Recensione ASUS Transformer Pad Infinity

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ASUS è divenuta nota nel mondo Android grazie ai suoi tablet della serie Transformer, il cui capostipite è l’EEE Pad Transformer TF101 che ha debuttato lo scorso anno rivoluzionando il mercato dei tablet ed inaugurando l’era dei tablet con tastiera-dock staccabile.

Quest’anno ASUS ha modificato il nome della linea in Transformer Pad e ha lanciato nuovi modelli per espandere la propria offerta. Il modello con le caratteristiche più elevate è il Transformer Pad Infinity, che è anche il top di gamma assoluto di ASUS e rappresenta un miglioramento ed un aggiornamento del precedentemente lanciato Eee Pad Transformer Prime.


Hardware

Dal punto di vista hardware il Transformer Pad Infinity si configura come una replica del Transformer Prime con pochi dettagli aggiuntivi. Sotto la scocca unibody in alluminio, sulla cui parte superiore troviamo un inserto plastico che ospita anche tutti i pulsanti fisici, sono presenti un processore quad core NVIDIA Tegra 3 operante a 1.7GHz accompagnato da 1GB di RAM, 32 o 64GB di memoria interna, slot microSD, porta microHDMI e porta USB con connettore proprietario ASUS (PDMI?).

È noto che Tegra 3 non sia solo un ottimo processore, ma anche una piattaforma che comprende software ottimizzato e con funzioni aggiuntive esclusive. Tipico esempio sono i giochi, che spesso hanno un’edizione THD o consentono di scaricare un “pacchetto alta risoluzione” che consente di arrivare ad un livello di dettaglio e di effetti visivi di livello superiore. Se si ha la passione per i giochi allora Tegra 3 è la scelta migliore e, probabilmente, l’unica possibile se si vuole qualcosa di più rispetto a quanto offerto dalla concorrenza.

Lo schermo da 10.1 pollici di tipo Super IPS+ è molto simile a quello del Transformer Prime, con la differenza di essere a risoluzione FullHD e con una luminosità ancora maggiore. Dello schermo parleremo più avanti.

Come per il Transformer Prime troviamo una tastiera-dock che presenta una porta USB full-size, un lettore di schede SD e l’ingresso per l’alimentazione. La tastiera contiene una batteria che consente di ricariicare il tablet quando la carica scende sotto una certa soglia e ne aumenta la durata. Le porte di espansione fanno sì che sia molto più comodo trasferire file da e verso il tablet rispetto a soluzioni concorrenti, visto che l’impiego di una chiavetta USB è sicuramente più immediato dell’utilizzo di software appositi che permettano il trasferimento via WiFi.

L’alluminio del corpo è piacevole al tatto ed offre una buona presa e mancanza di scivolosità. Il disegno a cerchi concentrici è molto gradevole sia alla vista che al tatto, e dà una sensazione di “prodotto premium”. La plastica impiegata per la parte superiore, che ospita tasti fisici ed antenne, è di alta qualità ed è molto solida.

Sul lato sinistro del tablet sono collocati lo slot microSD, la porta microHDMI e il jack da 3.5mm per le cuffie.

Problematiche

L’unica problematica da segnalare è relativa al posizionamento dell’ingresso del jack da 3.5mm, che non è propriamente ideale: nel momento in cui si voglia giocare con giochi che richiedono l’interazione nella parte bassa dello schermo (vedi Auralux, Beach Buggy Blitz, ecc) e si abbiano le cuffie inserite diventa problematico gestire le due cose assieme, tanto che conviene girare il tablet di 180° ed usarlo “sottosopra”. Una scelta migliore da questo punto di vista sarebbe stata la collocazione dell’ingresso superiormente, insieme ai tasti fisici.


Schermo

Lo schermo da 10.1 pollici sfrutta un pannello Super IPS+ con risoluzione FullHD+ (1920×1200) dall’altissima luminosità e dalla densità enorme di 218ppi. Se confrontato ai 149ppi di un tablet normale con risoluzione 1280×800, il salto di qualità è evidente – e ancora di più diventa palese quando si osserva lo schermo, che è l’elemento centrale e la colonna portante di questo tablet. Non è possibile vedere un pixel ad occhio nudo neppure impegnandosi, nemmeno per le persone come me che trovano fastidioso l’AMOLED del Galaxy S perchè vedono i singoli pixel.

La visibilità è ottima in quasi tutti i frangenti: grazie alla presenza della doppia modalità Super IPS (o “Indoor Mode”) e Super IPS+ (o “Outdoor Mode”), è semplice aumentare notevolmente la luminosità per tenere testa anche alle situazioni più luminose come, ad esempio, i parchi o le stazioni dei treni. La prima modalità ha una luminosità alta ma è maggiormente adatta ad ambienti interni senza una fonte di luce diretta come quella del Sole, mentre la seconda è chiamata “Outdoor” perchè pensata specificamente per essere utilizzata quando si è all’esterno con una fonte di luce diretta molto forte che va controbilanciata da una luminosità altrettanto forte.

Problematiche

L’unica problematica riscontrata è nelle situazioni estremamente luminose, dove il riflesso del vetro non sempre permette di leggere correttamente o di giocare nonostante l’altissima luminosità del display. I casi sono in ogni caso pochi e limitati a piccole parti dei giochi o delle pagine web visitate, come ad esempio le gallerie del gioco Beach Buggy Blitz. Fatto salvo questo piccolo inconveniente, lo schermo si dimostra sempre adeguato in termini di luminosità e pienamente soddisfacente in termini di resa dei colori – brillanti, vivi, saturati al punto giusto e con neri profondi.


Fotocamera

Come già nel caso del Transformer Prime, il modulo fotografico posteriore conta su un sensore da 8 megapixel con autofocus. Le fotografie scattate, come anche sul modello precedente, soffrono di colori slavati e poco definiti, oltre all’effetto “sparaflashamento”.

La qualità degli scatti è buona ma non sopraffina: spesso, soprattutto con scatti in ambienti chiusi, i colori appaiono slavati e poco definiti; i contorni non sono ben delineati e alcuni dettagli si perdono. Come potete vedere nelle foto sotto, però, ciò non toglie che si possano contare i peli su un gatto o che sia possibile vederne i dettagli dell’iride. I bianchi sono però spesso “sparati” e hanno un effetto “sparaflashante” (citando Men in Black) che non giova alla qualità delle foto. D’altronde, però, in condizioni di bassa luminosità le prestazioni sono davvero buone.

Trovate gli scatti di prova a questo indirizzo.


Batteria

La durata della batteria, a causa della presenza dello schermo FullHD, è limitata ad un giorno solo se si gioca per più di un’ora consecutiva a titoli impegnativi come Auralux.

Il tablet fa uso della batteria della tastiera quando la carica scende sotto il 75%: a quel punto viene segnalato che la batteria interna è in ricarica grazie alla corrente proveniente dalla tastiera. Questo meccanismo è molto efficiente e ricarica velocemente il tablet, anche se spesso porta all’esaurimento della batteria della tastiera.


Software

Sul fronte software non c’è niente da segnalare, in quanto è esattamente identico a quello del Transformer Prime. Per questo motivo vi rimandiamo alla relativa recensione.


In conclusione

Essendo un’evoluzione del Transformer Prime, il Transformer Pad Infinity non può che ricevere un simile giudizio: è un tablet completo, con un hardware di altissimo livello ed un software curato ed ottimizzato. Il prezzo, superiore ai 600€, è inarrivabile per molti ma può essere considerato appropriato per il dispositivo, visto l’alto livello espresso da ASUS. Il tablet è un’ottima scelta per tutti gli utenti più esigenti, ed è forse la scelta obbligata in campo Android per avere un tablet dotato del massimo offerto sia dalla tecnologia sia dai materiali.

Voti

Ergonomia: 7
Display: 9
Software: 8
Hardware: 8
Fotocamera: 6
Media: 7.6

Commenti

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  • Riccardo

    Ottimo prodotto, come tutti gli Asus, almeno per i quattro mesi in cui è stato tra le mie mani. Poi si è guastato e da 4 mesi sto litigando col servizio assistenza. E’ tornato 2 volte non riparato (nella seconda volta hanno pure provato a truffarmi cercando di sostituire la scocca a mie spese per un ipotetico graffio che nella prima riparazione non era stato rilevato) ed ora mi è stato proposto di prendere un nuovo prodotto dello stesso valore, visto che non è più in commercio (salvo rimanenze di magazzino di qualche rivenditore). Ma poi che ci faccio con la docking station acquistata insieme al tablet e pagata più di 100 euro? Mai più Asus

  • ma che ci fa un HP Palm Pre 2, con tanto di WebOS, sopra un Pad della ASUS e con tanto di date diverse? Martedì 26 settembre per il tablet e Mercoledì 25 Settembre per il PALM?

    • Riccardo Robecchi

      Anche noi a volte finiamo la fantasia… :D

  • zanatos

    bella recensione bravo…(tra parentesi sto studiando anche io informatica all’unimi…)

    • Riccardo Robecchi

      Fa sempre piacere sapere di essere letto dai propri colleghi ;)

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