Signal ha finalmente risolto uno dei problemi più lamentati dai suoi utenti: la perdita definitiva dei messaggi in caso di rottura o smarrimento del telefono. L’app di messaggistica sicura ha infatti annunciato sul suo sito ufficiale l’introduzione di uno strumento di backup sicuro, una funzione opzionale che permetterà di recuperare le conversazioni anche nelle situazioni più critiche. Ma come funziona?

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Finalmente risolto un problema “storico” per Signal

Cominciamo con il principale vantaggio e, di conseguenza, la buona notizia per gli utenti del sistema di messaggistica. Fino ad oggi, infatti, perdere il telefono significava sostanzialmente dire addio per sempre a tutti i messaggi Signal accumulati nel tempo.

Il problema non era certo da poco, considerato che sui messaggi potevano trovarsi foto di famiglia, documenti importanti, conversazioni di rilievo e tanto altro: tutto spariva senza possibilità di recupero. Non sorprende, quindi, che i backup siano sempre stati la richiesta di funzionalità più frequente tra gli utenti della piattaforma.

Ebbene, dopo un lungo processo di progettazione e sviluppo, Signal ha iniziato a distribuire questa funzione tanto attesa, partendo dalla versione beta per Android. La fase di test permetterà di perfezionare il sistema prima del rilascio ufficiale su iOS e Desktop, che è previsto per il prossimo futuro, in una data ancora non condivisa pubblicamente.

Come funzionano i backup sicuri di Signal

La nuova funzione ha un meccanismo di utilizzo piuttosto semplice, consentendo di salvare un archivio delle conversazioni Signal in forma completamente privata, aggiornato quotidianamente. Come da tradizione dell’azienda, i backup sicuri sono completamente opzionali e, naturalmente, crittografati end-to-end.

Chi decide di attivare la funzione potrà dunque salvare gratuitamente tutti i messaggi di testo e gli ultimi 45 giorni di contenuti multimediali. Per chi invece desidera conservare anche la cronologia completa dei media oltre questo periodo, Signal offre un piano di abbonamento a 1,99 dollari al mese.

Soffermiamoci dunque proprio su questo ultimo aspetto, che costituisce a suo modo una pietra miliare nello sviluppo dell’app: è infatti la prima volta che Signal introduce una funzione a pagamento. La scelta è evidentemente dettata da ragioni puramente economiche: i contenuti multimediali richiedono enormi quantità di spazio di archiviazione, e gestire questi volumi di dati comporta costi significativi.

Come organizzazione no-profit che rifiuta di raccogliere o vendere i dati degli utenti, Signal deve dunque trovare modi alternativi per coprire questi costi, a differenza di altre aziende tecnologiche che si sostentano vendendo pubblicità e monetizzando le informazioni personali.

Un backup sicuro, anche per la privacy

L’architettura dei backup sicuri di Signal sembra essere perfettamente in linea con il suo approccio che pone la privacy prima di tutto. Utilizzando la stessa tecnologia zero-knowledge che permette ai gruppi Signal di funzionare senza rivelare metadati sensibili, gli archivi di backup vengono infatti memorizzati senza alcun collegamento diretto a pagamenti o account utente specifici.

Il sistema funziona infatti attraverso una chiave di recupero da 64 caratteri, generata direttamente sul dispositivo dell’utente, che rimane esclusivamente in possesso dello stesso e non viene mai condivisa con i server di Signal. È dunque l’unico modo per “sbloccare” il backup quando serve ripristinare l’accesso ai messaggi.

Proprio per questo motivo, grande attenzione dovrà essere riposta nell’uso del tool, visto e considerato che perdere la chiave di recupero significa perdere definitivamente l’accesso al backup, e Signal non può in alcun modo aiutare l’utente a recuperarla. L’azienda raccomanda dunque di conservare questa chiave in modo sicuro, annotandola in un quaderno o salvandola in un gestore di password affidabile.

Al netto di tale raccomandazione, evidenziamo come una volta attivati i backup sicuri funzionano in modo completamente automatico. Ogni giorno il dispositivo crea un nuovo archivio di backup, sostituendo quello del giorno precedente. I messaggi visualizzabili una sola volta e quelli programmati per scomparire entro 24 ore non vengono inclusi nel backup. Inoltre, qualsiasi contenuto eliminato nelle ultime 24 ore viene automaticamente rimosso dall’archivio giornaliero, rispettando le intenzioni dell’utente.

Cosa accadrà ora

A detta della stessa società, i backup sicuri sono solo l’inizio di un percorso più ampio. La tecnologia sviluppata per questa prima versione servirà infatti come fondamento per opzioni di backup ancora più avanzate in futuro, tant’è che nei piani di Signal già rientrano funzionalità che permetteranno di salvare gli archivi di backup nella posizione preferita dall’utente, insieme a strumenti per trasferire la cronologia crittografata dei messaggi tra dispositivi Android, iOS e desktop.

Per quanto infine riguarda la loro disponibilità, i backup sicuri sono attualmente disponibili nella versione beta Android di Signal. Il rilascio pubblico completo, insieme al supporto per iOS e Desktop, arriverà “presto”, secondo la società, anche se non ci sono ancora delle informazioni precise a riguardo.