continua a inviare richieste di dati a questo sito ogni ventiquattro ore, anche quando la funzione viene completamente disattivata dalle impostazioni. Un comportamento che ha sollevato seri dubbi sulla gestione dei dati personali e sulla privacy degli utenti.

Non solo. Da un punto di vista tecnico Lock Glimpse è presentata come opzionale, dato che esiste un’impostazione per disattivarla. Tuttavia, questa opzione si rivela sostanzialmente inutile: l’app che alimenta il servizio rimane installata sul dispositivo e continua le sue attività in background, rendendo la disattivazione sostanzialmente inutile.

La disinstallazione non cancella tutti i dati

Per gli utenti più esperti esiste comunque una soluzione più radicale: utilizzare i comandi ADB (Android Debug Bridge) per rimuovere completamente l’applicazione dal sistema. Una procedura avanzata che permette di eliminare app che normalmente non possono essere disinstallate attraverso i metodi standard.

Ma è proprio qui che emerge un problema ancora più grave e che complica ulteriormente tutta la vicenda. Quando Lock Glimpse viene rimosso completamente tramite ADB, infatti, Nothing OS tenta comunque di riavviare l’applicazione ogni tre secondi. Un ripetersi di comandi che genera un consumo di batteria abnorme, impedendo allo smartphone di arrivare a fine giornata con una sola carica.

Insomma, il sistema cerca continuamente un’app che non esiste più, sprecando risorse preziose e scaricando rapidamente la batteria. Gli utenti si trovano quindi di fronte a una scelta probabilmente inattesa: accettare che un’app potenzialmente invasiva invii dati a siti sospetti, oppure subire un drastico calo dell’autonomia del dispositivo.

Il silenzio di Nothing (per ora)

La scoperta del problema è emersa grazie alla comunità di utenti su Reddit, dove un post dettagliato ha documentato il comportamento dell’applicazione. Attraverso analisi tecniche approfondite, gli utenti hanno dimostrato come Lock Glimpse mantenga connessioni attive con server esterni anche quando apparentemente disattivata.

Evidentemente, il comportamento ha immediatamente sollevato degli interrogativi importanti sulla trasparenza di Nothing nei confronti dei propri clienti. Perché un’app pubblicitaria dovrebbe essere impossibile da rimuovere? Perché continua a funzionare anche quando disattivata? E soprattutto, perché il sistema operativo cerca sempre di riattivarla quando viene eliminata?

Le richieste di chiarimenti rivolte a Nothing sono rimaste finora senza risposta.

La vicenda è, dunque, da approfondire e, peraltro, apre anche ulteriori riflessioni. Fino a che punto un produttore può spingersi nel controllo di un dispositivo già acquistato dal consumatore? L’impossibilità di rimuovere completamente un’app pubblicitaria, combinata con il deterioramento attivo delle prestazioni quando l’utente tenta di farlo, configura un comportamento quantomeno discutibile.