Ursula von der Leyen ha usato parole nette per anticipare l’EU KIDS Act, la normativa che la Commissione Europea pubblicherà giovedì per limitare l’accesso dei più giovani a social media, alcune piattaforme di gioco e chatbot basati sull’intelligenza artificiale.

Ne avevamo già parlato giusto nella giornata ieri quando erano trapelati i primi documenti preparatori della proposta; oggi arriva la conferma diretta dalla stessa presidente della Commissione, che ha aggiunto anche il dettaglio sulle sanzioni previste per chi non si adeguerà alle nuove regole.

Niente social media sotto i 13 anni. Nessun account personale sotto i 15 anni“, ha dichiarato von der Leyen in un discorso tenuto mercoledì. “L’Europa ha il potere di agire. Siamo noi a decidere le regole, non le big tech“.

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Come funzionerà il sistema a fasce d’età

Secondo la bozza di proposta visionata dal Financial Times, i minori di 13 anni potranno accedere ai social solo sotto supervisione dei genitori; quelli tra i 13 e i 15 anni avranno bisogno del consenso parentale per creare account dotati di controlli genitoriali, insieme ad altre restrizioni come i limiti di tempo di utilizzo.

Von der Leyen ha inoltre dichiarato che l’Europa non può accettare di esporre i più giovani a contenuti sempre più estremi.

Le aziende di social media, i servizi di gaming online e i chatbot basati sull’intelligenza artificiale dovranno introdurre misure di salvaguardia per contrastare abusi e comportamenti che generano dipendenza; le aziende che sviluppano IA e chatbot dovranno inoltre evitare design pensati per incoraggiare i minori a formare legami malsani o esporli a interazioni dannose.

Multe fino al 6% del fatturato globale

Le aziende dovranno verificare l’età degli utenti tramite un’app ufficiale di verifica; la mancata conformità potrà comportare multe fino al 6% del fatturato annuo globale. Le nuove restrizioni si aggiungeranno alle regole digitali europee già esistenti, incluso l’AI Act e il Digital Services Act.

Nonostante le critiche arrivate dagli Stati Uniti, i funzionari europei sostengono che le preoccupazioni riguardo a design che generano dipendenza, controlli sull’età troppo deboli e impatto dei social sui minori stiano crescendo a livello globale.

A sostegno di questa posizione, citano anche il recente accordo raggiunto da Meta con diversi Stati americani riguardo alle accuse di danni alla salute mentale dei minori.

Una pressione politica che dura da mesi

Se ci seguite saprete che la proposta arriva dopo mesi di insistenza da parte di diversi governi europei: Francia, Grecia e Austria sono tra i Paesi che da più tempo chiedono all’Unione di restringere l’accesso dei minori ai social, e già a novembre scorso il Parlamento Europeo aveva discusso la possibilità di introdurre responsabilità dirette per i dirigenti delle piattaforme in caso di violazioni gravi e ripetute sulla tutela dei più giovani.

Anche un gruppo di esperti di salute e tecnologia riunito dalla stessa von der Leyen aveva già presentato quest’anno raccomandazioni molto simili, concentrate su quello che il gruppo aveva definito “social media+“, una categoria che comprende anche gli assistenti basati sull’intelligenza artificiale usati come companion.

Il testo dell’EU KIDS Act, va detto, resta ancora suscettibile di modifiche prima della pubblicazione definitiva di giovedì, e dovrà poi affrontare il negoziato con i governi nazionali e il Parlamento Europeo prima di diventare legge a tutti gli effetti.

Diversi Stati membri, tra cui Austria, Danimarca, Francia, Grecia e Spagna, stanno peraltro già portando avanti proprie leggi nazionali per limitare l’accesso dei minori ai social, segno di quanto il tema sia ormai considerato urgente in tutta l’Unione e non solo a Bruxelles.