Un grosso leak della scorsa settimana ci ha permesso di scoprire il listino prezzi in euro (meno amaro del previsto), i tagli di memoria e i nomi delle colorazioni che caratterizzeranno i Google Pixel 11. Ora siamo in grado di dare “un volto” a queste colorazioni.
Su Amazon (USA) sono infatti state già pubblicate le inserzioni per i quattro smartphone che Google presenterà il prossimo 12 agosto e al loro interno è presente il render stampa del dispositivo “vestito” con la colorazione corretta. Big G sembra aver optato per una palette leggermente più vivace rispetto agli ultimi anni. Le inserzioni, inoltre, confermano altre indiscrezioni. Andiamo a scoprire tutti i dettagli.
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I prossimi Pixel saranno più vivaci e colorati
Come anticipato in apertura, sembra che il portale statunitense di Amazon abbia già pronte le pagine prodotto dei quattro Pixel 11, permettendoci di scoprire le colorazioni ufficiali di tutti e quattro gli smartphone.
Finora avevamo avuto modo di conoscere solo i nomi delle colorazioni e abbiamo potuto farci un’idea dalle tonalità che caratterizzano gli sfondi ufficiali che sono trapelati a inizio giugno.
Grazie a queste inserzioni, che tuttavia presentano alcune imprecisioni e sono accompagnate da immagini non proprio nitidissime, possiamo farci un’idea ben più precisa del parco colorazioni, decisamente più “acceso” e meno monotono rispetto allo scorso anno.
Google Pixel 11
Sapevamo già che Google Pixel 11 (nome in codice “cubs” e codice modello “4CS4”) sarebbe dovuto arrivare in quattro colorazioni e anche i nomi sono stati confermati (ciò si può notare scavando a fondo tra i dettagli del dispositivo nelle inserzioni):
- Fuchsia – un rosa molto acceso (chiamato “Hibiscus” nel titolo dell’inserzione)
- Midnight – un classico nero (chiamato “Obsidian” nel titolo dell’inserzione)
- Moss – un verde acceso (chiamato “Pistachio” nel titolo dell’inserzione)
- Sterling – un grigio chiaro (chiamato “Frost” nel titolo dell’inserzione)
Google Pixel 11 Pro
Anche Google Pixel 11 Pro (nome in codice “grizzly” e codice modello “CGY4”) arriverà in quattro colorazioni. I nomi ufficiali sembrano essere stati confermati, nonostante i titoli delle inserzioni su Amazon riportino nomi leggermente diversi anche in questo caso:
- Dune – un oro-rosa tendente all’arancione (chiamato “Canyon” nel titolo dell’inserzione)
- Light Fog – un bianco sporco tendente al verdino (chiamato “Fog” nel titolo dell’inserzione)
- Midnight – un classico nero (chiamato “Obsidian” nel titolo dell’inserzione)
- Pine – un verde spento (chiamato “Olive” nel titolo dell’inserzione)
Google Pixel 11 Pro XL
Le colorazioni di Google Pixel 11 Pro XL (nome in codice “kodiak” e codice modello “PKK4”) saranno le stesse del modello Pro: Dune, Light Fog, Midnight e Pine; nessuna sorpresa da questo punto di vista, coi due modelli che continuano ad essere uno lo zoom dell’altro.
Google Pixel 11 Pro Fold
Il quarto e ultimo modello della gamma sarà Google Pixel 11 Pro Fold (nome in codice “yogi” e codice modello “9YI4”). Come già avvenuto con le precedenti generazioni, Big G riduce a due il numero di colorazioni disponibili per il pieghevole, selezionandole tra quelle disponibili per i modelli Pro: in questo caso avremo Midnight e Pine; quest’ultima era già trapelata in precedenza.
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Il Tensor G6 porterà al debutto il processo produttivo a 2 nm di TSMC
Andando oltre, un nuovo report proveniente dalla Cina dipinge i Google Pixel 11 come i primi smartphone al mondo a potere contare su un SoC realizzato con il processo produttivo a 2 nm di TSMC.
Stando a queste indiscrezioni, il Tensor G6 batterebbe sul tempo concorrenti blasonati come lo Snapdragon 8 Elite Gen 6 di Qualcomm, il Dimensity 9600 di MediaTek e persino l’A20 Pro di Apple.
Ciò è tutto sommato comprensibile, specie considerando che i dispositivi che utilizzeranno i tre SoC sopra-citati non arriveranno prima di settembre/ottobre, mentre Google ha confermato il lancio dei suoi nuovi smartphone per il 12 agosto 2026 (in realtà, qua sarà appena scoccata la mezzanotte del 13 agosto 2026).
Non solo SoC a 2 nm: c’è curiosità anche sul modem
Al netto del SoC realizzato a 2 nm, un ulteriore step evolutivo rispetto al Tensor G5 (che è stato prodotto a 3 nm da TSMC, nonché il primo senza realizzato l’ausilio di Samsung) dovrebbe essere rappresentato dal modem.
La certificazione FCC ricevuta dal modello pieghevole qualche giorno fa ha confermato che i Google Pixel 11 potranno godere dei servigi del modem MediaTek M90 che supporta connettività 5G con velocità fino a 12 Gbps, connettività satellitare e supporto al 5G su due SIM contemporaneamente. Ciò dovrebbe contribuire a rendere più efficaci (e soprattutto efficienti) i prossimi Pixel dal punto di vista della connettività mobile.
Dalle inserzioni su Amazon emergono altre specifiche
Le sopra-citate inserzioni su Amazon suggeriscono poi che il modello base possa avere 12 GB di memoria RAM e non 8 GB come paventato da precedenti indiscrezioni; di contro, anche i modelli Pro potrebbero avere 12 GB di RAM (stavolta in linea con quanto trapelato).
Tutte le inserzioni presenti partono da 256 GB di spazio di archiviazione (confermando sostanzialmente l’addio al taglio da 128 GB) mentre molte di esse menzionano un inedito Google Pixel Tag come accessorio compatibile (non è ancora chiaro cosa possa essere con precisione ma, visto il nome, è lecito supporre che vada a configurarsi come tracker Bluetooth).
Capitolo batterie, abbiamo 4.985 mAh per il modello base (contro i 4.970 mAh del modello 2025), 4.850 mAh per il Pro compatto (contro i 4.870 mAh del modello 2025), 5.115 mAh per il Pro XL (contro i 5.200 mAh del modello 2025) e 4.750 mAh per il Pro Fold (contro i 5.015 mAh del modello 2025).
L’unico sospetto presente nelle descrizioni è il riferimento alla versione di Android: nonostante i modelli siano attesi al debutto con Android 17, tutte le descrizioni parlano di Android 16.
È molto probabile che nelle prossime settimane possano arrivare tante altre indiscrezioni a togliere qualsivoglia sorpresa riguardante gli smartphone, anticipando Google in tutto e per tutto, e sarebbe soltanto il ripetersi di un copione che abbiamo già vissuto negli ultimi anni.






