Play Services 4.4 Teardown: Android Wear, Firmware Updater e tanto altro

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I ragazzi di AndroidPolice non si sono lasciati sfuggire l’occasione di demolire anche l’ultima versione del Play Services, rilasciata da Google qualche giorno fa. Hanno così scovato diverse novità nascoste all’interno del pacchetto d’installazione, che adesso vedremo.

Innanzitutto è possibile notare che il peso dell’APK è aumentato di 4 MB rispetto a quello della versione precedente, il che significa che c’è molto di più al suo interno. Ci sono poi un sacco di nuovi permessi, ma non ci soffermeremo su di essi in quanto non rivelano molto e gli unici degni di nota li vedremo in seguito.

Alcune stringhe puntano in direzione di un supporto ad Android Wear, il che significa che sarà in grado di interfacciarsi con qualsiasi dispositivo con a bordo le GApps, anche se per un sistema di notifiche completo sarà necessario almeno Android 4.3.  Nessuna companion app, visto che a quanto pare dovremmo poter gestire il nostro smartwatch attraverso il Play Services.

Al suo interno potrebbero essere in arrivo anche le API per la fotocamera e il supporto al cosiddetto Bluetooth Low Energy. Ci sono anche piccole conferme per quanto riguarda l’unione fra Hangout e Voice e per l’introduzione delle API che permettono alle applicazioni di terze parti di accedere ad Hangout.

Troviamo pure piccoli indizi che fanno pensare all’introduzione del mirroring sul Chromecast, funzione già al centro di alcune indiscrezioni nelle scorse settimane. Quello che più ci interessa però viene adesso.

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E’ stato scovato un vero e proprio Firmware Updater, ovvero quella funzione che permette di cercare e installare gli aggiornamenti di sistema. Non è un collegamento, ma è un’applicazione a sé stante, anche se non è ancora ben chiaro in che modo voglia sfruttarla Google, ma prima che vi lasciate prendere da facili entusiasmi “no, non vi permetterà di trasformare un dispositivo con firmware personalizzato, come un Samsung, in uno con firmware stock, come un Nexus”. E’ da escludere a priori questa possibilità, a causa dei vari accordi di licenza. Per il momento preferiamo non avventurarci in facili speculazioni, che non troverebbero conferme in nessun modo.

Le novità che Google ha in serbo sono davvero molte e queste scovate nel Play Services potrebbero essere solo una parte di esse. Non vediamo l’ora di scoprire ciò che ci aspetta, magari in occasione del Google I/O.

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