Recensione House of Marley Rise Up

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House of Marley è una casa nata nel 2010 con l’intento di portare nel mondo dell’audio gli stessi principi che guidavano Bob Marley nella vita: Rohan Marley, figlio del musicista, ha voluto portare nell’ambito dell’elettronica di consumo gli stessi principi di rispetto degli altri, di aiuto ai più deboli e di attenzione alla Terra che caratterizzavano suo padre. I prodotti House of Marley sono realizzati con una parte di materiali riciclati e una quota dei profitti va in beneficienza, all’associazione 1 Love che aiuta i bambini che vivono nelle zone più povere del mondo.

Le House of Marley Rise Up sono cuffie over-ear con una forte personalità: a partire dall’aspetto, molto vintage e particolare, fino alla resa dell’audio, molto caldo ed equilibrato.

Design & comfort

Le cuffie Rise Up sono disponibili in varie colorazioni; quella che abbiamo ricevuto si chiama “Blue Denim” e vede l’uso di un tessuto blu con i bordi verde acido e i padiglioni in color terra rossa. Non è certo una combinazione di colori che può piacere a tutti e, infatti, il primo impatto è stato di sorpresa e di stupore. Dopo qualche giorno, però, l’abitudine ha preso il sopravvento e ci siamo abituati all’insolita combinazione di colori.

L’archetto regolabile è realizzato in acciaio e ricoperto di tessuto, così come i grandi padiglioni, che non sono ricoperti di pelle o simil-pelle come accade per la maggior parte delle cuffie di questo tipo. I padiglioni sono fissati all’archetto tramite due mini-archetti che ruotano lungo un asse verticale intorno ad un perno fissato all’archetto principale; è inoltre possibili farli ruotare lungo un asse orizzontale per meglio adattarli alla forma della testa.

Il cavo di collegamento è ricoperto di tessuto (con un motivo vagamente psichedelico, in realtà) e presenta un microfono con i classici tre tasti (controllo del volume e tasto centrale per play/pausa/controllo delle chiamate) che però, purtroppo, non sono compatibili con Android a meno di utilizzare applicazioni apposite (a pagamento).

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Il comfort offerto dalle Rise Up non è massimo ed è una delle (poche, in realtà) pecche di queste cuffie. Più che con altri modelli è necessario posizionare bene l’archetto sulla testa per evitare che causi mal di testa e altri fastidi dovuti alla pressione sulla scatola cranica. L’imbottitura non è particolarmente generosa e questo si riflette sul livello di comfort. Un ulteriore problema è costituito dal meccanismo di rotazione dei padiglioni, che fa sì che sia necessario ruotarli manualmente e con un po’ di forza per farli adattare alla forma della testa le prime volte che si indossano le cuffie. Questi problemi, comunque, si affievoliscono fino a sparire durante la prima settimana di utilizzo, dopo la quale è possibile indossare le Rise Up per ore senza fastidi.

L’isolamento che ci si aspetterebbe da questo tipo di cuffia è totale: le Rise Up, invece, offrono un isolamento buono, ma nulla di più. Per ascoltare musica in metropolitana o sui mezzi pubblici è comunque necessario alzare il volume, ed in situazioni particolarmente rumorose con persone che parlano ad alta voce bisogna convivere con un po’ di rumore.

Nota positiva: nella confezione è presente anche una custodia, realizzata nello stesso materiale delle cuffie, che risulta estremamente comoda per riporle in uno zaino o in un cassetto con la certezza di non ritrovarsi il cavo aggrovigliato o impigliato da qualche parte.

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Audio

La peculiarità delle House of Marley Rise Up è il fatto che hanno un suono molto bilanciato: non c’è un’area che prevale sulle altre (es. bassi), ma tutto è in equilibrio. Bassi, medi ed alti sono riprodotti nelle giuste proporzioni, con l’unico svantaggio di aver pochi bassi nei brani dove questi sarebbero necessari in quantità maggiore (es. metal, trip-hop).

In generale, le Rise Up sono cuffie pensate per generi come il rock, il reggae, il folk, la celtica, il soul e, in generale, generi “tranquilli” e acustici (in opposizione a generi più “animati” come metal, hard rock, elettronica ecc). Il suono è caldo e brilla particolarmente nei medi, che sono ben accentuati e presenti, oltre che chiari e precisi.

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La definizione è decisamente buona ed è possibile distinguere ogni singolo strumento anche in situazioni particolarmente complesse (es. “As good as you’ve been to this world” di Janis Joplin) dove c’è una forte sovrapposizione degli strumenti e dei toni.

Abbiamo sottoposto le House of Marley Rise up al classico ascolto della nostra playlist (che trovate a questo indirizzo) e questo è il risultato:

  • Classica: grazie all’equilibrio proprio di queste cuffie, la musica classica viene riprodotta con sufficiente qualità. Gli unici appunti che si possono muovere sono negli ottoni e, in generale, negli acuti un po’ piatti.
  • Metal: il metal non è il genere migliore da ascoltare con le Rise Up. Con scene particolarmente concitate (es. Progeny dei Celtic Frost) si perde molto dell’equilibrio, soprattutto sui toni alti che appaiono decisamente in secondo piano. La definizione rimane, quasi paradossalmente, pressoché inalterata, permettendo all’ascoltatore di distinguere i singoli strumenti (anche se con un po’ di difficoltà nel caso dei piatti, ad esempio). Il tono caldo delle cuffie, poi, le rende poco adatte all’ascolto di brani che richiedono invece più freddezza (es. Freezing Moon dei Mayhem, per citarne una).
  • Rock: le prestazioni con il rock sono degne di nota. L’equilibrio generale fa sì che i brani siano resi ottimamente, da Born to be Wild degli Steppenwolf fino a The great Gig in the Sky dei Pink Floyd. In questo caso il calore del suono gioca a favore delle Rise Up.
  • Trip-hop: non essendo un genere particolarmente bilanciato, il trip-hop soffre un po’ della mancanza di fuoco e di potenza sui bassi, mentre trae vantaggio dall’ottima resa dei medi e dalla definizione eccezionale. Un brano come Angel dei Massive Attack si appiattisce nella sequenza iniziale a causa della resa non ottimale dei bassi.
  • Celtica/folk: il fatto che si tratti di musica prevalentemente acustica e dominata da strumenti caldi (chitarra, percussioni, arpa) fa sì che il risultato sia più che buono. Ancora una volta l’equilibrio dei toni gioca a favore delle cuffie. L’omonimo album degli irlandesi Shantalla è un piacere da ascoltare.
  • Elettronica: in questo caso, invece, l’equilibrio dei toni non è ideale: spesso si desiderano più bassi per poter apprezzare meglio una parte così importante nella musica elettronica che, altrimenti, non ha il giusto fuoco.

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Difetti

Il difetto più grande di queste cuffie è, a mio parere, il comfort. Anche se le cuffie non sono scomode, dopo un po’ di tempo che le si indossa diventano fastidiose sia in corrispondenza del punto dove l’archetto poggia sulla testa sia delle orecchie. I padiglioni, infatti, sono grandi, ma non abbastanza da contenere perfettamente le orecchie, col risultato che queste tendono ad irritarsi e a dare fastidio. I punti che sono più esposti al problema sono il lobo, la parte superiore e il retro. Il problema si acuisce quando si portano gli occhiali.

In conclusione

House of Marley Rise Up è un modello di cuffia che può soddisfare la stragrande maggioranza delle persone con un suono equilibrato e definito. Non temono la prova di amplificatori come il Sound Blaster E3 che aumentano notevolmente la quantità di dettagli e, anzi, ne traggono giovamento. Il timbro caldo e l’equilibrio generale della resa non le rende perfettamente adatte a tutti i generi.

Il design le rende originali e un po’ stravaganti e questo potrebbe non piacere a tutti, ma con il ritorno del vintage e dello stile anni ’70 questo potrebbe non essere così un male. Il prezzo è, forse, ciò che più può frenare l’acquisto: di listino costano 149€. La nota positiva è che si trovano facilmente a poco più di 50€ su Amazon! (nota: il link contiene un referral)

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