Processori: uno sguardo al futuro

È recente l’uscita sul mercato dello smartphone LG Dual, il primo al mondo a poter vantare l’utilizzo di un processore di tipo dual core. Una soluzione che, inizialmente, era dedicata al solo mercato professionale di server e workstation con l’impiego di più CPU singole in contemporanea, è dunque migrata all’utilizzo desktop con i primi dual core intorno al 2005 e oggi giunge al mercato del mobile. L’LG Dual può vantare nella scheda tecnica il SoC/System on Chip (ovvero processore + chipset + processore video + controlli input/output) Tegra 2 di nVIDIA, nota ai più per le schede video discrete impiegate in desktop e notebook. Questo SoC può contare su una CPU ARM Cortex-A9 a 1GHz di frequenza, a cui è accoppiata una GPU sviluppata da nVIDIA stessa: le prestazioni di questa soluzione sono notevoli e permettono di effettuare senza problema alcuno la riproduzione di filmati in FullHD (1920×1080), mentre i consumi rimangono limitati a soli 2W per tutto il SoC. Ciò permette di avere una buona autonomia anche su terminali con batterie relativamente piccole come gli smartphone.
Samsung non rimane a guardare, e propone il suo Exynos. Il Galaxy S II, di prossima uscita, monterà l’Exynos 4210: un SoC dual core con frequenza del singolo core di 1,2GHz, superiore dunque al Tegra 2 di nVIDIA. Non essendo ancora uscito alcun telefono con tale processore, non ci resta che aspettare per conoscere quale effettivamente sia più potente.

Ciò conduce però a una riflessione: tutta questa potenza è incredibile, ma lo diventa ancor più se pensiamo che i terminali dotati di Qualcomm SnapDragon a 1GHz di frequenza (come, a titolo d’esempio, l’HTC Nexus One) sono diventati in pochi mesi obsoleti. Il futuro del “mobile computing” sembra essere nelle mani di queste soluzioni, che si avvicineranno sempre più come potenza ai nostri attuali computer desktop/notebook fino a sostituirli: emblematico a questo proposito l’intervento di James Bruce, CEO di ARM, che sostiene che gli smartphone diventeranno entro breve i nostri dispositivi principali. nVIDIA però non si accontenta di questa soluzione dual-core e propone la nuova versione del suo Tegra, il Tegra 3, che integrerà al suo interno una CPU basata su Cortex-A9 con addirittura 4 core operanti a 1GHz di clock. La risposta di Samsung non si è fatta attendere: è stato annunciato un nuovo modello di Exynos che dovrebbe essere un processore dual core a ben 2GHz. Sarà dunque interessante vedere come si differenzieranno a livello prestazionale, e se il software premierà maggiormente soluzioni con meno core ma maggiore frequenza, oppure una maggiore parallelizzazione e distribuzione su più core, con una minor frequenza.

Commenti

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  • Markisha1979

    Mah…
    Io che sono sistemista di professione comincio ad essere preoccupato del mio futuro…
    Chissà che cavolo mi troverò a dover configurare tra qualche anno…
    :-P

    • Riccardo Robecchi

      Sarà interessante vedere l’evoluzione dei processori ARM lato server. Già Marvell, coi suoi Armada XP, si propone di aprire un primo spiraglio in questo mercato dominato ormai per il 60% da macchine CISC (5 anni fa era il contrario!). Sarà sicuramente interessante anche constatare le prestazioni in questo ambito dei Cortex-A15, che si preannunciano superdotati: 16 core a un massimo di 2GHz di frequenza.
      Mi piacerebbe molto fare il sistemista, una volta uscito dall’università. È un mondo che mi affascina profondamente.

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