C’è una disputa silenziosa ma potenzialmente decisiva che si sta consumando in Europa e ha origine da quando, lo scorso giugno, sono entrate in vigore le nuove norme Ecodesign dell’Unione Europea. In virtù di questo quasi tutti i produttori di smartphone si sono adeguati estendendo la durata del supporto software a sei o sette anni e rappresentava il passo naturale verso telefoni più longevi con tutti i benefici che ne conseguono in termini ambientali, economici e di riduzione dello spreco elettronico.
A tutto questo si oppone però Motorola che non è affatto convinta e fonda la sua opposizione su una sola parola contenuta nel testo del regolamento: “if” (“se”). Facciamo chiarezza.
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Motorola si oppone a un regolamento della Commissione Europea
Il Regolamento 2023/1670 della Commissione Europea, in vigore dal 20 giugno 2025, fissa standard su riparabilità, durata delle batterie e longevità del software. Sul sito ufficiale, Bruxelles ha dichiarato che le nuove norme avrebbero garantito “aggiornamenti del sistema operativo per un periodo minimo di cinque anni dal momento in cui l’ultimo modello viene ritirato dal mercato”.
Tuttavia, come scoperto astutamente da Motorola, il testo legale dice tutt’altro. In un passaggio chiave dell’Allegato 2, Titolo 1.2, paragrafo 6(a), si legge che i produttori “devono, se forniscono aggiornamenti di sicurezza, correttivi o funzionali, renderli disponibili gratuitamente per almeno cinque anni”.
Quel “se” è la parola magica che cambia completamente la portata della legge. Non impone ai produttori di rilasciare aggiornamenti, ma solo, nel caso lo facciano, di non farli pagare. E poiché nessun produttore richiede un costo per gli aggiornamenti, almeno fino a ora, Motorola sostiene che non esiste alcun obbligo formale di estendere il supporto software come richiesto dall’UE.
La posizione di Motorola
Forte di questa interpretazione, l’azienda statunitense continua a mantenere cicli di aggiornamento più brevi rispetto ai concorrenti. In Europa, molti modelli arrivano a malapena a quattro anni di aggiornamenti del sistema operativo e sei anni di patch di sicurezza. È il caso, ad esempio, del Motorola Edge 70, che resta sotto la soglia indicata dalle linee guida europee.
Al contrario, marchi come Samsung, Google e OnePlus hanno già portato il supporto a sette o otto anni, anche per i modelli non premium. Motorola, invece, sembra voler sfruttare ogni sfumatura del linguaggio normativo per evitare un obbligo di lungo periodo.
Un precedente pericoloso
Il dibattito non è puramente linguistico ma tocca il cuore della politica industriale europea sui dispositivi elettronici. Infatti, se l’interpretazione di Motorola dovesse prevalere, altri brand potrebbero seguirne l’esempio, aggirando di fatto lo spirito della legge pur rispettandone la lettera.
La vicenda dimostra quanto una singola parola possa alterare l’efficacia di un intero impianto normativo. La Commissione Europea potrebbe quindi dover intervenire con chiarimenti o modifiche al regolamento per evitare che questo ormai famigerato “if” diventi la scappatoia preferita dei vari produttori dalle proprie responsabilità.
Al momento della stesura di questo articolo, la questione resta aperta e mette in evidenza che tra il linguaggio politico e quello giuridico, la differenza può valere anni di aggiornamenti (o la loro assenza) per milioni di utenti europei.
La Commissione Europea non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale in merito alla questione, ma vi aggiorneremo qualora dovesse farlo nei prossimi giorni o settimane.
Aggiornamento ore 13.58: Motorola ha rilasciato la seguente dichiarazione sul tema:
Lenovo e Motorola Mobility si sono impegnate a rispettare i principi stabiliti dal regolamento Lot X. Continueremo a fornire aggiornamenti di sicurezza, correttivi e funzionali per i nostri telefoni e tablet, al fine di garantirne la longevità e l’operatività.
Stiamo lavorando per migliorare ulteriormente la durata dei nostri prodotti attraverso politiche potenziate relative alle riparazioni e agli aggiornamenti del sistema operativo (che disciplinano gli aggiornamenti di sicurezza, correttivi e funzionali).

