Google amplia finalmente la disponibilità di uno dei suoi piani premium dedicati all’intelligenza artificiale e, dopo settimane di attesa, Google AI Plus debutta anche in Italia, permettendo agli utenti del nostro Paese di accedere alle funzionalità più avanzate della piattaforma Gemini. Un’espansione che non sorprende, considerando quanto l’azienda stia investendo, ormai da mesi, nella creazione di un ecosistema unificato basato sull’IA, capace di integrarsi in maniera naturale nella vita digitale quotidiana.

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Google AI Plus: cosa include il nuovo piano e quanto costa

L’arrivo del piano è accompagnato da una tariffa competitiva: 7,99 euro al mese, che diventano 3,99 euro al mese per i primi due mesi grazie alla promozione di lancio. Proprio come avviene spesso e volentieri con le offerte Google, la differenza più evidente rispetto alla versione gratuita riguarda la potenza dei modelli a disposizione.

Mentre chi utilizza l’opzione free continua ad appoggiarsi principalmente a Gemini 2.5 Flash, con un accesso solo limitato al più potente Gemini 2.5 Pro, gli abbonati al piano Plus possono contare su un accesso esteso e continuativo a Gemini 2.5 Pro, completo di Deep Research, la funzione che consente analisi più dettagliate e contestuali, molto utile soprattutto per ricerche complesse o attività professionali.

Anche sul fronte creativo il salto è significativo, chi attiva Google AI Plus riceve 200 crediti AI al mese, un numero sufficiente per sperimentare senza troppi limiti la generazione video tramite Flow e Whisk, sfruttando anche l’accesso a Veo 3.1 Fast, la versione più veloce del modello video di ultima generazione. Nella versione gratuita invece, il numero di crediti mensili si ferma a 100 e l’accesso agli strumenti è più ristretto, sia in termini di volume che di funzionalità.

Un discorso simile vale anche per i già citati Flow e Whisk: se nel piano gratuito rappresentano strumenti utili per muovere i primi passi nella creazione di scene video e animazioni basate sulle immagini, nel piano Plus diventano tool veri e propri, con maggiore libertà nella generazione e nella qualità dei contenuti. È un cambiamento importante, soprattutto per chi utilizza l’IA in ambito professionale, magari per realizzare concept visivi, storyboard o contenuti multimediali destinati a social e presentazioni.

NotebookLM è presenta in entrambe le versioni, ma nel piano AI Plus assume un ruolo più completo permettendo di gestire più progetti, più overflow audio e un flusso di lavoro più continuo. Lo stesso discorso riguarda l’integrazione di Gemini nelle app Google, da Gmail a Documenti fino a Vids: nella versione gratuita l’assistente IA è comunque presente ma con una potenza limitata; con il piano Plus invece tutte queste app possono sfruttare direttamente Gemini 2.5 Pro, rendendo più efficaci la generazione, la revisione e l’analisi dei contenuti.

Un dettaglio tutt’altro che secondario riguarda poi lo spazio di archiviazione, il piano gratuito continua a offrire i classici 15 GB, ormai un po’ stretti per molti utenti; Google AI Plus invece porta il totale a 200 GB, un’aggiunta che di per sé potrebbe giustificare la sottoscrizione per chi utilizza intensivamente i vari servizi offerti dall’azienda.

Alla fine, la vera domanda che molti si stanno facendo è sempre la stessa: vale davvero la pena passare al piano Google AI Plus? Ovviamente, dipende dall’uso che si fa dell’intelligenza artificiale, chi si limita a ricevere qualche suggerimento, generare brevi testi o creare immagini di base potrebbe trovare più che sufficiente la versione gratuita, che già include funzionalità interessanti come Imagen 4, Canvas e Gemini Live. Chi invece lavora spesso con i video, ha bisogno di un assistente più potente per scrittura e ricerca, oppure vuole trasformare l’IA in un vero strumento professionale, troverà nel piano Plus un insieme di vantaggi difficile da ignorare.

L’arrivo di Google AI Plus in Italia segna, in ogni caso, un passaggio importante per l’intero ecosistema Google; da un parte perché rende finalmente accessibili nel nostro Paese le funzioni più avanzate costruite attorno ai modelli Gemini, dall’altra perché conferma  quanto l’IA sia destinata a diventare un elemento centrale nella produttività digitale dei prossimi anni. Come sempre, non resta che attendere le prossime mosse dell’azienda per capire quanto ancora evolverà questa piattaforma che, già oggi, sta cambiando il modo in cui molti utenti lavorano, studiano e creano contenuti.