Huawei non ha passato un periodo facile, soprattutto per quanto concerne il mercato smartphone, a causa del ban imposto dal governo Trump nel 2019 che ha costretto il colosso cinese a scendere a compromessi (ad esempio rinunciare al 5G e a realizzare il proprio sistema operativo, sempre più lontano da Android).

L’azienda ha però scelto di non snaturarsi, continuando a innovare dove possibile e, pur non potendo lottare ad armi pari con la concorrenza, è persino riuscita a fare meglio dei competitor ad esempio in ambito fotografico. L’arrivo dei nuovi HUAWEI Pura 90s Pro segna però l’inizio di un nuovo e importante capitolo per il colosso cinese che “ritorna al futuro” con dispositivi che supportano il 5G su scala globale e che integrano un sistema operativo aggiornatissimo. In aggiunta, anche i modelli venduti in Cina (molto meno limitati di quelli venduti dalle nostre parti) possono ora sfruttare i pagamenti digitali con Curve Pay. Facciamo ordine.

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La rinascita di Huawei parte dai Pura 90s Pro

HUAWEI Pura 90s Pro e HUAWEI Pura 90s Pro Max hanno avuto il merito di far in un certo senso “rinascere” Huawei, almeno dal punto di vista della competizione: sebbene i dispositivi lanciati negli ultimi anni dal colosso cinese fossero ineccepibili dal punto di vista della qualità costruttiva e della multimedialità, lo stesso non si poteva dire per il resto della scheda tecnica.

Connettività limitata e software datato (privato dei servizi Google) erano i principali problemi che si traducevano nella difficoltà competitiva. In realtà, sempre con il ban, il produttore cinese ha dovuto correre ai ripari per far fronte all’impossibilità di utilizzare macchinari, brevetti o software di origine statunitense per produrre chip.

Ciò è costato caro a Huawei, costretta a ripartire quasi da zero senza poter contare su fonderie esterne per produrre i suoi Kirin. L’azienda ha però colto la palla al balzo per potenziare il proprio know-how e le proprie strutture, in modo da produrre chip sempre più avanzati.

Il 5G fa il suo ritorno su uno smartphone del produttore cinese

I due sopra-citati smartphone della gamma Pura 90s Pro, lanciati sul mercato global oggi (14 luglio 2026), sono i primi smartphone Huawei a poter contare sul supporto alle reti 5G su scala globale da tempo immemore.

Gran parte del merito è del SoC Kirin 9030S a 5 nm, con CPU octa-core, che abilita un comparto connettività decisamente attuale: oltre al 5G, abbiamo Wi-Fi 7Bluetooth 6.0GPS a doppia banda ed NFC. Insomma, da questo punto di vista, il produttore cinese si è allineato alla concorrenza.

Anche il software viene pesantemente aggiornato

L’altra novità “grossa” portata al debutto dai due smartphone è la EMUI 16 basata su Android 16. Non si tratta di un enorme salto in avanti (dato che i Pura 80 potevano vantare la EMUI 15 su base Android 15) e nemmeno del software proprietario (più integrato coi servizi proprietari) che abbiamo in Cina (ovvero HarmonyOS 6.1) ma è comunque bene il fatto che il sistema operativo sia attuale (sebbene non rappresenti l’ultima versione di Android).

La nuova versione della EMUI arriva dopo oltre un anno e mezzo dalla precedente versione e sblocca una versione aggiornata dell’assistente virtuale Celia che è in grado di dare una mano per effettuare chiamate, fissare appuntamenti, navigare fino a destinazione, rispondere alle domande e tanto altro, supportando il linguaggio naturale e i prompt multi-comando.

Huawei ha poi aggiunto altre funzioni di intelligenza artificiale per arricchire il sistema operativo. Troviamo ad esempio AI De-glare (per eliminare i riflessi indesiderati negli scatti) e AI Move (per spostare e ridimensionare in singoli elementi nelle foto).

C’è una svolta legata ai pagamenti digitali

L’ultima novità va un po’ oltre rispetto alle potenzialità dei dispositivi che il produttore cinese ha appena lanciato su scala globale e punta a migliorare l’esperienza d’uso dei dispositivi Huawei che gli utenti hanno importato dalla Cina.

Stando alla testimonianza di un utente in possesso di un HUAWEI Mate 80 Pro Max con a bordo HarmonyOS 6.1.0.125, questo aggiornamento (il più recente) abilita il supporto ai pagamenti NFC con l’app di Curve Pay: in questo modo, anche coloro che comprano un dispositivo importato dalla Cina possono sfruttarne appieno le potenzialità.

HUAWEI Mate 80 Pro Max - HarmonyOS 6.1.0.125 - Supporto Curve Pay NFC

Il futuro di Huawei riparte da oggi, a sette anni e poco più dall’arrivo del ban: supporto al 5Gsoftware aggiornatopagamenti digitali anche sui dispositivi importati, uniti a un SoC decisamente più raffinato rispetto al precedente (da 7 nm a 5 nm), rappresentano una base su cui costruire i dispositivi del futuro e lanciare nuovamente la sfida a tutti i competitor.